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Rifiuto di fornire le generalità o documento identità alla polizia: Cassazione

30 Giugno 2021
Rifiuto di fornire le generalità o documento identità alla polizia: Cassazione

Mancata consegna del documento identità, falsa o omessa indicazione del nome e cognome del cittadino dinanzi ai pubblici ufficiali.

Integra contravvenzione il rifiuto di consegnare il documento di riconoscimento al p.u.

Il mero rifiuto di consegnare il documento di riconoscimento al pubblico ufficiale che ne faccia richiesta integra la contravvenzione prevista dal combinato disposto degli artt. 221 T.U.L.P.S. e 294 del relativo regolamento di esecuzione, e non, invece, la contravvenzione – più gravemente punita ai sensi dell’art. 17 del testo unico – prevista dall’art. 4, comma secondo, del testo unico in rapporto al predetto art. 294 del regolamento, che sanziona la diversa condotta di chi previamente omette di dotarsi del documento di identità essendo ritenuto pericoloso o sospetto e, solo in un secondo momento, si rende inadempiente all’obbligo di esibirlo all’autorità, né quella prevista dall’art. 651 cod. pen., che sanziona l’ulteriormente diversa condotta, rispetto ad entrambe le precedenti, di chi rifiuti di fornire indicazioni sulla propria identità personale. (Conf. n. 6864 del 1993, Rv. 195412).

Cassazione penale sez. I, 01/12/2020, n.5397

In tema di reati contro l’ordine pubblico, il rifiuto di consegnare il documento di riconoscimento al pubblico ufficiale integra la contravvenzione di cui agli artt. 4 r.d. 18 giugno 1931, n. 773 e 294 r.d. 6 maggio 1940, n. 635, a condizione che la persona cui è rivolta la richiesta sia pericolosa o sospetta, presupposti che non conseguono al mero rifiuto di fornire le proprie generalità. 

Cassazione penale sez. VI, 21/11/2019, n.6799

La mancata esibizione della carta d’identità alla richiesta dell’agente non integra il reato di rifiuto di fornire indicazioni sulla propria identità personale

Non integra il reato di rifiuto di fornire indicazioni sulla propria identità personale, di cui all’art. 651 c.p., bensì, eventualmente, ricorrendone gli ulteriori presupposti, quello previsto dagli artt. 4 t.u.l.p.s. e 294 del relativo regolamento, la condotta di chi rifiuti di consegnare il documento di riconoscimento al pubblico ufficiale che gliene faccia richiesta. (Conf., n. 34/96, Rv. 203852-01; n. 6864/93, Rv. 195412-01).

La condotta che si sostanziata esclusivamente nell’omessa esibizione del documento di identità, richiesto dagli agenti ai fini della identificazione formale, integra – ove ne ricorrano le altre condizioni legali – gli estremi del reato di cui al r.d. 18 giugno 1931, n. 773, art. 4, ed all’art. 294 del relativo regolamento, non già il reato previsto dall’art. 651 c.p., che sanziona invece il rifiuto di fornire indicazioni sulla propria identità personale.

Cassazione penale sez. I, 15/11/2019, n.2021

Il reato di rifiuto d’indicazioni sulla propria identità personale non è integrato se l’identità del soggetto è già nota

L’elemento materiale del reato previsto dall’art. 651 c.p. (rifiuto d’indicazioni sulla propria identità personale) consiste nel rifiuto di fornire indicazioni sulla propria identità e non nella mancata esibizione di un documento (nella specie, l’identità dell’imputato era già nota agli operanti delle forze dell’ordine in ragione di un rapporto di conoscenza personale).

Cassazione penale sez. I, 22/06/2017, n.42808

Rifiuto di fornire indicazioni sulla propria identità personale 

Ai fini della configurabilità del reato di rifiuto di fornire le proprie generalità, il presupposto dell'”esercizio delle funzioni”, nel cui contesto deve essere formulata la richiesta di dare le indicazioni, non può ritenersi sussistente solo perché il pubblico ufficiale, in quanto appartenente alla Polizia di Stato, è da considerare in “servizio permanente”, trattandosi di due nozioni diverse.

(In applicazione del principio, la Corte ha escluso che il reato di cui all’art. 651 cod. pen., fosse stato integrato da una tardiva risposta a richiesta di generalità formulata da un assistente di Polizia di Stato il quale, giunto sul posto in abiti civili e con vettura privata, nel domandare le precisate indicazioni, pur qualificandosi, non aveva proceduto ad alcuna formale contestazione di specifiche infrazioni).

Cassazione penale sez. I, 25/03/2015, n.14811

Il reato previsto dall’art. 651 c.p., si perfeziona con il semplice rifiuto di fornire al p.u. indicazioni sulla propria identità personale ed è, pertanto, irrilevante, ai fini della configurazione dell’illecito, che tali indicazioni vengano fornite successivamente.

