Diritto e Fisco | Articoli

Reato trattare la moglie come una domestica

14 Maggio 2014 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 14 Maggio 2014



Maltrattamenti in famiglia: reato sottomettere il coniuge e maltrattarlo; è punita anche la sola violenza psicologica non giustificabile dalle usanze del Paese di origine.

 

Commette reato di maltrattamenti in famiglia chi umilia continuamente la propria moglie facendola vivere in condizioni di schiavitù psicologica e trattandola come una domestica.

È quanto stabilito da una recente sentenza della Cassazione [1]. Secondo la Suprema Corte il reato di maltrattamenti in famiglia sussiste anche in presenza della sola violenza psicologica che viola la dignità della vittima; non sono quindi necessarie pure le percosse e lesioni fisiche.

Il reato in questione [2] si configura, dunque, ogniqualvolta il soggetto adotti comportamenti vessatori, prevaricatori e violenti nei confronti di un membro della propria famiglia (anche semplice convivente).

La violenza può essere anche solo psicologica per cui è punibile il marito che minaccia la propria moglie, inducendola a vivere in uno stato di schiavitù e a sottostare ai suoi “ordini”.

Simili atteggiamenti possono provocare un grave disagio e sofferenza morale nella vittima che, continuamente vessata e denigrata, non può condurre una normale esistenza neppure nell’ambito della sua famiglia.

La Costituzione garantisce i diritti inviolabili dell’uomo (libertà, uguaglianza ecc.) all’interno delle formazioni sociali (tra cui la famiglia) in cui egli svolge la sua personalità. L’inviolabilità comporta che nessuna legge, usanza o costume possa negarli o lederli [3].

Ne deriva che la sottomissione della moglie al marito non è giustificata in Italia neppure quando rientra nelle tradizioni culturali del Paese straniero di provenienza dei coniugi.

Ogni forma di violenza e prevaricazione perpetrata all’interno della famiglia è comunque punita dalla legge perché è così grave da ledere la personalità e l’integrità morale della vittima.

note

[1] Cass. sent. n. 19674 del 13.05.2014.

[2] Art. 572 cod. pen.

[3] Art. 2 Cost.

 

Autore immagine: 123rf.com


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

1 Commento

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI