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Accettazione tacita eredità e accatastamento: Cassazione

28 Giugno 2021
Accettazione tacita eredità e accatastamento: Cassazione

Valutazione complessiva del comportamento del chiamato all’eredità e intestazione dell’immobile tramite accatastamento. 

Accettazione tacita di eredità: può desumersi anche dal comportamento del chiamato

L’accettazione tacita di eredità può essere desunta dal comportamento del chiamato che ponga in essere atti che non abbiano solo natura meramente fiscale, quale la denuncia di successione, ma che siano, al contempo, fiscali e civili, come la voltura catastale, che rileva non solo dal punto di vista tributario, per il pagamento dell’imposta, ma anche dal punto di vista civile, per l’accertamento, legale o semplicemente materiale, della proprietà immobiliare e dei relativi passaggi.

Cassazione civile sez. VI, 30/04/2021, n.11478

L’accettazione tacita dell’eredità può desumersi solo da un comportamento del successibile e non di altri

La accettazione tacita di eredità – pur potendo avvenire attraverso negotiorum gestio, cui segua la successiva ratifica del chiamato, o per mezzo del conferimento di una delega o dello svolgimento di attività procuratoria – può tuttavia desumersi soltanto da un comportamento del successibile e non di altri, sicché non ricorre ove solo l’altro chiamato all’eredità, in assenza di elementi dai quali desumere il conferimento di una delega o la successiva ratifica del suo operato, abbia fatto richiesta di voltura catastale di un immobile del de cuius. Deriva da quanto precede, pertanto, che l’accettazione tacita, in concrete circostanze, può avvenire anche mediante l’attività indiretta o procuratoria o anche di gestione di altri soggetti incaricati di compiere atti correlati alla volontà del successibile di dare esecuzione alle disposizioni testamentarie.

Cassazione civile sez. II, 28/10/2020, n.23737 

Accettazione tacita di eredità e comportamento complessivo dell’erede

In materia successoria, per accertare se c’è stata o meno accettazione tacita di un’eredità, occorre valutare il comportamento complessivo del presunto erede, dando rilevanza agli atti compiuti dal chiamato all’eredità che, ex articolo 476 del codice civile, presuppongono necessariamente la sua volontà di accettare e che non avrebbe il diritto di fare se non nella qualità di erede.

Nel caso di specie, la Suprema corte ha ritenuto che vi fosse stata accettazione tacita, in quanto il chiamato non solo aveva richiesto la esecuzione della voltura catastale di taluni immobili caduti in successione, adempimento che costituiva già di per sé un comportamento idoneo e sufficiente ai fini dell’accettazione, a differenza della sola denunzia di successione, che costituisce mero adempimento fiscale; ma aveva anche posseduto e abitato l’immobile ove dimorava anche sua madre e da questa lasciato aveva provveduto ad assolvere gli oneri condominiali a esso afferenti.

Cassazione civile sez. VI, 22/01/2020, n.1438 

L’accettazione tacita di eredità può essere desunta dal compimento di una voltura catastale

L’accettazione tacita di eredità, che si ha quando il chiamato all’eredità compie un atto che presuppone la sua volontà di accettare e che non avrebbe diritto di compiere se non nella qualità di erede, può essere desunta anche dal comportamento del chiamato, che abbia posto in essere una serie di atti incompatibili con la volontà di rinunciare o che siano concludenti e significativi della volontà di accettare; ne consegue che, mentre sono inidonei allo scopo gli atti di natura meramente fiscale, come la denuncia di successione, l’accettazione tacita può essere desunta dal compimento di atti che siano al contempo fiscali e civili, come la voltura catastale, che rileva non solo dal punto di vista tributario, ma anche da quello civile.

Cassazione civile sez. VI, 22/01/2020, n.1438

Accettazione tacita di eredità e ratifica del chiamato

L’accettazione tacita di eredità – pur potendo avvenire attraverso “negotiorum gestio”, cui segua la successiva ratifica del chiamato, o per mezzo del conferimento di una delega o dello svolgimento di attività procuratoria – può tuttavia desumersi soltanto da un comportamento del successibile e non di altri, sicché non ricorre ove solo l’altro chiamato all’eredità, in assenza di elementi dai quali desumere il conferimento di una delega o la successiva ratifica del suo operato, abbia fatto richiesta di voltura catastale di un immobile del “de cuius”.

Cassazione civile sez. VI, 06/04/2017, n.8980, Cassazione civile sez. III, 11/07/2014, n.15888

Accettazione tacita della eredità e comportamento complessivo del chiamato all’eredità 

L’accettazione tacita di eredità, che si ha quando il chiamato all’eredità compie un atto che presuppone la sua volontà di accettare e che non avrebbe diritto di compiere se non nella qualità di erede, può essere desunta anche dal comportamento del chiamato, che abbia posto in essere una serie di atti incompatibili con la volontà di rinunciare o che siano concludenti e significativi della volontà di accettare; ne consegue che, mentre sono inidonei allo scopo gli atti di natura meramente fiscale, come la denuncia di successione, l’accettazione tacita può essere desunta dal compimento di atti che siano al contempo fiscali e civili, come la voltura catastale, che rileva non solo dal punto di vista tributario, ma anche da quello civile. 

Cassazione civile sez. II, 11/05/2009, n.10796

L’accettazione tacita di eredità può essere desunta anche dal comportamento del chiamato, che abbia posto in essere atti incompatibili con la volontà di rinunziare o concludenti al fine di desumerne la volontà di accettare (nella specie, sono stati considerati “facta concludentia” l’intervento in giudizio per la tutela dei propri diritti ereditari e la richiesta di voltura catastale).

Cassazione civile sez. II, 29/03/2005, n.6574

L’accettazione tacita di eredità ex art. 476 c.c. ben può essere desunta dalla voltura catastale dei beni immobili appartenuti al de cuius, trattandosi di atto rilevante non solo dal punto di vista tributario, per il pagamento dell’imposta, ma anche dal punto di vista civile, per l’accertamento, legale o semplicemente materiale, della proprietà immobiliare e dei relativi passaggi, in quanto soltanto chi intenda accettare l’eredità assume l’onere di effettuare tale atto e di attuare il passaggio della proprietà dal “de cuius” a se stesso.

Cassazione civile sez. II, 12/04/2002, n.5226



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