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Acquisto auto, assicurazione, classe di merito e bonus malus

13 maggio 2014


Acquisto auto, assicurazione, classe di merito e bonus malus

> Diritto e Fisco Pubblicato il 13 maggio 2014



Dalla firma del contratto alla stipula dell’assicurazione: ecco i principali aspetti giuridici all’atto dell’acquisto di un’auto.

L’acquisto di un’auto è una scelta importante. Non solo perché nell’auto ogni persona trascorre, dopo il posto di lavoro e l’abitazione, la maggior parte della propria vita. Ma anche per le implicazioni giuridiche che essa comporta.

Ecco quindi una breve guida sugli aspetti principali che concernono la fase contrattuale con il rivenditore e la successiva stipula dell’assicurazione.

L’acquisto e la tutela del consumatore

Prima di procedere alla stipula del vero e proprio contratto di compravendita dell’auto, il concessionario fa firmare al cliente una “proposta di acquisto”, che è anch’essa un contratto, ma formulato non come accordo negoziato, bensì come proposta del cliente che il venditore può anche rifiutare.

Si diventa poi proprietari a tutti gli effetti quando il venditore sottoscrive la “dichiarazione di vendita” (o, nel caso dell’usato, l’atto di vendita, che è un formulario prestampato sul retro del certificato di proprietà) e la trascrive al Pra.

In mancanza, l’unico modo per far valere il diritto di proprietà in caso di contestazioni c’è quando il contratto firmato all’acquisto riportava il numero di telaio del veicolo. Se questo non c’è, e il veicolo poi non viene consegnato (avviene se il venditore fallisce, più raramente quando è un concessionario che perde il mandato), si è solo creditori della somma versata all’atto dell’acquisto o, secondo i casi, del suo doppio.

Negli ultimi 25 anni, le clausole dei contratti sono diventate più chiare e meno penalizzanti. Anche per effetto di due direttive europee [1]. Ma restano alcune precauzioni da prendere.

Nulla va lasciato ai patti verbali e ogni cosa, anche quella che appare più insignificante, va riportata su un documento firmato dalle parti. In particolare: modello e versione del veicolo secondo denominazione e sigle del costruttore, colori di carrozzeria e interni, classe Euro, tempi di consegna, prezzo detassato e chiavi in mano (anche degli accessori a richiesta con la loro denominazione precisa, non basta il codice di fabbrica), spese ed emolumenti di messa in strada, valore dell’eventuale usato in permuta, spese per demolirlo e radiarlo dal Pra, eventuali omaggi e facilitazioni e, se già disponibile, il numero di telaio completo. Anche i patti accessori (per esempio, la facoltà di rivendere da soli l’usato o il montaggio di gomme di una certa marca) vanno scritti e controfirmati dal venditore.

Attenti al modulo contrattuale: se è stato predisposto dal costruttore, quasi certamente non avrà clausole vessatorie vietate dall’articolo 33 del Codice del consumo (quelle che “determinano a carico del consumatore un significativo squilibrio dei diritti e degli obblighi derivanti dal contratto”), ma è meglio non darlo per scontato. Prima di firmare, in particolare un modulo generico predisposto dal venditore, bisogna farsene dare una copia (trovarli sul web è spesso impossibile) e, Codice del consumo alla mano, cercare le clausole più penalizzanti chiedendo che vengano eliminate.

Particolare cautela occorre per l’eventuale contratto di finanziamento: mai firmarlo in bianco, ma solo se è stato compilato in ogni parte e mai prima che l’auto sia disponibile. In caso contrario, il venditore potrebbe attivare il finanziamento anche molto prima, incassando il corrispettivo. E, se fallisse, il cliente potrebbe dover pagare le rate senza aver mai visto l’auto. Il contratto deve sempre riportare i dati di finanziatore e debitore e tutti i dettagli del prestito (somma, numero e importo delle rate), Isc (Indice sintetico di costo) e telaio.

Quando si applica il diritto di recesso all’acquisto di un’auto?

Se il contratto di acquisto è stato stipulato in una concessionaria o da un rivenditore, il diritto di recesso non si applica.

Invece, se l’acquisto avviene fuori dai locali commerciali (via internet o via telefono) è possibile il recesso entro 10 giorni (a partire da giugno il termine diventa di 14 giorni).

È comunque sempre vietato il recesso quando l’auto è “confezionata su misura o chiaramente personalizzata”. In questo caso, il legislatore tutela il venditore, che avrebbe difficoltà nel piazzare ad altri clienti un veicolo carico di accessori o dal colore stravagante.

La scelta di un colore o la presenza di qualche optional non può ritenersi una personalizzazione sufficiente a escludere il diritto di recesso.

 

Classe di merito

 

Acquistata l’auto, è necessario stipulare la polizza obbligatoria rc auto.

A questo punto entra in gioco la cosiddetta “classe di merito” che è espressione del rischio che l’impresa di assicurazione assume nel ramo Rc Auto e dunque parametro essenziale nella determinazione del premio.

