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Accordo di separazione non rispettato: che fare? 

26 Giugno 2021 | Autore:
Accordo di separazione non rispettato: che fare? 

Il ricorso al giudice per l’esecuzione in forma specifica dei contenuti del patto: così si possono ottenere anche gli immobili. 

Ti sei separato dal tuo coniuge in forma consensuale, senza litigi. Insieme al vostro avvocato di fiducia avete raggiunto un’intesa soddisfacente per entrambi su tutti gli aspetti: il mantenimento, le visite ai figli, l’assegnazione della casa familiare, il pagamento delle relative spese ed anche la ripartizione delle proprietà immobiliari. Poi, il tempo passa e ti accorgi che il tuo ex marito, o la tua ex moglie, non tiene fede ai patti stabiliti e formalizzati per iscritto. Quando c’è un accordo di separazione non rispettato, che fare? 

La prima cosa da sapere è che gli accordi di separazione sono provvisori: di recente, la Cassazione [1] ha sottolineato che essi durano fino al divorzio e, in quel momento, le condizioni possono essere riviste, derogando a quanto si era concordato in precedenza. Ciò non toglie che alcune previsioni dell’accordo di separazione debbano essere adempiute (anche perché i coniugi potrebbero decidere di non divorziare e di rimanere separati a vita): ad esempio, se una moglie rinuncia a percepire l’assegno di mantenimento dal suo ex, in cambio della proprietà di un appartamento, come la casa delle vacanze al mare, il trasferimento immobiliare va eseguito, così come previsto nel patto. 

Una nuova sentenza della Corte d’Appello di Firenze aiuta a capire che fare in caso di accordo di separazione non rispettato: è possibile ricorrere ad un particolare rimedio giudiziale, chiamato esecuzione in forma specifica. L’ex coniuge leso nei suoi diritti dal mancato rispetto dell’accordo può farlo valere in tribunale ed ottenere una sentenza che trasferisce in suo favore la proprietà degli immobili che l’altro coniuge si era rifiutato di concedere.

Insomma, i patti previsti nell’accordo di separazione vanno rispettati e in caso negativo sarà il giudice a provvedere, attribuendo direttamente al beneficiario i diritti che l’ex coniuge prima si era impegnato a riconoscere, ma poi aveva negato, non attuando spontaneamente le previsioni contenute nell’accordo. Perciò, bisogna pensare bene prima a cosa si sta facendo e sottoscrivendo, perché poi, quando l’accordo di separazione è stato raggiunto, le condizioni stabilite diventano vincolanti per entrambi gli ex coniugi e si possono modificare solo in caso di divorzio.

Accordo di separazione: cos’è e a cosa serve?

L’accordo di separazione è un’intesa che i coniugi raggiungono, in sede di separazione consensuale, sulla regolamentazione dei loro futuri rapporti. Può riguardare tutti gli aspetti dello scioglimento della relazione ed anche prevedere l’attribuzione di diritti su beni patrimoniali, come la proprietà di un immobile. Sono molto utili per dividere il patrimonio comune, equamente e secondo le condizioni scelte dai coniugi stessi, che sono liberi di regolamentare i propri interessi nel modo ritenuto più opportuno.

Il giudice della separazione esercita un controllo esterno e successivo sugli accordi raggiunti, per verificare che non siano stati violati diritti indisponibili o doveri inderogabili previsti dalla legge nei casi di scioglimento del matrimonio [2], come l’esclusione di uno dei genitori dal dovere di contribuire, materialmente e moralmente, al mantenimento, istruzione ed educazione dei figli.

L’accordo di separazione può trasferire diritti immobiliari?

L’accordo di separazione può servire anche a trasferire diritti immobiliari tra i coniugi, come la proprietà dell’ormai ex casa familiare o della seconda casa per le vacanze, evitando la permanenza di fastidiose comproprietà in quote percentuali che in futuro graverebbero sulla possibilità di commerciare questi beni immobili.

L’accordo di separazione, quando dispone in tal senso, realizza una funzione traslativa del diritto reale sul bene da un ex coniuge all’altro, quando è omologato dal giudice, autenticato da un pubblico ufficiale (solitamente, il notaio) e trascritto nei registri di pubblicità immobiliare. Quindi, grazie all’accordo di separazione si può decidere di trasferire la proprietà di beni senza necessità di ricorrere alla redazione di altri atti pubblici appositi.

Anche la tassazione dell’accordo di separazione risulta particolarmente favorevole, perché il regime fiscale agevolato degli atti relativi ai procedimenti di separazione e divorzio prevede la totale esenzione da ogni tassa ed imposta di bollo, di registro, ipotecaria e catastale [3].

Accordo di separazione non rispettato: quali rimedi?

In caso di mancato rispetto delle condizioni stabilite nell’accordo di separazione, l’ex coniuge che ne pretende l’applicazione può ricorrere al giudice civile competente per ottenere una sentenza di «esecuzione in forma specifica» [4] dell’obbligo che era rimasto inadempiuto.

Nella vicenda decisa dalla Corte d’Appello di Firenze [5] un marito non aveva ottemperato al trasferimento di alcune quote di comproprietà immobiliari entro il termine stabilito dall’accordo di separazione. La moglie si è rivolta al giudice per ottenere una sentenza costitutiva del suo diritto e tale da realizzare i medesimi effetti dell’accordo che l’ex coniuge non aveva rispettato.

I giudici fiorentini hanno accolto la domanda, rilevando che «la giurisprudenza maggioritaria riconosce senz’altro efficacia obbligatoria e vincolante di tali patti». L’unico limite è che essi non hanno «natura reale e quindi effetto traslativo immediato» delle proprietà immobiliari: proprio per questo è necessaria una sentenza del giudice, che realizza quel trasferimento di proprietà dei beni che era stato stabilito nell’accordo di separazione.

Per ulteriori informazioni leggi anche l’articolo “Violazione accordo separazione consensuale“.


note

[1] Cass. ord. n. 11012 del 26.04.2021.

[2] Art. 160 Cod. civ.

[3] Art. 19 L. n.74/1987.

[4] Art. 2932 Cod. civ.

[5] C. App. Firenze, sent. n. 956 del 12.05.2021.


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