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Bollette: posso cambiare fornitore per non pagare il debito?

28 Giugno 2021 | Autore:
Bollette: posso cambiare fornitore per non pagare il debito?

Che succede quando l’utente va da un altro operatore lasciando un debito a quello vecchio? Che cos’è il Cmor in fattura e quando si può contestare?

Dicono che i furbi l’abbiano sempre vinta ma nemmeno a loro tutte le ciambelle vengono con il buco. Chi, come nella telefonia, adotta la strategia di non pagare luce e gas e di cambiare operatore con una certa frequenza per non saldare quanto dovuto dovrà ricredersi: ci sono quattro lettere che lo perseguiteranno finché non si sarà messo a posto con il creditore. Quattro lettere, Cmor, che stanno per corrispettivo morosità e che sono dedicate a chi si chiede, quando vuole fare il furbo con le bollette: posso cambiare fornitore per non pagare il debito?

Sarebbe troppo facile vivere da «nomadi degli operatori dell’energia»: oggi qua e domani là, contraendo un debito dietro l’altro senza mai pagare la compagnia energetica precedente. Se è vero che si è liberi di cambiare operatore di luce e gas quando si vuole, è altrettanto vero che gli operatori hanno il diritto di tutelarsi contro eventuali trucchi del genere. Ecco perché esiste il Cmor. Vediamo nei dettagli perché non si può cambiare fornitore di energia per non pagare il debito e cosa si rischia a voler diventare l’eterno moroso delle bollette.

Bollette: cos’è il corrispettivo Cmor?

Il corrispettivo morosità, detto anche Cmor, è il modo in cui i gestori dell’energia si tutelano dalle morosità dei clienti che, per non pagare le bollette, decidono di cambiare operatore. In pratica, è l’importo che viene accreditato in fattura dall’attuale fornitore di luce e gas su richiesta di quello vecchio per recuperare le morosità degli ultimi 3 mesi di servizio erogato ma non pagato.

In altre parole: se non paghi con le buone, lo farai con le meno buone. Se pensi di evitare quanto ti viene chiesto dal vecchio gestore, te lo troverai nella fattura di quello nuovo, proprio sotto la voce Cmor.

Bollette: quando viene addebitato il Cmor?

Come si può facilmente intuire, il corrispettivo morosità viene applicato in bolletta solo a chi ha un debito con l’operatore precedente, per evitare che si prenda l’abitudine di cambiare continuamente gestore per non pagare mai luce e gas. In questo modo, dunque, la morosità viene legata al cliente e non al contatore, per evitare che, in caso di voltura o di subentro, chi arriva dopo debba saldare il debito dell’utente precedente.

Non è detto che il cliente moroso si trovi già nella prima fattura del nuovo fornitore la voce Cmor: il corrispettivo può essere applicato in un arco temporale che va dai 6 ai 12 mesi dopo la mutazione di gestore. Può capitare, dunque, che un utente pensi inizialmente di averla fatta franca cambiando operatore ma che, dopo un anno, si trovi il Cmor in bolletta e sia tenuto a mettersi a posto con il gestore precedente.

Tuttavia, affinché l’indennizzo possa essere richiesto, è necessario che:

  • il cliente abbia ricevuto la comunicazione del Cmor e non abbia ancora provveduto al pagamento del corrispettivo;
  • il cliente sia alimentato in bassa pressione;
  • l’importo da pagare sia superiore a 10€;
  • l’importo non sia una conseguenza di una cattiva ricostruzione dei consumi (ad esempio, per un guasto al contatore).

È importante rispettare la scadenza del pagamento del Cmor: in caso contrario, il nuovo gestore sarà tenuto al distacco dalla fornitura, a prescindere dal fatto che le sue fatture risultino pagate correttamente.

Bollette: si può contestare il Cmor?

L’utente che riceve in fattura il corrispettivo morosità è sempre tenuto a pagarlo? In realtà, è possibile contestare il Cmor a determinate condizioni. Ovviamente, potrà farlo chi sa di non avere fatto apposta a cambiare fornitore per non pagare le bollette.

Bisogna, innanzitutto, avere con sé le vecchie fatture di luce e gas per verificare se, effettivamente, ci sono dei debiti da saldare con il vecchio gestore. Se le bollette sono a posto, cioè se sono sempre state rispettate le scadenze prima della mutazione, allora si potrà inviare un reclamo scritto via Pec (posta elettronica certificata), raccomandata a/r o via fax al nuovo gestore, poiché sarà stato lui a spedire la fattura che contiene il corrispettivo di morosità. L’operatore avrà 40 giorni di tempo per rispondere. In caso contrario, cioè se non dovesse arrivare alcuna comunicazione, sarà necessario rivolgersi all’Arera, vale a dire all’Autorità che regola il settore dell’energia.

Bollette: chi viene considerato cattivo pagatore?

Secondo l’Arera, deve essere considerato un cattivo pagatore chi non paga nel corso di 365 giorni di fornitura almeno due bollette energetiche anche non consecutive, purché:

  • per almeno una di esse sia stata tempestivamente avviata una procedura di sospensione della fornitura;
  • nessuna di esse contabilizzi corrispettivi per ricostruzione dei consumi in caso di già accertato malfunzionamento del contatore;
  • non sussistano crediti del cliente nei confronti del venditore per precedenti fatture non ancora liquidati dal venditore stesso;
  • il venditore abbia provveduto nei tempi previsti a fornire una risposta motivata a un’eventuale richiesta di rettifica di fatturazione o a un reclamo inerente ai corrispettivi non pagati.

Va aggiunto, infine, che se un cliente con contratto di mercato libero vuole rientrare in quello di maggior tutela mantenendo attiva la fornitura, dovrà pagare gli eventuali debiti accumulati in precedenza nei confronti del gestore di maggior tutela.

Facciamo un esempio.

Se ero con Tizio e poi sono andato da Caio, ma successivamente voglio tornare da Tizio perché mi sono trovato meglio, al momento del rientro, dovrò pagare a Tizio i debiti che avevo in sospeso con lui, altrimenti non sarà legittimato ad attivarmi un nuovo servizio di fornitura.



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