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I rapporti tra coniugi

29 Giugno 2021
I rapporti tra coniugi

Dovere di contribuzione alle spese familiari, privacy, abbandono del tetto coniugale, infedeltà. Comunione o separazione dei beni?

Dal matrimonio derivano diritti e – conseguentemente – anche doveri. La legge impone l’obbligo reciproco alla fedeltà, all’assistenza morale e materiale, alla collaborazione nell’interesse della famiglia e alla coabitazione. Sono formule generali che tuttavia trovano concreta attuazione in molti casi pratici.

La violazione di tali doveri peraltro implica, in caso di separazione, la perdita del diritto al mantenimento e dei diritti successori. È quindi bene sapere come comportarsi in caso di matrimonio e quali sono i rapporti tra marito e moglie.

La moglie deve contribuire alle spese della casa?

Nella nostra realtà economica, dove l’uomo ha di solito lo stipendio più alto, non è infrequente che la moglie partecipi alle spese familiari meno gravose, lasciando al marito quelle fisse e più elevate (ad es. bollette, mutuo, ecc.). La legge lo consente. Infatti, sebbene i coniugi siano entrambi tenuti a contribuire ai bisogni della famiglia, ciò deve avvenire comunque in relazione alle rispettive capacità di lavoro, non solo professionale ma anche casalingo. Questo significa che chi non lavora o ha un reddito più basso potrebbe limitarsi a provvedere al ménage domestico.

Esiste la privacy tra coniugi?

Anche tra marito e moglie esiste la privacy. Pertanto, è responsabile il coniuge che spia l’e-mail o il cellulare dell’altro. Non c’è un diritto ad avere contezza dell’altrui corrispondenza. Secondo la Cassazione, risponde del reato di rapina il coniuge che strappi lo smartphone di mano all’altro per leggerne il contenuto.

È ammessa la pausa di riflessione tra coniugi?

Marito e moglie devono convivere sotto lo stesso tetto, salvo diverse esigenze (come nel caso di lavoro). Non è ammesso lasciare il coniuge senza un valido motivo (come ad esempio le violenze). Chi va via senza più l’intenzione di tornare o senza indicare quando eventualmente tornerà subisce l’addebito nella separazione. Viceversa, è ammessa la pausa di riflessione di qualche giorno senza che ciò possa comportare responsabilità.

Si può denunciare il coniuge che va via di casa?

L’abbandono del tetto domestico non è, di per sé, un reato ma è solo fonte di responsabilità e, quindi, di addebito nel caso di separazione. Diventa però reato (quello di violazione degli obblighi familiari) allorquando si lascino figli minori e/o il coniuge non abbia redditi a sufficienza per mantenersi.

Si può denunciare l’amante del coniuge?

Il dovere di fedeltà riguarda solo i coniugi e non i terzi. Quindi, l’amante di una persona sposata non commette alcun illecito, né civile, né penale. Tuttavia, secondo qualche giudice, questi è responsabile per il reato di diffamazione se va a rivelare a terzi la propria relazione con la persona sposata, perché così facendo lede la reputazione dell’altro coniuge. 

La relazione platonica è considerata tradimento?

Una relazione platonica, come nel caso di uno scambio di messaggi o e-mail a distanza con una persona con cui non si è mai consumato un rapporto sessuale, è ugualmente considerata infedeltà e, quindi, causa di addebito. Questo perché è sufficiente il coinvolgimento mentale (sia esso sentimentale o solo passionale) e non necessariamente fisico. 

Quindi, anche in assenza di un rapporto sessuale, c’è infedeltà.

I messaggi sul cellulare sono una prova del tradimento?

Secondo la giurisprudenza, i messaggi trovati sul cellulare possono essere un valida prova del tradimento, anche se non è dimostrata l’esistenza di un rapporto sessuale. 

Lo screenshot è sufficiente per provare l’infedeltà. Il punto però è che l’impossessamento dell’altrui smartphone costituisce un illecito contro la privacy e, quindi, è fonte di responsabilità penale.

Conviene di più la comunione o la separazione dei beni?

Quando marito e moglie si sposano sono chiamati a scegliere se optare per il regime di comunione o separazione dei beni. Se non esprimono alcuna scelta entrano in automatico nel regime di comunione. La scelta potrà essere successivamente modificata.

Entrano in comunione dei beni tutti gli acquisti fatti dopo il matrimonio. Non vi rientrano i beni (o il denaro) ricevuti in donazione, in eredità, come frutto di risarcimento del danno. Non vi rientrano neanche gli acquisti dei beni personali (ad esempio vestiario, smartphone, gioielli di valore non particolarmente elevato) e per uso lavorativo (ad esempio, un computer). 

Il conto corrente e lo stipendio non entrano in comunione; tuttavia, in caso di separazione, il denaro residuo depositato in banca o alle poste e non ancora speso va diviso al 50%.

Nella separazione dei beni, invece, ciascun coniuge resta proprietario dei propri beni.

Il regime di separazione dei beni conviene di più quando uno dei due coniugi esercita un’attività commerciale o professionale: in tal caso, infatti, i suoi eventuali creditori non potranno pignorare la metà del patrimonio dell’altro coniuge, costituendo esso un patrimonio separato e distinto. Inoltre, nella separazione dei beni, non si porranno problemi di divisione in caso di divorzio. 

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