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Quanto guadagnano i vigili urbani?

5 Ottobre 2021 | Autore:
Quanto guadagnano i vigili urbani?

Lo stipendio degli agenti della polizia municipale cambia in relazione a parametri diversi come il ruolo, il grado e il livello professionale.

Chi sono, cosa fanno e quanto guadagnano i vigili urbani? Sono ufficiali della polizia municipale; la mansione più nota consiste nel controllo delle strade del Comune al quale appartengono. Mansione che possono svolgere mediante pattugliamento, sia a piedi sia con i mezzi, dirigendo il traffico, elevando contravvenzioni ed intervenendo in caso di incidenti stradali.

I vigili urbani lavorano non solo per strada ma anche in ufficio (pensa, ad esempio, alla verbalizzazione delle multe). Svolgono, altresì, funzioni di controllo nei luoghi aperti al pubblico, visitano e perlustrano negozi e locali per verificare il regolare possesso delle licenze di vendita e la provenienza delle merci, nonché il rispetto delle norme igienico-sanitarie. Intervengono in caso di furti e rapine in collaborazione con le altre forze dell’ordine.

Quanto guadagnano i vigili urbani? Il loro stipendio è regolato dal Ccnl (Contratto collettivo nazionale di lavoro) Regioni ed autonomie locali e viene determinato in base al ruolo che ricoprono, al grado, al livello professionale nel quale sono inquadrati, nonché al Comune di appartenenza anche se esiste un fisso base lordo di partenza. Ad esempio, i dirigenti e i comandanti hanno uno stipendio più alto nell’ipotesi in cui prestano servizio in una città metropolitana piuttosto che in un piccolo capoluogo di provincia oppure in un paese.

Per quanto riguarda il livello di inquadramento, a quello inferiore, ovvero al livello C1, corrisponde uno stipendio lordo mensile di 1.695,34 euro. A questa somma va aggiunta la tredicesima mensilità.

Gli agenti della polizia municipale di livello C1 possono salire di grado per anzianità o per concorso interno fino ad arrivare al livello C5. In tal caso, percepiscono uno stipendio lordo mensile di 1.908,60 euro. Le predette cifre aumentano per la categoria superiore, alla quale, però, possono accedere solo i laureati.

Quanto guadagnano i vigili urbani?

Per i vigili urbani esistono due categorie:

  • la C, suddivisa in 5 livelli;
  • e la D, che comprende 6 livelli.

Posto che dello stipendio di un agente semplice di livello C1 con una base di tre anni di anzianità, si è già detto in precedenza, lo stipendio lordo mensile di un:

  • agente semplice appartenente al livello C2, è di 1.735,77 euro;
  • agente scelto di livello C3, ammonta a 1.784,15 euro;
  • assistente scelto di livello C4, è pari a 1.840,51 euro;
  • assistente scelto di livello C5, è di 1.908,60 euro.

Relativamente alla categoria D, un vice ispettore appartenente al livello più basso, ossia al D1, percepisce uno stipendio lordo mensile di 1.844,62 euro, mentre per un ispettore inquadrato nel livello D2, è previsto uno stipendio lordo mensile di 1.921,00 euro.

Un vice comandante di livello D3 percepisce uno stipendio lordo mensile di circa 2.105,00 euro e un comandante della polizia municipale di livello D5 arriva a 2.293,00 lordi mensili. Infine, un dirigente inquadrato nel livello D6 percepisce 2.469,90 euro lordi al mese. In quest’ultima categoria rientra il personale qualificato che non sempre è operativo in strada bensì ricopre ruoli amministrativi o dirigenziali.

Per completezza di argomento bisogna considerare anche le varie indennità, che si vanno ad aggiungere allo stipendio mensile, come ad esempio quella di servizio esterno, che può variare da 2,00 euro a 10,00 euro al giorno e quella di funzione, che riguarda il grado assunto.

Come si diventa vigili urbani?

Per entrare a far parte della polizia municipale bisogna superare un concorso pubblico per esami, che viene bandito dal Comune interessato a ricoprire il ruolo.

I requisiti richiesti per partecipare al concorso sono il possesso:

  • della cittadinanza italiana;
  • del pieno godimento dei diritti civili e politici;
  • di un’età compresa tra i 18 e i 40 anni;
  • di un diploma di istruzione secondaria di secondo grado;
  • di un’idoneità fisica oltre ai requisiti psicologici obbligatori per il porto d’armi;
  • della patente di categoria B;
  • inoltre, non bisogna avere riportato condanne penali e non essere stati interdetti dai pubblici uffici.

Se si intende partecipare al concorso per diventare comandante è richiesto il possesso del diploma di laurea, preferibilmente in giurisprudenza, economia e commercio o scienze politiche.

Di solito, il concorso prevede lo svolgimento di una prova preselettiva, con domande a risposta multipla di cultura generale, logica e materie giuridiche, una prova scritta e un colloquio finale.

La prova scritta è incentrata sulle materie giuridiche e può essere prevista anche la simulazione della redazione di un verbale.

La prova orale verte sulle stesse materie di quella scritta e, in alcuni casi, sulla conoscenza delle leggi regionali e dello statuto comunale.

È possibile suddividere le materie oggetto d’esame in materie istituzionali e materie specifiche, riguardanti l’attività che si andrà a svolgere. Ad esempio, nelle prime rientrano il diritto costituzionale, il diritto amministrativo e il diritto degli enti locali, mentre nelle seconde sono ricomprese la legislazione commerciale e della somministrazione di alimenti e bevande, la legislazione urbanistica ed edilizia e la legislazione e il Codice della strada.

Il meccanismo di selezione, generalmente, richiede il conseguimento di un punteggio minimo di 21 su 30, comprensivo del risultato delle prove e degli eventuali titoli personali richiesti dal bando.

Inoltre, i candidati devono necessariamente sottoporsi a visite psicofisiche per accertare l’idoneità allo svolgimento del ruolo di vigile urbano.



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