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Notifica residenza all’estero: Cassazione

1 Luglio 2021
Notifica residenza all’estero: Cassazione

La notifica è valida se il soggetto che ha trasferito la propria residenza all’estero non ha effettuato le necessarie dichiarazioni al Comune.

Per la notifica a persona residente in altro Stato membro dell’Unione europea del verbale di accertamento di infrazione del Codice della strada non è applicabile il Regolamento n. 1393 del 2007 del Parlamento europeo e del Consiglio, il quale esclude espressamente dal suo ambito di applicazione la materia “fiscale, doganale ed amministrativa” (nella quale rientra il verbale di accertamento in quanto atto amministrativo rientrante nell’esercizio di pubblici poteri), né, nei confronti di un cittadino tedesco, può procedersi ai sensi dell’art. 11 della Convenzione di Strasburgo del 24 novembre 1977 (ratificata con la l. 21 marzo 1983, n. 149) – che consente la notificazione diretta a mezzo del servizio postale dei documenti in materia amministrativa – poiché la Germania ha apposto specifica riserva volta ad escludere la facoltà di notifica per posta di detti atti, dovendosi dunque ricorrere – per la notificazione e a pena di nullità (suscettibile di sanatoria) – all’assistenza dell’autorità centrale dello Stato di residenza e destinazione a norma dell’art. 2 della citata Convenzione.

(Fattispecie relativa a notifica di verbale di accertamento ai sensi dell’art. 201 del codice della strada effettuata a mezzo posta dal Comune di Firenze nei confronti di cittadino tedesco residente in Germania).

Cassazione civile sez. un., 05/02/2021, n.2866

In tema di notificazione di atti giudiziari, in presenza di informazioni circa l’origine estera del destinatario (nella specie, evincibili dall’estremo “Z404M” del codice fiscale, indicante la cittadinanza statunitense del proprietario del bene oggetto di pretesa usucapione), deve essere seguita la procedura di cui all’art. 142 c.p.c., concernente la notificazione “a persona non residente, né dimorante, né domiciliata nella Repubblica”, e non quella prevista dall’art. 143 c.p.c., non vertendosi in ipotesi di notificazione “a persona di residenza, dimora e domicilio sconosciuti”.

Pertanto, rientra nell’ordinaria diligenza esigibile da parte del notificante, quale espressione della lealtà processuale, un’attività di indagine coerente con le informazioni disponibili, da svolgersi, al fine di accertare la nuova residenza, mediante verifiche presso l’ufficio consolare di riferimento di cui all’art. 6 della l. n. 470 del 1988, non essendo, al contrario, sufficiente la ricerca effettuata presso un ufficio anagrafico nazionale privo di qualsiasi correlazione soggettiva col destinatario straniero.

Cassazione civile sez. II, 31/01/2019, n.2966

I termini per comparire in giudizio stabiliti dall’art. 163-bis c.p.c. sono fissati, non in relazione ai luoghi delle possibili notificazioni, bensì al luogo in cui la notificazione è realmente e validamente avvenuta, avuto riguardo alla “ratio” di tale norma, che prevede un termine maggiore (di centoventi giorni, secondo il testo della disposizione “ratione temporis” applicabile) solo se il luogo della notificazione si trova non in Italia ma all’estero, dovendosi presumere la necessità di un maggior tempo per apprestare, dall’estero, una congrua difesa in Italia.

Ne consegue che il termine più ampio non opera là dove, come nella specie, la notifica dell’atto di citazione sia avvenuta a mani del convenuto in Italia, a nulla rilevando che questi, cittadino italiano, avesse formalmente all’estero, al tempo della notificazione, la propria residenza anagrafica.

Cassazione civile sez. un., 03/11/2017, n.26147

Ai fini della nullità della notifica non è sufficiente che il destinatario, il quale sostenga di aver trasferito la residenza all’estero, deduca di aver curato gli adempimenti previsti dall’art. 6 l. n. 470 del 1988 per l’iscrizione all’Anagrafe Italiani Residenti all’Estero (AIRE) in data precedente a quella della notifica, atteso che tali adempimenti non sono sostitutivi di quelli, distinti ed ulteriori, previsti dagli artt. 44, comma 1, c.c. e 31 disp. att. stesso codice, secondo i quali il trasferimento della residenza, per poter essere opposto ai terzi in buona fede, deve essere provato con la doppia dichiarazione fatta al comune che si abbandona ed a quello di nuova residenza e, nella dichiarazione fatta al comune che si abbandona, deve risultare il luogo in cui è fissata la nuova residenza.

