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Come richiedere nulla osta matrimonio

29 Settembre 2021 | Autore:
Come richiedere nulla osta matrimonio

Gli stranieri, per sposarsi nel nostro Paese, devono presentare un’apposita documentazione.

In Italia, spesso, succede che il matrimonio tra cittadini stranieri o tra stranieri ed italiani diventi una vera e propria odissea. Perlopiù problemi burocratici, legati alla mancanza di alcuni certificati indispensabili per richiedere le pubblicazioni, impediscono la celebrazione delle nozze nei tempi e secondo i programmi stabiliti dagli sposi.

Lo straniero intenzionato a sposarsi nel nostro Paese è soggetto alle leggi italiane dettate in materia di matrimonio. Ne consegue che se ha la residenza o il domicilio in Italia deve far fare la pubblicazione secondo le disposizioni contenute nel Codice civile [1]. A tal fine, lo straniero deve presentare all’ufficio anagrafe del Comune di residenza il nulla osta al matrimonio insieme agli altri documenti all’uopo prescritti dalla legge. Come fa a richiedere il nulla osta al matrimonio? Rivolgendosi al Consolato o all’Ambasciata in Italia dello Stato al quale appartiene.

Se lo straniero è cittadino di uno dei Paesi che hanno ratificato la Convenzione di Monaco del 5 settembre 1980, per le pubblicazioni deve presentare il certificato di capacità matrimoniale.

Se lo straniero è cittadino di uno Stato non appartenente all’Unione Europea e non risiede in Italia oltre al nulla osta, deve presentare la restante documentazione comprovante i requisiti richiesti dall’articolo 51 del D.P.R. n. 396/2000 (ovvero cognome e nome, data di nascita, cittadinanza e luogo di residenza, libertà di stato, eventuale esistenza tra gli sposi di un qualche impedimento di parentela, adozione o di affiliazione oppure se hanno già contratto precedente matrimonio), trattandosi di atti formati all’estero non registrati in Italia o presso un’autorità consolare italiana.

Cos’è il nulla osta al matrimonio?

Il nulla osta al matrimonio, indispensabile affinché uno straniero possa sposarsi in Italia, è una dichiarazione rilasciata dall’autorità competente del Paese di appartenenza, dalla quale risulta che giusta le leggi a cui è sottoposto, non esistono impedimenti al matrimonio. Tale documento deve essere debitamente legalizzato e tradotto in italiano [2]. Inoltre, la firma ivi apposta dall’ambasciatore o dal console, va autenticata presso l’Ufficio legalizzazione della Prefettura.

In alcuni casi, per il rilascio del nulla osta viene richiesto un permesso di soggiorno valido ed un passaporto.

I Paesi che hanno firmato e ratificato la Convenzione di Monaco del 1980 rilasciano il certificato di capacità matrimoniale anziché il nulla osta.

In particolare, si tratta di:

  • Austria;
  • Germania;
  • Grecia;
  • Lussemburgo;
  • Moldavia;
  • Paesi Bassi;
  • Portogallo;
  • Spagna;
  • Svizzera;
  • Turchia.

Il certificato di capacità matrimoniale non va legalizzato.

Nozze in Italia: quali altri documenti deve presentare lo straniero

Una volta ottenuto il rilascio del nulla osta al matrimonio, lo straniero deve recarsi, assieme alla persona che intende sposare, presso l’ufficio anagrafe del Comune di residenza (va bene anche il Comune in cui è residente almeno uno dei due nubendi) e presentare:

  • il documento di identità in corso di validità;
  • il nulla osta rilasciato dall’ambasciata o dal consolato, certificato e legalizzato;
  • il certificato di nascita autenticato dall’ambasciata o dal consolato;
  • l’autocertificazione di stato libero e di residenza.

Una volta depositata tale documentazione, il Comune predispone le pratiche necessarie prima di convocare gli sposi per il giuramento di matrimonio, che altro non è che la promessa davanti al pubblico ufficiale di volersi sposare. Dopo la promessa, si procede alle pubblicazioni, cioè vengono esposti all’esterno del Comune i documenti con le generalità degli sposi per almeno 8 giorni.

Le pubblicazioni servono per portare a conoscenza di tutti la loro intenzione di contrarre matrimonio ed, eventualmente, a chi avesse interesse, di proporre opposizione.

Decorsi 3 giorni dal termine delle pubblicazioni senza che siano state notificate opposizioni, l’ufficiale di stato civile rilascia il certificato di eseguite pubblicazioni.

Il matrimonio non può essere celebrato prima del quarto giorno dopo la compiuta pubblicazione.

Se il matrimonio non è celebrato nei 180 giorni successivi, la pubblicazione si considera come non avvenuta e va ripetuta [3].

Matrimonio civile: come si svolge se gli sposi sono stranieri?

Il matrimonio civile in Italia tra cittadini stranieri o tra un cittadino italiano e un cittadino straniero avviene secondo la legge del nostro Paese. La celebrazione si svolge nel giorno prescelto dalle parti dinanzi all’ufficiale di stato civile e alla presenza di due testimoni, anche parenti.

Il celebrante dà lettura agli sposi degli articoli del Codice civile che disciplinano il matrimonio con particolare riguardo ai diritti e doveri reciproci dei coniugi, all’indirizzo della vita familiare e alla residenza e ai doveri verso i figli [4].

Successivamente, l’ufficiale di stato civile riceve da ciascuna delle parti personalmente, l’una dopo l’altra, la dichiarazione che esse si vogliono prendere rispettivamente in marito e in moglie, e di seguito dichiara che le stesse sono unite in matrimonio.

L’atto di matrimonio deve essere compilato immediatamente dopo la celebrazione [5].

In Italia, gli stranieri si possono sposare anche in chiesa?

Se i cittadini stranieri o il cittadino italiano e il cittadino straniero intendono sposarsi in Italia non solo civilmente ma anche con rito religioso, devono frequentare un corso prematrimoniale in chiesa, durante il quale vengono affrontati alcuni aspetti della vita coniugale dal punto di visto cristiano. Al termine del corso, viene rilasciato un attestato di partecipazione da consegnare al parroco che celebrerà il matrimonio.

Come per il matrimonio civile anche per quello religioso sono previste le pubblicazioni, che vengono esposte sulla porta della casa parrocchiale di entrambi gli sposi.

Il certificato di avvenute pubblicazioni rilasciato dall’ufficiale di stato civile, va consegnato al parroco della chiesa in cui saranno celebrate le nozze.

Dopo la cerimonia religiosa il celebrante, gli sposi e i testimoni firmano l’atto di matrimonio, di cui una copia va inviata in Comune, entro 5 giorni dalla celebrazione, mentre l’altra resta in chiesa.

L’ufficiale di stato civile, quindi, procede a trascrivere l’atto di matrimonio nel registro nelle 24 ore successive alla data di ricevimento.


note

[1] Art. 116 co. 3 cod. civ.

[2] Art. 116 co. 1 cod. civ.

[3] Art. 99 cod. civ.

[4] Artt. 143, 144 e 147 cod. civ.

[5] Art. 107 cod. civ.


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