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Diniego di circostanze attenuanti generiche: Cassazione

29 Giugno 2021
Diniego di circostanze attenuanti generiche: Cassazione

Motivazione del diniego di concessione delle attenuanti, la recidiva e particolare tenuità: le ultime sentenze.

Indice

Motivazione diniego attenuanti generiche

In tema di attenuanti generiche, il giudice del merito esprime un giudizio di fatto, la cui motivazione è insindacabile in sede di legittimità, purché sia non contraddittoria e dia conto, anche richiamandoli, degli elementi, tra quelli indicati nell’art. 133 cod. pen., considerati preponderanti ai fini della concessione o del diniego. (Nel caso in esame, la Corte territoriale si è attenuta a tale principio, avendo, per un verso, ravvisato, quale elemento ostativo, i precedenti penali e, per altro verso, escluso la sussistenza di elementi valorizzabili a tale scopo).

Corte di cassazione, sezione III penale, sentenza 21 giugno 2021 n. 24139 

L’esistenza di precedenti penali e il diniego delle attenuanti generiche

L’esistenza di precedenti penali specifici può rilevare ai fini del diniego della concessione delle circostanze attenuanti generiche e dei benefici di legge anche quando il giudice, sulla base di una valutazione complessiva del fatto oggetto del giudizio e della personalità dell’imputato, esclude che la reiterazione delle condotte denoti la presenza di uno spessore criminologico tale da giustificare l’applicazione della recidiva.

Corte di cassazione, sezione III penale, sentenza 9 dicembre 2020 n. 34947 

Le ragioni del diniego di sospensione condizionale e non menzione possono considerarsi implicite nella motivazione  

Le ragioni del diniego dei benefici della sospensione condizionale della pena e della non menzione della condanna nel certificato del casellario giudiziale possono ritenersi implicite nella motivazione con cui il giudice neghi le circostanze attenuanti generiche richiamando i profili di pericolosità del comportamento dell’imputato, dal momento che il legislatore fa dipendere la concessione dei predetti benefici dalla valutazione degli elementi indicati dall’art. 133 c.p.

Cassazione penale sez. IV, 20/11/2020, n.34754

Diniego attenuanti generiche e la concessione della sospensione condizionale della pena

Non sussiste incompatibilità tra il diniego delle circostanze attenuanti generiche e la concessione della sospensione condizionale della pena, o viceversa, avendo i due istituti diversi presupposti e finalità, in quanto il riconoscimento delle prime risponde alla logica di un’adeguata commisurazione della pena, mentre la concessione della seconda si fonda su un giudizio prognostico strutturalmente diverso da quello posto a fondamento delle attenuanti generiche.

Cassazione penale sez. IV, 15/09/2020, n.27107

Possesso ingiustificato di chiavi alterate e diniego delle circostanze attenuanti generiche

In tema di possesso ingiustificato di chiavi alterate o di grimaldelli, le circostanze attenuanti generiche possono essere negate sulla base della valutazione anche di uno soltanto dei parametri dell’art. 133 c.p., con esclusione dei precedenti penali e giudiziari relativi a “delitti determinati da motivi di lucro” o a “contravvenzioni concernenti la prevenzione di delitti contro il patrimonio”, perchè, essendo questi il presupposto per la sussistenza della contravvenzione di cui all’art. 707 c.p., l’applicazione del parametro di cui all’art. 133, comma 2, n. 2, c.p., in relazione a tali reati, comporterebbe la negazione “a priori” delle attenuanti generiche.

Cassazione penale sez. II, 20/07/2020, n.28752

Deducibilità in Cassazione della mancata concessione delle circostanze attenuanti generiche  

In tema di attenuanti generiche, il giudice del merito esprime un giudizio di fatto, la cui motivazione è insindacabile in sede di legittimità , purché sia non contraddittoria e dia conto, anche richiamandoli, degli elementi, tra quelli indicati nell’art. 133 c.p., considerati preponderanti ai fini della concessione o dell’esclusione. Inoltre, nel motivare il diniego della concessione delle attenuanti generiche, non è necessario che il giudice prenda in considerazione tutti gli elementi favorevoli o sfavorevoli dedotti dalle parti o rilevabili dagli atti, ma è sufficiente che egli faccia riferimento a quelli ritenuti decisivi o comunque rilevanti, rimanendo tutti gli altri disattesi o superati da tale valutazione.

Cassazione penale sez. III, 17/06/2020, n.20716

Anche un solo elemento negativo sulla personalità dell’imputato può giustificare il mancato riconoscimento delle attenuanti generiche

Il diniego della concessione delle circostanze attenuanti generiche può essere fondato anche sull’apprezzamento di un singolo dato negativo, oggettivo o soggettivo, che il giudice consideri prevalente rispetto agli altri, come la gravità del fatto, la serialità dei comportamenti ed i precedenti penali dell’imputato, dato che in tal modo viene comunque formulato, sia pure implicitamente, un giudizio di disvalore sulla sua personalità.