Cassazione civile sez. III, 21/09/2017, n.21922

Ai sensi dell’art. 11 della l. n. 91 del 1992, l’acquisto della cittadinanza straniera, pur se accompagnato dal trasferimento all’estero della residenza, non implica necessariamente la perdita della cittadinanza italiana, a meno che l’interessato non vi rinunci con un atto consapevole e volontario. Infatti, come si evince dall’art. 4 Cost., dall’art. 15 della Dichiarazione universale dei diritti dell’Uomo del 10 dicembre 1948 e dal Trattato di Lisbona del 13 dicembre 2007, ogni persona ha un diritto soggettivo permanente ed imprescrittibile allo stato di cittadino, che è azionabile in via giudiziaria in ogni tempo e può perdersi solo per rinuncia.

(In applicazione di tale principio, la S.C. ha cassato la sentenza di merito, dichiarando la cittadinanza italiana della ricorrente – e di suo figlio – in quanto, sebbene trasferitasi in Australia acquistando la cittadinanza di quel Paese, mai aveva esplicitamente rinunciato a quella italiana).

Cassazione civile sez. I, 03/11/2016, n.22271

Ai fini della nullità della notifica non è sufficiente che il destinatario, il quale sostenga di aver trasferito la residenza all’estero, deduca di aver curato gli adempimenti previsti dall’art. 6 l. n. 470 del 1988 per l’iscrizione all’Anagrafe Italiani Residenti all’Estero (AIRE) in data precedente a quella della notifica, atteso che tali adempimenti non sono sostitutivi di quelli, distinti ed ulteriori, previsti dagli artt. 44, comma 1, c.c. e 31 disp. att. stesso codice, secondo i quali il trasferimento della residenza, per poter essere opposto ai terzi in buona fede, deve essere provato con la doppia dichiarazione fatta al comune che si abbandona ed a quello di nuova residenza e, nella dichiarazione fatta al comune che si abbandona, deve risultare il luogo in cui è fissata la nuova residenza. 

Cassazione civile sez. III, 21/09/2017, n.21922

Notifica a persona di residenza, dimora e domicilio sconosciuti

In tema di notificazione di atti giudiziari, quando il destinatario della notifica si sia trasferito all’estero senza annotazione nei registri d’anagrafe, il notificante, che abbia comunque avuto conoscenza dell’avvenuto trasferimento di residenza, è tenuto in ogni caso a svolgere ulteriori ricerche presso l’ufficio consolare prima di procedere alla notificazione nelle forme dell’art. 143 c.p.c., fermo restando che l’omissione di tali incombenze comporta l’inesistenza della notificazione solo se eseguita in un luogo privo di collegamento con il destinatario, determinando, altrimenti, la mera nullità della stessa.

Cassazione civile sez. III, 31/08/2015, n.17307

In tema di notifica, al convenuto va assicurata l’effettiva conoscenza dell’atto, che si realizza quando, indipendentemente dal difetto di annotazioni anagrafiche, siano state eseguite con ordinaria diligenza le possibili ricerche del destinatario. Ne consegue che, ove l’attore notificante abbia appreso, per conoscenze acquisite in occasione di precedenti notifiche, del trasferimento della residenza del convenuto nella città di uno stato estero, non può essere eseguita la notificazione nelle forme dell’art. 143 cod. proc. civ., dovendosi escludere che possa essere invocata la buona fede sulle risultanze dei registri anagrafici per l’omessa annotazione del suddetto trasferimento, essendo invece necessario che l’attore effettui preventivamente ulteriori ricerche presso l’ufficio consolare di cui all’art. 6 della legge 27 ottobre 1988, n. 470, per la verifica della nuova residenza.

