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I diritti dei figli verso i genitori

29 Giugno 2021
I diritti dei figli verso i genitori

Sin dalla nascita, i figli vantano diversi diritti nei confronti dei genitori: dal riconoscimento al mantenimento. Ecco l’elenco dei doveri dei genitori verso i figli.

Quali son i diritti dei figli verso i genitori? Un tempo i figli venivano ritenuti destinatari di soli doveri nei confronti dei genitori, né si teneva conto delle loro esigenze, aspirazioni, capacità. I genitori adottavano, per conto loro, le scelte principali come quella degli studi, delle frequentazioni, delle attività sportive, degli hobby. 

Eppure sin dal 1942, data in cui è stato pubblicato il nostro codice civile, i figli sono anche titolari di diritti. I genitori hanno il diritto, ma soprattutto il dovere, di mantenere, istruire, educare i figli (così dice la Costituzione) e assisterli moralmente, nel rispetto delle loro capacità, delle loro inclinazioni naturali e aspirazioni (così recita il codice civile): per questo essi sono titolari della responsabilità genitoriale che devono esercitare nell’esclusivo interesse dei figli.

Per saperne di più, prosegui nella lettura del seguente articolo. Ti spiegheremo fino a che età i figli devono essere mantenuti dai genitori, cosa comporta l’omesso mantenimento, quali sono i diritti dei figli verso i genitori, quando si configura la responsabilità del padre e della madre in caso di danni provocati dai figli minorenni.

Il padre è tenuto a riconoscere un figlio illegittimo?

Il padre è obbligato a riconoscere come proprio il figlio che ha avuto con una donna alla quale non è sposato (per le coppie sposate, infatti, il riconoscimento è automatico). Lo deve fare anche se l’unione è durata poco tempo e i due si sono lasciati. Da ciò deriva poi l’obbligo di mantenerlo insieme alla madre.

La madre può obbligare il padre – tramite il tribunale – a riconoscere il figlio anche se questi non vuole (ciò avviene tramite il test del Dna), ma non può, dall’altro lato, vietargli di farlo, a meno che ciò possa essere un pregiudizio per il figlio stesso (si pensi al figlio di un pregiudicato).

Fino a che età i figli hanno diritto ad essere mantenuti dai genitori?

I figli vanno mantenuti sempre se sono minorenni e, una volta divenuti maggiorenni, finché non diventano economicamente autonomi. Il che può voler dire anche molto tempo dopo la maggiore età. Secondo i giudici, fintantoché il figlio studia o si sta formando, i genitori devono garantirgli lo stesso tenore di vita che loro stessi hanno. Non quindi lo stretto indispensabile (vitto e alloggio) ma anche le spese di istruzione, trasporto, sport, svago, viaggi, relazioni sociali, informazione (computer, smartphone), ecc. I genitori benestanti dovranno pertanto garantire una vita da benestante al proprio figlio; viceversa, per i genitori con un reddito più basso, l’impegno economico sarà inferiore.

Il figlio minorenne ha sempre diritto ad essere mantenuto, anche se non vuole andare a scuola. Quello maggiorenne, invece, per essere mantenuto, deve preoccuparsi della propria formazione o, se non vuol studiare, deve cercare un posto di lavoro. 

Secondo la Cassazione, tanto più il figlio cresce, tanto più cresce il suo dovere di rendersi indipendente dal padre e dalla madre. Se infatti dovesse restare inerte per sua pigrizia, perderebbe il diritto al mantenimento. Egli quindi, se non intende studiare, deve cercare un lavoro. Lavoro che non deve corrispondere necessariamente alle sue più ambiziose aspirazioni. Il giovane deve sapersi accontentare, laddove possibile.

Ma come dimostrare che il figlio non lavora per sua scelta e non per colpa del mercato occupazionale? Secondo la Cassazione, si può presumere che, superati i 30/35 anni (a seconda del percorso di studi intrapreso), l’eventuale stato di disoccupazione del figlio può ritenersi dipendere dalla sua indolenza. Questo significa che, dopo tale età, egli perde in ogni caso il diritto ad essere mantenuto e, volendo, i genitori potrebbero anche mandarlo via di casa.

Mancato mantenimento: cosa può fare il figlio?

Quando padre e madre si separano, il giudice fissa un assegno di mantenimento per il figlio che deve versare il genitore che non convive con il figlio stesso (statisticamente, è il padre).

L’omesso versamento del mantenimento nei confronti del figlio costituisce reato. Pertanto, il figlio può denunciare il genitore inadempiente.

Se il figlio perde il lavoro può chiedere il mantenimento ai genitori?

Una volta perso il diritto al mantenimento, per via dell’età o dell’ottenimento di un posto di lavoro, non è possibile più riottenerlo. In altre parole, il figlio che viene licenziato o che perde l’attività imprenditoriale che lo aveva inizialmente reso indipendente non può ribussare alla porta del padre e della madre. Il legame si è ormai definitivamente spezzato per sempre.

Se però risulta che il figlio è in una condizione di salute talmente grave da impedirgli di procurarsi il minimo per vivere, i genitori dovranno corrispondergli gli «alimenti», ossia lo “stretto indispensabile” (medicine, vitto, alloggio): si tratta quindi di un sostegno economico inferiore al mantenimento.  

I figli hanno diritto a frequentare l’università?

Se lo vogliono, i figli hanno il diritto a continuare i propri studi anche oltre la scuola dell’obbligo e ad essere mantenuti dai genitori. 

La prosecuzione degli studi non deve tuttavia rappresentare un espediente per evitare di lavorare: chi si “parcheggia” all’università, infatti, rischia di perdere il diritto al mantenimento.

I genitori pagano per i reati e i danni dei figli?

I genitori sono responsabili per tutti i danni procurati dai figli minorenni, sia per quelli scaturenti da reati (ad esempio, per gli atti di bullismo) che da semplici illeciti civili (ad esempio, una pallonata che rompe un vetro). La responsabilità del padre e della madre però si limita solo al profilo risarcitorio: essi devono cioè pagare i danni alla vittima del comportamento del figlio minore (una volta maggiorenne, è il figlio a dover pagare). 

Invece, padre e madre non hanno responsabilità penale per i reati commessi dai figli, poiché la responsabilità penale è sempre personale. I figli minori, con almeno 14 anni, sono direttamente responsabili penalmente dei reati commessi e, quindi, subiscono le relative sanzioni. Viceversa, se hanno meno di 14 anni, non sono responsabili e il reato resta impunito. 

Approfondimento

Per ulteriori informazioni leggi: I doveri dei figli verso i genitori.


note

[1] Art. 147 cod. civ.


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