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Violazione, sottrazione e soppressione di corrispondenza: Cassazione

25 Luglio 2021
Violazione, sottrazione e soppressione di corrispondenza: Cassazione

Rivelazione del contenuto della corrispondenza e presa di conoscenza delle comunicazioni informatiche o telematiche: ultime sentenze.

Violazione della corrispondenza e intercettazione delle comunicazioni: differenza

Le fattispecie punite dagli artt. 616 e 617-quater c.p. hanno ambiti operativi ben definiti dalla diversa configurazione dell’oggetto materiale della condotta. Mentre l’art. 617-quater c.p. – che punisce l’intercettazione, l’impedimento o l’interruzione di comunicazioni informatiche o telematiche – riferisce il termine ‘corrispondenza’ alla comunicazione nel suo momento dinamico, ossia in fase di trasmissione, l’art. 616 c.p. – rubricato invece violazione, sottrazione e soppressione della corrispondenza – tipizza le condotte riferite alla comunicazione dal punto di vista statico, cioè il pensiero già comunicato e fissato su supporto fisico.

Cassazione penale sez. V, 29/09/2020, n.30735

Sottrazione corrispondenza bancaria

Il reato di violazione, sottrazione e soppressione di corrispondenza può essere integrato anche dalla condotta di colui che sottragga la corrispondenza bancaria inviata al coniuge per produrla nel giudizio civile di separazione; e ciò in quanto si ritiene che in tal caso non sussista la “giusta causa” di cui all’art. 616, comma secondo, cod. pen., la quale presuppone che la produzione in giudizio della documentazione bancaria costituisca l’unico mezzo a disposizione per contestare le richieste del coniuge -controparte, evenienza che non ricorre allorché possa essere utilizzato lo strumento di cui all’art. 210 cod. proc. civ..

Cassazione penale sez. II, 28/11/2017, n.952

Prendere conoscenza della corrispondenza telematica altrui

Rientra nelle previsioni di cui all’art. 616, commi 1 e 4, c.p. (violazione, sottrazione e soppressione di corrispondenza) e non in quelle di cui all’art. 617, comma 1, c.p. (captazione, interruzione o impedimento illeciti di comunicazioni o conversazioni telegrafiche o telefoniche), la condotta costituita dall’avere indebitamente preso conoscenza del contenuto della corrispondenza telematica già intercorsa tra soggetti diversi dall’agente.

Cassazione penale sez. V, 02/02/2017, n.12603

Corrispondenza telematica intercorsa tra l’ex convivente e un terzo

Integra il reato di violazione, sottrazione e soppressione di corrispondenza (art. 616 cod. pen.) e non la fattispecie prevista dall’art. 617, comma primo, cod. pen., la condotta di colui che prende cognizione del contenuto della corrispondenza telematica intercorsa tra la ex convivente e un terzo soggetto, conservata nell’archivio di posta elettronica della prima.

Cassazione penale sez. V, 02/02/2017, n.12603

Cosa deve intendersi per contenuto della corrispondenza?

In tema di violazione dell’art. 616 (violazione, sottrazione e soppressione di corrispondenza), per ‘contenuto di corrispondenza deve intendersi non soltanto ciò che è manifestato mediante espressioni grafiche, ma tutto ciò che, affidato alla protezione della busta, è destinato a significare al destinatario un pensiero o un’azione del mittente, ogni cosa (danaro o fotografie), cioè, concernente i rapporti personali fra persone lontane.

Pertanto, il ‘prender conoscenza del contenuto di una corrispondenza non implica necessariamente la lettura di una missiva. (Fattispecie in cui l’imputato aveva aperto la busta di una raccomandata indirizzata all’ex convivente, asserendo di non averne letto il contenuto).

Cassazione penale sez. V, 04/06/2015, n.34993

La violazione, la sottrazione e la soppressione della corrispondenza

Le disposizioni di cui all’art. 616 c.p., che sanziona penalmente la violazione, la sottrazione o la soppressione di corrispondenza, trovano applicazione anche nel caso di stampe o di qualsiasi altra corrispondenza “aperta” che abbia uno specifico destinatario.

Cassazione penale sez. V, 13/03/2015, n.29832

Punibilità rivelazione del contenuto della corrispondenza

In materia di violazione, sottrazione e soppressione di corrispondenza, la nozione di giusta causa, alla cui assenza l’art. 616, secondo comma, cod. pen. subordina la punibilità della rivelazione del contenuto della corrispondenza, non è fornita dal legislatore ed è, dunque, affidata al concetto generico di giustizia, che la locuzione stessa presuppone e che il giudice deve determinare di volta in volta con riguardo alla liceità – sotto il profilo etico e sociale – dei motivi che determinano il soggetto ad un certo atto o comportamento.