Cassazione civile sez. II, 27/12/2013, n.28695

In tema di notifica nei confronti del cittadino italiano che abbia trasferito all’estero la propria residenza, sebbene la disciplina degli adempimenti anagrafici dovuti dai cittadini italiani che trasferiscano all’estero la propria residenza risulti improntata al principio dell’acquisizione anche del dato costituito dall’indirizzo dell’interessato e della disponibilità del medesimo attraverso i registri dell’AIRE, deve escludersi che il difetto di risultanze anagrafiche relative ad esso, ancorché imputabile, in via prioritaria, ad inerzia del destinatario di una notificazione, legittimi, per ciò solo, il notificante al ricorso alle formalità di cui all’art. 143 c.p.c., che restano, invece, subordinate all’esito negativo di ulteriori ricerche eseguibili con l’impiego dell’ordinaria diligenza presso l’Ufficio consolare di cui all’art. 6 l. 27 ottobre 1988 n. 470, costituendo tale Ufficio non solo il tramite istituzionale attraverso il quale il contenuto informativo dell’adempimento degli obblighi di dichiarazione del cittadino all’estero perviene alle amministrazioni competenti alla tenuta dei menzionati registri, ma anche l’organo cui competono poteri sussidiari di accertamento e rilevazione, intesi a porre rimedio alle lacune informative derivanti dall’inerzia suddetta.

Cassazione civile sez. III, 03/02/2012, n.1608

Ai fini della notificazione di cui all’art. 143 c.p.c. a cittadini italiani che abbiano trasferito all’estero la propria residenza, non è sufficiente l’omessa comunicazione da parte del destinatario della sua nuova residenza all’ufficio dell’anagrafe per l’annotazione nei registri dell’Aire, ma occorre che il notificante proceda, con l’impiego dell’ordinaria diligenza, ad ulteriori ricerche presso l’Ufficio consolare ai sensi dell’art. 6 l. 27 ottobre 1988 n. 470 e ciò anche quando la notificazione ai sensi del citato art. 143 venga eseguita per ordine del giudice, giacché tale ordine non è sufficiente, di per sé, a salvaguardare la validità di un atto ove non ne ricorrano i requisiti prescritti dalla legge.

Cassazione civile sez. III, 12/04/2011, n.8310

Ai fini della notificazione di cui all’art. 143 c.p.c. a cittadini italiani che abbiano trasferito all’estero la propria residenza, è necessaria la verifica dei distinti obblighi che incombono rispettivamente al notificante ed al destinatario della notifica; conseguentemente non è sufficiente l’inerzia del destinatario, che abbia omesso di comunicare la nuova residenza all’ufficio dell’anagrafe per l’annotazione nei registri dell’Aire, ma è necessario che il notificante abbia eseguito, con l’impiego dell’ordinaria diligenza, ulteriori ricerche presso l’ufficio consolare ai sensi dell’art. 6 l. 27 ottobre 1988 n. 470.

Cassazione civile sez. I, 06/09/2007, n.18717

In tema di notifica tentata, presso il luogo dell’ultima residenza anagrafica, al destinatario sconosciuto il quale risulti trasferito all’estero, non osta all’applicazione del procedimento di cui all’art. 143 c.p.c. la circostanza della nomina di un P.G. ai sensi dell’art. 77 c.p.c., essendo sufficiente la non conoscenza o quantomeno la non conoscibilità della sua esistenza, usando l’ordinaria diligenza, da parte di chi richiede la notifica.

(Nella fattispecie la S.C. ha ritenuto che, se anche la norma di chiusura del sistema delle notificazioni di cui all’art. 143 c.p.c. non si riferisce espressamente alla notorietà dell’esistenza del P.G., tale requisito vi appare presupposto, in quanto tutti gli istituti in materia fanno riferimento alla conoscenza o conoscibilità dei dati necessari relativi al destinatario; così, in difetto di altri mezzi idonei e di prove che l’attore ne avesse comunque conoscenza, anche l’avvenuta registrazione della procura, rilasciata per atto pubblico, non integra di per sé la predetta conoscibilità, difettando nella registrazione degli atti, attuata ex d.P.R. 26 aprile 1986 n. 13, una funzione di pubblicità nei confronti dei terzi).

Cassazione civile sez. I, 24/07/2007, n.16382



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