Diritto e Fisco | Articoli

Sostituzione di persona sui social: risarcimento del danno

3 Luglio 2021
Sostituzione di persona sui social: risarcimento del danno

Sono stato condannato in sede penale per essere entrato nel profilo Facebook di una persona con cui avevo una relazione ed aver scritto delle offese. La parte civile mi chiede una cifra spropositata per risarcimento da diffamazione. Che rischi corro?

In tema di risarcimento del danno causato dai reati a Lei ascritti, la liquidazione del danno va necessariamente operata con criteri equitativi, il ricorso ai quali è insita nella natura del danno e nella funzione del risarcimento, realizzato mediante la dazione di una somma di denaro compensativa di un pregiudizio di tipo non economico.

La quantificazione del danno all’immagine ed alla reputazione (nella specie, per la pubblicazione del post diffamatorio), intesa come “danno conseguenza”, non può derivare da una semplice dichiarazione della parte interessata, ma deve esser allegata e provata da chi ne domanda il risarcimento.

Pertanto, la sua liquidazione deve essere compiuta dal giudice, sulla base non di valutazioni astratte, bensì del concreto pregiudizio presumibilmente patito dalla vittima, per come da questa dedotto e dimostrato, anche attraverso presunzioni gravi, precise e concordanti, che siano fondate, però, su elementi indiziari diversi dal fatto in sé, ed assumendo quali parametri di riferimento la diffusione dello scritto, la rilevanza dell’offesa e la posizione sociale della vittima (da ultimo, Cassazione civile, sez. III, 18/02/2020, n. 4005).

È ovvio che nel giudizio civile che instaureranno contro di Lei sarà utile costituirsi con un avvocato, per contestare le loro richieste e dimostrare che il danno preteso è irrisorio perché, ad esempio:

  • il numero di persone coinvolte non era eccessivo;
  • il post è stato cancellato nell’immediatezza;
  • si è subito chiarito che il post non fosse stato scritto dalla signora;
  • si è immediatamente smentito quanto asserito nel post, in merito ai rapporti adulterini e omosessuali.

In questo modo, si potrà convincere il giudice che un danno non vi è stato o, se vi è stato, è davvero tenue, e non riconducibile alle cifre indicate nella mediazione.

Come Le dicevo, in concreto, non è possibile pronosticare la somma che il giudice può ritenere congrua per il risarcimento del danno: dipenderà dall’esito del giudizio, dalla notorietà delle vittime, dalla fondatezza delle sue repliche, dalla non credibilità di quel post.

In questi casi, i giudici si rifanno per la determinazione del danno alle Tabelle dell’Osservatorio sulla Giustizia Civile di Milano che, valutate tutte le questioni provate nel giudizio penale con riguardo ai fatti, può estrarre un numero oscillante tra un minimo e un massimo.

Solitamente, le offese sui social network, se riconosciute diffamanti, vengono punite con un risarcimento dei danni che si aggira tra i 2mila euro e i 5mila euro. Qui, però, c’è l’aggravante della sostituzione della persona: infatti, il danno sarà considerato maggiore visto che il post diffamante è stato pubblicato dal profilo della persona offesa.

Ad avviso di chi scrive, valutate tutte le fattispecie di reato, ma anche la mancanza di notorietà delle persone offese (da quanto ho percepito gente comune, non ricoprente un incarico istituzionale), il risarcimento del danno non dovrebbe superare la somma di 8mila euro per la signora e di 6mila euro per gli altri soggetti coinvolti. Ovviamente, sono numeri che devono essere presi con le pinze, in quanto le variabili – in un giudizio – sono innumerevoli: così, quella determinazione indicata dal sottoscritto potrebbe diminuire, come potrebbe anche aumentare.

Sarà comunque necessario, come immagino farà, costituirsi al fine di dimostrare al giudice il Suo interesse a che l’eventuale condanna al risarcimento sia più equa possibile, e non si tramuti in un risarcimento punitivo.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Salvatore Cirilla



Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube