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Cosa bisogna fare per riunire l’usufrutto?

30 Giugno 2021
Cosa bisogna fare per riunire l’usufrutto?

Quando cade l’usufrutto e come fare per riunirlo con la nuda proprietà? Genitori usufruttuari: cosa succede alla morte di uno dei due o di entrambi? 

Non è raro che un genitore o entrambi, in tarda età, cedano la nuda proprietà della propria casa a un figlio riservandosi l’usufrutto vita natural durante. Ma cosa succede alla morte dell’usufruttuario?

Per legge, l’usufrutto non si eredita: pertanto, al decesso dell’usufruttuario, esso si estingue definitivamente. Di conseguenza, il nudo proprietario acquista la piena disponibilità dell’immobile. Egli cioè diventa “pieno proprietario” del bene.

Ma cosa bisogna fare per riunire l’usufrutto? Si ritiene comunemente che sia necessario recarsi di nuovo dal notaio e fare il passaggio inverso che si era compiuto quando fu istituito l’usufrutto. Non è così. Come avremo modo di vedere a breve, tutto ciò che si richiede è una voltura catastale. Ma procediamo con ordine.

Morte usufruttuario: cosa succede?

L’atto notarile che istituisce l’usufrutto ne indica anche la data di cessazione. È possibile prevedere una data di scadenza dell’usufrutto o una durata pari alla vita dell’usufruttuario. 

L’usufrutto costituito a termine non può comunque eccedere la vita dell’usufruttuario per cui, con il decesso di quest’ultimo, l’usufrutto si estingue definitivamente. 

Non appena si estingue l’usufrutto, il nudo proprietario diventa “pieno proprietario” in automatico, senza bisogno di un ulteriore atto notarile. Si dovrà provvedere solo alla voltura catastale (con allegazione di un certificato di morte), al fine di far depennare l’esistenza del diritto di usufrutto.

In sintesi, alla morte dell’usufruttuario, la nuda proprietà si riunirà all’usufrutto facendo divenire automaticamente il nudo proprietario pieno proprietario (a prescindere dalla voltura catastale). Non occorre l’intervento del notaio.

Come fare per riunire l’usufrutto?

La riunione di usufrutto è una pratica prevista obbligatoriamente dalla legge da eseguire non appena cessa il diritto di usufrutto su un bene e il diritto di nuda proprietà si accresce divenendo piena proprietà. Come anticipato, la riunione della nuda proprietà all’usufrutto, con trasformazione in piena proprietà, avviene a prescindere dalla pratica di “riunione di usufrutto” che è un mero adempimento burocratico.

Vediamo come si deve eseguire la pratica di riunione dell’usufrutto.

Alla cessazione dell’usufrutto (sia che ciò avvenga per scadenza del termine che per morte dell’usufruttuario), il nudo proprietario deve presentarsi all’ufficio dell’Agenzia delle Entrate (anche a mezzo di un professionista a ciò delegato) per effettuare la voltura catastale per la riunione di usufrutto. Tale attività avviene con le stesse modalità previste per una normale voltura. È necessario compilare un modulo, diverso a seconda del tipo di immobile (fabbricato o terreno). 

Quanto alla documentazione, è necessario presentare l’atto notarile istitutivo dell’usufrutto e una dichiarazione sostitutiva del certificato di morte.

Per la riunione di usufrutto i costi sono:

  • tributo speciale catastale di 55 euro;
  • imposta di bollo da 16 euro per ogni 4 pagine di cui si compone la richiesta.

Usufrutto a entrambi i genitori

Immaginiamo il caso di un figlio titolare della nuda proprietà di un appartamento. Per lo stesso appartamento hanno l’usufrutto, al 50%, i suoi anziani genitori. Cosa succede alla morte di uno dei due usufruttuari?

Potrebbe succedere che l’usufrutto sia stato concesso con «diritto di accrescimento» per come previsto dall’articolo 678 del Codice civile. In tal caso, il coniuge superstite diventa usufruttuario dell’intero immobile. 

Se non è stato previsto l’accrescimento, alla morte di uno dei coniugi, il figlio diventa pieno proprietario. 

Usufrutto, dichiarazione di successione e pagamento imposte 

Abbiamo detto che il diritto di usufrutto non cade in successione: non passa cioè in eredità. Pertanto, relativamente a esso, non deve essere presentata la dichiarazione di successione e non bisogna pagare le imposte ipotecarie e catastali. Infatti, l’acquisto della piena proprietà da parte del nudo proprietario, a seguito del decesso dell’usufruttuario, si verifica per effetto della “espansione” dell’originario diritto di proprietà non più compresso dal diritto di usufrutto gravante sul bene. Analogo effetto si verifica nell’usufruttuario con diritto di accrescimento il quale vede espandersi il proprio diritto su tutto il bene in virtù di un effetto legale e non per causa successoria. Ne consegue che sia nel caso di morte del primo usufruttuario (con conseguente accrescimento del diritto di usufrutto al coniuge superstite), sia nel caso di morte del secondo usufruttuario, non dovrà essere presentata alcuna dichiarazione di successione né dovranno essere pagate le imposte ipotecarie e catastali, relativamente a questi diritti di usufrutto.  



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