Cassazione penale sez. II, 27/03/2020, n.14970

Onere motivazionale in caso di non concessione delle attenuanti generiche.

La concessione delle attenuanti generiche deve essere fondata sull’accertamento di situazioni idonee a giustificare un trattamento di speciale benevolenza in favore dell’imputato. Ne consegue che, quando la relativa richiesta non specifica gli elementi e le circostanze che, sottoposti alla valutazione del giudice, possano convincerlo della fondatezza e legittimità dell’istanza – l’onere di motivazione per il diniego dell’attenuante è soddisfatto con il richiamo alla ritenuta assenza dagli atti di elementi positivi su cui fondare il riconoscimento del beneficio.

Cassazione penale sez. III, 05/03/2020, n.17178

Il diniego della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto non contrasta con il riconoscimento delle attenuanti generiche

Non vi è contraddizione tra il diniego della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto e il riconoscimento delle attenuanti generiche, atteso che i parametri di valutazione previsti dall’art. 131-bis, comma 1, c.p. hanno natura e struttura oggettive (pena edittale, modalità e particolare tenuità della condotta, esiguità del danno), mentre quelli da valutare ai fini della concessione delle circostanze attenuanti generiche sono prevalentemente collegati ai profili soggettivi del reo.

Cassazione penale sez. V, 19/02/2020, n.17246

Mancata concessione delle attenuanti generiche, basta l’indicazione degli elementi ritenuti preponderanti per il diniego

Il giudice, quando rigetta la concessione delle circostanze attenuanti generiche, non deve necessariamente prendere in considerazione tutti gli elementi favorevoli o sfavorevoli dedotti dalle parti o rilevabili dagli atti, ma può limitarsi a fare riferimento a quelli ritenuti decisivi o comunque rilevanti.

Cassazione penale sez. V, 10/01/2020, n.12888

Nel motivare il diniego della concessione delle attenuanti generiche, non è necessario che il giudice prenda in considerazione tutti gli elementi favorevoli o sfavorevoli dedotti dalle parti o rilevabili dagli atti, ma è sufficiente che egli faccia riferimento a quelli ritenuti decisivi o comunque rilevanti, rimanendo tutti gli altri disattesi o superati da tale valutazione.

Cassazione penale sez. IV, 12/11/2019, n.48775

Nel motivare il diniego della concessione delle attenuanti generiche, non è necessario che il giudice prenda in considerazione tutti gli elementi favorevoli o sfavorevoli dedotti dalle parti o rilevabili dagli atti, ma è sufficiente che egli faccia riferimento a quelli ritenuti decisivi o comunque rilevanti, rimanendo tutti gli altri disattesi o superati da tale valutazione (nella specie, relativo ad una ipotesi di violenza sessuale, i giudici di merito avevano correttamente rimarcato, in senso ostativo al riconoscimento delle attenuanti generiche, la reiterazione degli atti invasivi della altrui libertà sessuale e la giovane età della vittima, aspetti questi a fronte dei quali la condizione di incensurato dell’imputato non aveva assunto rilievo, in assenza di altri elementi meritevoli di positiva considerazione).

Cassazione penale sez. III, 19/06/2019, n.43414

La concessione o il diniego delle circostanze attenuanti generiche costituiscono l’esplicazione di un potere discrezionale del giudice del merito, il quale non è tenuto in particolare a motivare il diniego ove, in sede di conclusioni, non sia stata formulata specifica istanza con l’indicazione delle ragioni atte a giustificarne il riconoscimento.

Cassazione penale sez. III, 07/05/2019, n.26272

Il diniego delle attenuanti generiche per la presenza di precedenti non giustifica la mancata applicazione della particolare tenuità del fatto

Il diniego delle circostanze attenuanti generiche fondato sulla sola presenza di precedenti penali non giustifica ex se la mancata applicazione della causa di esclusione della non punibilità per particolare tenuità del fatto, dovendo la relativa motivazione tener conto dei parametri normativi di cui all’art. 131-bis c.p., inerenti alla gravità del fatto ed al grado di colpevolezza ed assumendo i precedenti valenza ostativa solo ove l’imputato risulti essere stato dichiarato delinquente abituale, professionale o per tendenza, oppure abbia commesso più reati della stessa indole.

Cassazione penale sez. VI, 03/12/2019, n.605

Confessione resa dall’imputato in flagranza di reato 

È congruamente motivata la sentenza che abbia negato il riconoscimento delle attenuanti generiche sulla base dell’irrilevanza attribuita alla confessione dell’imputato che, essendo intervenuta in piena flagranza, non appare indicativa di una volontà di spontanea collaborazione con gli organi giudiziari, né tale da fornire un contributo conoscitivo aggiuntivo o necessario.