La classe di merito è indicata nell’attestato di rischio.

La legge Bersani, in materia di assicurazioni auto, permette di ereditare la classe di merito di un parente (o propria), in caso di acquisto di una seconda (o terza) auto, nuova o usata. I parametri sono ben definiti, ma ci sono molti casi particolari (si veda l’articolo “Ereditare una classe di merito di un parente”).

Ogni volta che una persona fisica, proprietaria di uno o più veicoli già assicurati con polizza attiva, acquista un ulteriore veicolo (nuovo o usato) della medesima tipologia, l’impresa (la stessa o un’altra) deve assegnare questo ultimo veicolo alla classe universale (Cu) risultante dall’ultimo attestato di rischio conseguito sul veicolo o su uno dei veicoli di proprietà già regolarmente assicurati con polizza attiva.

In caso di documentata vendita, consegna in conto vendita, furto, demolizione, cessazione definitiva della circolazione o definitiva esportazione all’estero di un veicolo di proprietà (o del coniuge in comunione di beni) precedentemente assicurato, si può richiedere che il relativo contratto di assicurazione Rc Auto sia reso valido per altro veicolo della medesima categoria di propria proprietà. In tal caso la stessa impresa (o anche un’altra) dovrà classificare il contratto relativo a tale auto sulla base delle informazioni contenute nell’ultimo attestato di rischio conseguito sul veicolo precedente, purché in corso di validità, mantenendo la medesima Cu.

Bonus malus

È il sistema prevalente di tariffa della polizza rc auto, utilizzato per autovetture, motocicli e ciclomotori, dove la variazione in aumento o in diminuzione del premio ad ogni scadenza annuale è correlata alla condotta di guida del proprietario nel tempo, mediante l’assegnazione del contratto ad una categoria (classe di merito) che migliora in assenza e peggiora in presenza di sinistri provocati , durante un periodo di tempo denominato “periodo di osservazione”.

In caso di polizza stipulata per la prima annualità, il periodo di osservazione inizia dal giorno della decorrenza della copertura e termina sessanta giorni prima della scadenza annuale. Per le annualità successive (quindi in caso di rinnovo presso lo stesso assicuratore) il periodo di osservazione inizia due mesi prima della decorrenza del rinnovo e termina due mesi prima della scadenza annuale.

L’evoluzione della classe di merito avviene in base a una scala di valutazione elaborata autonomamente da ciascuna compagnia (classi di merito “interne”).

Al fine di garantire comparabilità tra i diversi sistemi adottati dalle imprese l’Ivass ha istituito la classe di merito di conversione universale (Cu) ed ha prescritto che l’attestato di rischio indichi entrambe le classi di merito, quella “interna” e la corrispondente classe di conversione universale.

Le compagnie devono anche predisporre e pubblicare nei propri siti internet una tabella che indichi la corrispondenza delle proprie classi di merito Bonus/Malus contrattuali o interne liberamente predisposte, con la tabella delle classi di merito Cu stabilita dall’Ivass. Le imprese devono inoltre riportare nei propri contratti e negli attestati di rischio la corrispondente classe contrattuale o interna che va indicata accanto alla classe Cu.

Nel periodo di osservazione viene valutata la virtuosità del guidatore. Se, in tale lasso di tempo, l’automobilista non ha causato incidenti, normalmente scenderà di una classe di merito (bonus) ottenendo una riduzione sul premio assicurativo per l’anno successivo; se invece ha causato incidenti, retrocederà almeno di due classi di merito (malus) e subirà un rincaro del prezzo da pagare per la nuova polizza.

Il veicolo assicurato per la prima volta dopo l’immatricolazione o dopo il passaggio di proprietà (voltura al Pra, acquisto per i ciclomotori) è assegnato alla classe di conversione Cu 14. Se però il passaggio di proprietà avviene tra coniugi in comunione di beni o da una pluralità di intestatari ad uno soltanto di essi, l’assicuratore è tenuto a riconoscere la classe Cu già maturata sul veicolo, anche in caso di cambio di compagnia. Il Decreto Bersani ha però introdotto la possibilità di usufruire della classe di merito di un familiare convivente: questo significa che, nel caso in cui si abbia un congiunto che vive sotto lo stesso tetto (per esempio un genitore, un fratello, un figlio o un coniuge) già assicurato con una classe di merito inferiore alla 14ª, chi è sprovvisto di attestato di rischio potrà ottenere la stessa Cu del parente e quindi pagare un premio assicurativo inferiore.

Per godere di questo vantaggio dovrà provare la convivenza con il nucleo familiare attraverso lo stato di famiglia.

note

[1] La prima (la 93/13) sulle clausole vessatorie, entrata in vigore nel 1996; la seconda (la 99/44) sulla garanzia, entrata in vigore nel 2002.

Autore immagine: 123rf.com


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