(In motivazione, la Corte ha precisato che la “ratio” della norma incriminatrice è quella di evitare che l’attività della p.a. sia intralciata nell’identificazione della persona le cui generalità sono richieste nell’esercizio del potere discrezionale attribuito al p.u.).

Cassazione penale sez. I, 14/11/2014, n.9957

In assenza di reali motivi di pericolo, non corrisponde all’esercizio delle funzioni pubbliche, perché arbitrario e violento, il comportamento dei pubblici ufficiali teso a far uscire coattivamente un privato dall’auto sulla quale è trasportato. Tale comportamento inoltre, è da ritenersi sproporzionato qualora sia motivato dal fine di identificare un uomo le cui generalità sono già note, non costituendosi dunque il reato ex art. 651 c.p., il quale si configura con il semplice rifiuto di fornire indicazioni circa la propria identità personale.

Cassazione penale sez. VI, 06/11/2013, n.4392

E’ soggetto alla sanzione dell’ammenda il cittadino che si sia rifiutato di fornire le proprie generalità a due carabinieri in borghese, a nulla rilevando la circostanza di essersi recato in caserma, in un secondo momento, per adempiere alla richiesta degli agenti in borghese. Ai fini del reato di rifiuto di indicazioni sulla propria identità personale è sufficiente infatti, la semplice rappresentabilità da parte di chi rifiuta di obbedire all’ordine della sussistenza della qualifica del richiedente.

Cassazione penale sez. I, 15/04/2010, n.31684

Il reato di cui all’art. 651 c.p. non è escluso dalla circostanza che il soggetto fornisca una qualche indicazione sulla propria identità personale, senza fornire le complete generalità, né dal fatto che la sua identità sia comunque “aliunde” facilmente accertabile dall’operante e neppure nel caso in cui il pubblico ufficiale richiedente già conosca la persona, non potendosi escludere, in tale ultimo caso, che questi non conosca con certezza le generalità e gli altri estremi occorrenti per la sua completa ed esatta individuazione.

Cassazione penale sez. III, 07/06/2007, n.34903

Gli appartenenti al corpo di pubblica sicurezza «in servizio permanente» sono sempre tenuti, come agenti od ufficiali di polizia giudiziaria, anche se liberi dal servizio, ad accertare i reati o le infrazioni amministrative. Ne consegue che il rifiuto opposto alla richiesta di un assistente di polizia di fornire le generalità integra il reato previsto dall’art. 651 c.p.

Cassazione penale sez. I, 09/03/2005, n.11709

L’elemento materiale del reato previsto dall’art. 651 c.p. consiste nel rifiuto di fornire indicazioni sulla propria identità e non nella mancata esibizione di un documento, che costituisce violazione dell’art. 4 comma 2 t.u.l.p.s., e pertanto l’indicazione orale delle proprie generalità è sufficiente ad escludere il reato.

Cassazione penale sez. I, 24/02/2005, n.10676

Per la configurazione del reato di cui all’art. 651 c.p. è necessario che il soggetto il quale richieda ad altri di fornire le sue generalità, oltre che essere in servizio permanente, eserciti in concreto le pubbliche funzioni, giacché la nozione di “servizio permanente” è diversa da quella di “esercizio delle funzioni”, implicando essa che il dipendente pubblico può in ogni momento intervenire per esercitare i propri compiti, ma non che egli in concreto al momento li eserciti.

(La Corte di cassazione, in applicazione di tale principio, ha annullato con rinvio la sentenza di condanna, ritenendo necessario che il giudice di merito accerti se il pubblico ufficiale abbia formalmente contestato una specifica infrazione ed abbia a tal fine richiesto le generalità, senza ottenerle, al conducente di un veicolo che, a seguito di un errata manovra, aveva intralciato la marcia del veicolo alla cui guida era lo stesso pubblico dipendente).

Cassazione penale sez. I, 17/04/2001, n.21730

False dichiarazioni sull’identità o sulle qualità personali proprie o di altri

Il reato di cui all’art. 651 c.p. si perfeziona con il semplice rifiuto di fornire al pubblico ufficiale indicazioni circa la propria identità personale, per cui è irrilevante, ai fini dell’integrazione dell’illecito, che tali indicazioni vengano successivamente fornite o che l’identità del soggetto sia facilmente accertata per la conoscenza personale da parte del pubblico ufficiale o per altra ragione.

(Fattispecie relativa ad un caso in cui, nel corso di un servizio di perlustrazione effettuato dai Carabinieri, l’imputato aveva rifiutato di rendere le proprie generalità e di fornire i documenti di identità al pubblico ufficiale, il quale aveva a sua volta riconosciuto le persone occupanti l’autovettura sottoposta al controllo).

Cassazione penale sez. VI, 03/07/2007, n.34689



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