(Fattispecie in cui la Corte ha escluso la sussistenza della giusta causa relativamente all’inoltro al Consiglio dell’ordine degli avvocati del contenuto di e-mail carpite dalla casella di posta elettronica di un legale, in cui lo stesso aveva qualificato negativamente colleghi e magistrati del foro di appartenenza).

Cassazione penale sez. V, 29/10/2014, n.52075

Produzione in giudizio della documentazione

Integra il reato di violazione, sottrazione e soppressione di corrispondenza (art. 616 c.p.) la condotta di colui che sottragga la corrispondenza bancaria inviata al coniuge per produrla nel giudizio civile di separazione; né, in tal caso, sussiste la giusta causa di cui all’art. 616, comma 2, c.p., la quale presuppone che la produzione in giudizio della documentazione bancaria sia l’unico mezzo a disposizione per contestare le richieste del coniuge-controparte.

Cassazione penale sez. V, 04/10/2013, n.585

Reato di violazione, sottrazione e soppressione di corrispondenza: configurabilità

Integra il reato di violazione, sottrazione e soppressione di corrispondenza (art. 616 c.p.), la condotta di colui che sottragga la corrispondenza bancaria inviata al coniuge per produrla nel giudizio civile di separazione; né, in tal caso, sussiste la giusta causa di cui all’art. 616, comma 2, c.p., la quale presuppone che la produzione in giudizio della documentazione bancaria sia l’unico mezzo a disposizione per contestare le richieste del coniuge-controparte, considerato che, ex art. 210 c.p.c., il giudice,può, ad istanza di parte, ordinare all’altra parte o ad un terzo, l’esibizione di documenti di cui ritenga necessaria l’acquisizione al processo.

Cassazione penale sez. V, 29/03/2011, n.35383

Concorso dei reati di peculato e di violazione di corrispondenza

È configurabile il concorso dei reati di peculato e di violazione di corrispondenza, non sussistendo un rapporto di specialità tra l’art. 314 c.p. e l’art. 616 stesso codice. Infatti, la clausola “se il fatto non è preveduto come reato da altra disposizione di legge”, contenuta nell’art. 616 c.p., va interpretata con riferimento al fatto tipico della presa di cognizione del contenuto di una corrispondenza ovvero della sua sottrazione, distrazione, distruzione o soppressione, eventualmente descritto in una norma penale diversa da quella dell’art. 616 c.p.; condotte, queste, non specificamente enunciate nel reato di peculato, che ha diversa oggettività giuridica rispetto all’altra figura criminosa.

Cassazione penale sez. VI, 16/11/2005, n.11654

Presa di cognizione del contenuto di corrispondenza

Nel caso dell’addetto al servizio postale che manometta un plico impossessandosi delle banconote ivi contenute è configurabile il concorso tra i delitti di peculato e di violazione di corrispondenza, non sussistendo un rapporto di specialità tra l’art. 616 e l’art. 314 c.p. Infatti, la clausola «se il fatto non è preveduto come reato da altra disposizione di legge», contenuta nell’art. 616, va interpretata con riferimento al fatto tipico della presa di cognizione del contenuto di una corrispondenza, ovvero della sua sottrazione, distrazione, distruzione o soppressione, eventualmente descritto in una norma penale diversa: condotte, queste, non specificamente enunciate nel delitto di peculato, che ha diversa oggettività giuridica rispetto all’altra figura delittuosa.

Cassazione penale sez. VI, 16/11/2005, n.11654

Violazione, sottrazione e soppressione di corrispondenza: la nozione di giusta causa

In materia di violazione, sottrazione e soppressione di corrispondenza, la nozione di giusta causa, alla cui assenza l’art. 616 comma 2 c.p., subordina la punibilità della rivelazione del contenuto della corrispondenza, non è fornita dal legislatore ed è dunque affidata al concetto generico di giustizia, che la locuzione stessa presuppone, e che il giudice deve determinare di volta in volta con riguardo alla liceità – sotto il profilo etico e sociale – dei motivi che determinarono il soggetto ad un certo atto o comportamento.

(Nella specie, la Corte ha ritenuto sussistere la giusta causa relativamente alla rivelazione del contenuto della corrispondenza del coniuge in un giudizio civile di separazione).

Cassazione penale sez. V, 10/07/1997, n.8838



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