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Si può ritirare la domanda di pensione?

2 Ottobre 2021 | Autore:
Si può ritirare la domanda di pensione?

Una volta presentata l’istanza all’Inps di liquidazione del trattamento pensionistico è possibile cambiare idea?

Inviare la domanda di pensione è un adempimento che può sembrare facile, ma che in realtà nasconde parecchie insidie: ad esempio, se il lavoratore possiede contributi in gestioni diverse, ma non richiede né il cumulo, né la totalizzazione, né la ricongiunzione, rischia di perdere i contributi accreditati presso le gestioni diverse da quella relativamente alla quale è stata presentata la domanda. Potrebbe essere un guaio anche chiedere la totalizzazione in luogo del cumulo, a causa del ricalcolo contributivo spesso previsto per questo sistema di riunione dei contributi. Se il lavoratore possiede i requisiti per la pensione anticipata ordinaria [1], ma richiede la pensione anticipata quota 100 [2], l’errore gli impedisce di lavorare fino al compimento dei 67 anni. Insomma, gli errori che si possono commettere in sede di pensionamento sono veramente numerosi e dalle conseguenze gravissime. Ma si può ritirare la domanda di pensione, per rimediare a uno sbaglio?

Purtroppo, una volta inviata, la domanda di pensione Inps non può più essere revocata: il sito web dell’istituto, infatti, una volta compilata la domanda di pensione, le assegna un numero di protocollo e la rende visibile all’interno del servizio “Domanda di Prestazioni pensionistiche: Pensione, Ricostituzione, Ratei maturati e non riscossi, Certificazione del diritto a pensione”, nella sezione “Le mie domande”.

È possibile modificare, tramite la funzione “Modifica”, soltanto le domande che si trovano in stato “da completare”. Relativamente alle domande già inviate, è soltanto possibile l’integrazione, allegando i documenti utili (ne abbiamo parlato in Documenti per la domanda di pensione).

La domanda inviata e protocollata non può, dunque, né essere modificata, né essere revocata, ma soltanto integrata.

Bisogna comunque osservare che, qualora non si possiedano i requisiti previsti, l’Inps respinge la domanda di pensione: in questi casi, il lavoratore può decidere se fare ricorso, o presentare una nuova domanda di pensione, una volta soddisfatte le condizioni richieste per pensionarsi (leggi “Requisiti per la pensione, la guida Inps“).

Come si invia la domanda di pensione?

Puoi inviare la domanda di pensione:

  • online, nel sito dell’Inps, attraverso il servizio “Domanda di Prestazioni pensionistiche: Pensione, Ricostituzione, Ratei maturati e non riscossi, Certificazione del diritto a pensione”: puoi accedere al servizio utilizzando il pin dispositivo dell’Inps, lo Spid, la Carta nazionale dei servizi o la Carta d’identità elettronica;
  • tramite call center Inps, al numero 803.164 o 06.164.164 se chiami da cellulare;
  • tramite patronato.

Se vuoi inviare autonomamente la richiesta di trattamento all’Inps, puoi leggere la Guida alla domanda di pensione. Tuttavia, ti sconsiglio di procedere da solo se possiedi contributi non ricongiunti in casse diverse, oppure se i tuoi versamenti sono in una gestione particolare, come ex Enpals.

Quando posso inviare la domanda di pensione?

Una volta maturati i requisiti per la pensione, puoi richiedere il trattamento all’Inps quando vuoi: tuttavia, per la maggior parte delle pensioni, vale la regola in base alla quale il trattamento spetta a partire dal primo giorno del mese successivo a quello in cui è stata inviata la domanda.

In parole semplici, più tardi inoltri la domanda di pensione, più tardi ti sarà liquidato il trattamento. Così non è per la pensione di vecchiaia, in quanto puoi scegliere, facoltativamente, se optare per la liquidazione al momento della domanda, oppure per la decorrenza retroattiva al momento del compimento dell’età pensionabile (attualmente pari a 67 anni). In questo caso, ti spettano gli arretrati.

Se invii la domanda di pensione in anticipo, cioè prima di maturare i requisiti, la liquidazione del trattamento viene comunque lavorata dall’Inps al momento della decorrenza del trattamento. Ti consiglio di inviare la domanda di pensione con un anticipo di circa 3 mesi rispetto alla data della decorrenza (se sono previste delle finestre per il trattamento che devi richiedere, la decorrenza si colloca il 1° giorno del mese successivo al termine del periodo di attesa).

Puoi indicare la data a partire dalla quale vuoi far decorrere la pensione (che può essere anche successiva alla data di maturazione dei requisiti) nel form di domanda di pensione disponibile all’interno del sito dell’Inps.

Ho inviato la domanda di pensione sbagliata: e adesso?

Se ti sei pentito di aver inviato la domanda di pensione perché l’importo è troppo basso, puoi:

  • richiedere l’integrazione al minimo e le maggiorazioni, se possiedi i requisiti di legge, oppure il reddito o la pensione di cittadinanza;
  • puoi inoltre ottenere una pensione più alta col ricalcolo della pensione, o ricostituzione della pensione, ad esempio nei casi in cui siano stati contati male o dimenticati dall’Inps periodi o contributi ai fini del trattamento, o ancora quando ti vengono accreditati tardivamente dei contributi pregressi, o quando ti sono riconosciuti, successivamente alla data di liquidazione della pensione, dei contributi figurativi o da riscatto;
  • puoi, in alternativa, continuare a lavorare e ottenere un supplemento di pensione.

Hai sbagliato e ti sei dimenticato di chiedere il cumulo o la totalizzazione, per contare i contributi posseduti in tutte le casse di previdenza? Potresti aver diritto a richiedere la pensione supplementare, nelle casse in cui non raggiungi i requisiti per un autonomo trattamento pensionistico. Di tutto questo abbiamo parlato in: “Come ottenere una pensione più alta?“.


note

[1] Art.24 Co. 10 DL 201/2011.

[2] Art. 14 DL 4/2019.

Autore immagine: pixabay.com


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