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Come denunciare la violenza psicologica?

1 Ottobre 2021 | Autore:
Come denunciare la violenza psicologica?

È possibile sporgere querela per abusi psichici e umiliazioni ripetute nel tempo? Come provare la violenza morale?

Sfogliando il Codice penale non si trova alcuna norma che incrimina il reato di violenza psicologica. Sembrerebbe, quindi, che in Italia non ci sia spazio per questa particolare forma di abuso. Eppure, le vessazioni psicologiche possono essere denunciate, se ricorrono alcune condizioni. La violenza psicologica, per quanto subdola e difficile da dimostrare, può dunque essere segnalata alle forze dell’ordine. In che modo? Come denunciare la violenza psicologica?

Sin da subito, va detto che non ogni danno psicologico può essere segnalato alle autorità competenti. In altre parole, se si subisce un trauma a causa della condotta di un’altra persona non è detto che questa abbia commesso reato. Ad esempio, non è possibile denunciare i propri genitori se l’educazione particolarmente rigida impartita da costoro abbia avuto delle ripercussioni psicologiche sul figlio, per quanto gravi possano essere. Insomma, la violenza psicologica è giuridicamente rilevante solo quando la si può inquadrare all’interno di una delle fattispecie di reato già esistenti. Quali? Come provare e denunciare la violenza psicologica? Se sei interessato all’argomento, prosegui nella lettura.

Violenza psicologica: cos’è?

Per violenza psicologica si intende una forma di maltrattamento che non ha ripercussioni dirette sul fisico ma sulla psiche. In altre parole, la violenza è psicologica quando la condotta aggressiva è volta a colpire non il corpo ma la mente. Si tratta di un concetto di non facile comprensione, anche perché è possibile ferire la psiche in tanti modi, anche per mezzo dell’uso della forza bruta: ad esempio, un piccolo schiaffo sulla guancia, dato in pubblico per umiliare la vittima, provoca un dolore fisico al quale corrisponde un più profondo dolore psicologico.

Violenza psicologica: come si manifesta?

È dunque chiaro che la violenza psicologica può manifestarsi in tanti modi diversi:

  • mediante ingiurie ed espressioni volte a umiliare la vittima;
  • attraverso l’esercizio della violenza fisica (schiaffi, spintoni, ecc.);
  • per mezzo di condotte dispregiative (si pensi a colui che sputi sul viso della vittima in presenza di altre persone);
  • mediante l’imposizione di privazioni (proibire di uscire, di cenare, ecc.).

In genere, affinché si integri una violenza psicologica penalmente rilevante occorre che i soprusi siano ripetuti nel tempo. In altre parole, non è sufficiente un unico e isolato episodio di aggressione psicologica affinché si possa ricorrere alle autorità.

Tornando all’esempio dello schiaffo o dello sputo in viso, è ben difficile che una singola circostanza, per quanto lesiva della propria dignità, sia sufficiente a giustificare una denuncia. Questo perché, come vedremo nel prossimo paragrafo e come ricordato in precedenza, la violenza psicologica è reato solo quando riconducibile a uno dei delitti già esistenti.

Violenza psicologica: che reato è?

La violenza psicologica può costituire uno dei seguenti reati:

  • maltrattamenti contro familiari, se le vessazioni morali sono commesse nei confronti di persona convivente;
  • stalking, se l’aggressione psicologica consiste in atti di persecuzione, cioè in un costante ripetersi di condotte moleste o minacciose (pedinamenti, appostamenti, telefonate, ecc.);
  • minaccia, quando si ricorre alla prospettazione di un ingiusto danno (“ti uccido”, “te la farò pagare”, ecc.);
  • violenza privata, quando l’abuso serve a costringere gli altri a fare, tollerare od omettere qualcosa.

Violenza psicologica: come denunciare?

Come spiegato nell’articolo “Vittima di violenza psicologica: che fare?“, la persona che ritiene di essere oggetto di violenza morale deve recarsi il prima possibile presso il più vicino presidio delle forze dell’ordine (carabinieri, polizia, ecc.) e sporgere denuncia.

La vittima di violenza psicologica non deve esitare, in quanto molto spesso i soprusi di questo tipo sono una spia d’allarme per ciò che potrà accadere in futuro: la violenza morale potrebbe infatti trasformarsi in atti di aggressione fisica, a volte con esiti letali.

I reati di stalking e di minaccia sono, di norma, procedibili a querela di parte: ciò significa che dovrà essere la vittima a sporgere personalmente querela, nel termine rispettivamente di sei e tre mesi dall’ultimo atto illecito subito.

La violenza privata e i maltrattamenti sono invece procedibili d’ufficio: chiunque potrà pertanto sporgere denuncia alle autorità.

Nei casi di estrema urgenza, la violenza psicologica può essere segnalata anche telefonando al numero unico d’emergenza 112.

Come dimostrare la violenza psicologica?

Molte persone non denunciano la violenza psicologica perché ritengono di non poterla provare. Si può dimostrare la violenza psicologica? Certamente. Per farlo, ci si potrà avvalere di ogni mezzo di prova possibile, come ad esempio:

  • testimonianze;
  • fotografie;
  • filmati e registrazioni audio;
  • perizie mediche.

Insomma, ogni strumento è idoneo a dimostrare la violenza psicologica. Ad esempio, è possibile citare come testimoni persone che hanno assistito alle ripetute umiliazioni che la vittima ha dovuto subire, avvalorando il loro racconto con la perizia del medico legale che attesta i danni, psichici e fisici, subiti a causa della condotta colpevole dell’autore delle violenze.



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1 Commento

  1. il mio ex marito mi insultava continuamente di fronte ad amici e parenti. mi umiliava, mi faceva sentire sempre inferiore, una totale nullità, tant’è che ho pensato spesso all’autolesionismo ma ho evitato di cadere nella trappola della sua manipolazione mentale completa così mi sono rivolta ad uno psicologo che mi ha inviato a denunciare il mio ex. Ora che siamo distanti e ci siamo lasciati sto meglio

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