Cassazione penale sez. IV, 03/12/2019, n.50441

Mancata attestazione della recidiva e diniego delle attenuanti generiche

Non vi è contraddizione tra la mancata attestazione della recidiva e il diniego della diminuzione ex art. 62-bis c.p., poiché si tratta di apprezzamenti fondati su presupposti distinti: mentre per la recidiva si avrà riguardo alle condanne definitive intervenute prima della commissione del nuovo reato, per comprendere se denotino una maggiore capacità a delinquere del reo, per la concessione delle generiche potranno considerarsi (anche) tutti i carichi, nell’ambito di un più ampio panorama di elementi, dai quali desumere la necessità di render più ragionevole, e mite, la sanzione finale.

Cassazione penale sez. II, 18/10/2019, n.4145

Nel concedere le attenuanti generiche il giudice deve tener conto anche della condotta dell’imputato dopo la commissione del reato

Ai sensi dell’art. 133, comma 2, nn. 1) e 3), c.p., il giudice, in relazione alla concessione o al diniego delle circostanze attenuanti generiche come – in caso affermativo – alla misura della riduzione di pena, deve tenere conto anche della condotta serbata dall’imputato successivamente alla commissione del reato e nel corso del processo, in quanto rivelatrice della sua personalità e, quindi, della sua capacità a delinquere.

(Fattispecie in cui la Suprema Corte ha annullato con rinvio la decisione del giudice di merito che aveva negato la concessione delle attenuanti generiche all’imputato, nonostante questi avesse proceduto, ai fini risarcitori, alla vendita di un immobile di sua proprietà ed avesse proficuamente svolto attività di volontariato a servizio di anziani).

Cassazione penale sez. III, 19/03/2019, n.27964

Conseguenze in tema di onere di motivazione del diniego delle attenuanti generiche 

La concessione delle attenuanti generiche deve essere fondata sull’accertamento di situazioni idonee a giustificare un trattamento di speciale benevolenza in favore dell’imputato; ne consegue che, quando la relativa richiesta non specifica gli elementi e le circostanze che, sottoposte alla valutazione del giudice, possano convincerlo della fondatezza e legittimità dell’istanza, l’onere di motivazione del diniego dell’attenuante è soddisfatto con il solo richiamo alla ritenuta assenza dagli atti di elementi positivi su cui fondare il riconoscimento del beneficio.

Corte di cassazione, sezione III penale, sentenza 9 marzo 2016 n. 9836 

Precedenti dell’imputato ai fini del diniego delle attenuanti e riconoscimento della recidiva cointestata

In tema di recidiva, la valorizzazione da parte del giudice dei precedenti penali dell’imputato ai fini del diniego delle circostanze attenuanti generiche non implica il riconoscimento della recidiva contestata in assenza di aumento della pena a tale titolo o di confluenza della stessa nel giudizio di comparazione tra le circostanze concorrenti eterogenee, attesa la diversità dei giudizi riguardanti i due istituti, sicché di essa non può tenersi conto ai fini del calcolo dei termini di prescrizione del reato.

Il diniego delle circostanze attenuanti generiche motivato in ragione dei precedenti penali dell’imputato non comporta l’implicito riconoscimento della recidiva contestata in assenza di un’autonoma e specifica motivazione sui presupposti applicativi dell’articolo 99 del Cp e il mancato aumento di pena a tale titolo o il mancato giudizio di comparazione con le altre circostanze concorrenti non può considerarsi un mero errore ma semmai indizio ulteriore del mancato riconoscimento della recidiva, che in tal caso non rileva ai fini del calcolo di prescrizione del reato.

La valorizzazione dei precedenti penali dell’imputato per la negazione delle attenuanti generiche non può rappresentare anche una motivazione implicita di applicazione della recidiva, rilevante ai fini della determinazione del tempo necessario a prescrivere, mancando, per la diversità di presupposti dei due istituti, la necessaria valutazione di maggiore riprovevolezza della condotta e pericolosità del suo autore richiesta per la recidiva.

Cassazione penale sez. un., 25/10/2018, n.20808

Precedenti penali dell’imputato 

In tema di diniego della concessione delle attenuanti generiche, la “ratio” della disposizione di cui all’art. 62 bis cod. pen. non impone al giudice di merito di esprimere una valutazione circa ogni singola deduzione difensiva, essendo, invece, sufficiente l’indicazione degli elementi di preponderante rilevanza ritenuti ostativi alla concessione delle attenuanti; ne deriva che queste ultime possono essere negate anche soltanto in base ai precedenti penali dell’imputato, perché in tal modo viene formulato comunque, sia pure implicitamente, un giudizio di disvalore sulla sua personalità.

Corte di cassazione, sezione II penale, sentenza 29 gennaio 2016 n. 3896 



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