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Ricostruzione carriera dipendente pubblico: Cassazione

17 Luglio 2021
Ricostruzione carriera dipendente pubblico: Cassazione

Richiesta specifica del dipendete pubblico dimessosi per procedimento penale e prosciolto; beneficio della ricostruzione della carriera ai fini del trattamento pensionistico migliorativo.

Ricostruzione carriera del pubblico dipendente

Nell’ambito della giurisdizione generale di legittimità del giudice amministrativo, il giudicato non si estende – diversamente dal processo civile – anche ai vizi deducibili, ma solo a quelli dedotti, in relazione ai quali sia stata accertata la legittimità (o illegittimità) dell’atto amministrativo impugnato; conseguentemente, la sentenza del giudice amministrativo di annullamento di un provvedimento che abbia modificato le mansioni di un dipendente pubblico, a causa di un vizio procedimentale (nella specie, la violazione dell’obbligo di comunicazione dell’avvio del procedimento, di cui all’art. 7 l. n. 241 del 1990), non può essere utilmente dedotta dinanzi al giudice ordinario ai fini della reintegrazione nel precedente profilo professionale e della ricostruzione della carriera.

Corte di Cassazione, sezione L, civile, ordinanza, 12 febbraio 2021, n. 3666

Servizio anteriore alla nomina in ruolo: riconoscimento ai fini della ricostruzione di carriera

L’art. 2 del d.l. 19 giugno 1970, n. 370, conv. in legge 26 luglio 1970, n. 576, riprodotto dall’art. 485 del d.lgs. 16 aprile 1994, n. 297, che prevede, ai fini giuridici ed economici, il riconoscimento, a favore del personale docente delle scuole elementari, del periodo di insegnamento pre-ruolo prestato nelle scuole materne statali o comunali, attribuisce un beneficio, sicché, rivestendo carattere eccezionale, non è suscettibile di interpretazione analogica o estensiva con riguardo ai servizi prestati presso istituti infantili diversi da quelli statali o comunali, quali le scuole materne paritarie.

Corte di Cassazione, sezione L civile, sentenza, 16 dicembre 2019, n. 33134

C’è l’onere di versare la contribuzione per il periodo oggetto di ricostruzione?

In tema di sospensione cautelare dal servizio in pendenza di processo penale, il diritto alla c.d. “restitutio in integrum” (ricostruzione della carriera in termini di anzianità di servizio e pagamento delle retribuzioni non pagate) si perfeziona, sia nella vigenza del d.P.R. n. 3 del 1957 sia a norma della sopravvenuta disciplina collettiva, nel momento in cui interviene l’assoluzione del lavoratore con sentenza passata in giudicato.

(Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza di appello che, in presenza di un procedimento penale definito a favore del lavoratore, in epoca successiva alla trasformazione dell’azienda autonoma Poste e telecomunicazioni in ente pubblico, aveva ritenuto il rapporto di lavoro, oramai privatizzato, soggetto alla disciplina dettata dal contratto collettivo di settore e non dal d.P.R. n. 3 del 1957).

Cassazione civile sez. lav., 05/03/2018, n.5060

La ricostruzione della carriera ai fini pensionistici

L’art. 3, comma 57, l. n. 350 del 2003, nel testo modificato dal d.l. n. 66 del 2004, conv. con modif. nella l. n. 126 del 2004, nella parte in cui riconosce al dipendente pubblico – dimessosi a seguito di sospensione cautelare dal servizio in pendenza di procedimento penale, poi definito con proscioglimento – la facoltà di chiedere la ricostruzione della carriera al fine di ottenere la liquidazione del miglior trattamento pensionistico, si interpreta nel senso che tale contribuzione figurativa postula una specifica domanda, in assenza di un principio generale di gratuità del beneficio pensionistico e di apposita copertura finanziaria, siccome imposta dall’art. 81 Cost.

Cassazione civile sez. lav., 28/08/2017, n.20454

Miglior trattamento pensionistico

La possibilità concessa al pubblico dipendente di richiedere il miglior trattamento pensionistico derivante dalla ricostruzione di carriera includendo il periodo di sospensione dal servizio in caso di sentenza irrevocabile di proscioglimento intervenuta anteriormente al quinquennio dalla data di entrata in vigore della legge 350/2003, non comporta deroga al principio generale di corrispondenza tra prestazioni previdenziali e contribuzione versata. Ne deriva che il lavoratore che intenda avvalersi della facoltà ha l’onere di versare la contribuzione per il periodo oggetto di ricostruzione della carriera.

Cassazione civile sez. lav., 28/08/2017, n.20454

Diritto del dipendente alla ricostruzione della carriera anche ai fini economici

Il periodo di prova, nel processo di progressiva formazione del rapporto d’impiego in regime pubblicistico, è elemento costitutivo del perfezionamento della fattispecie, ed ha per obiettivo di consentire all’amministrazione di accertare se il giudizio espresso in sede selettiva sulla preparazione culturale del candidato trovi conferma nella capacità ed attitudine dello stesso in relazione alle mansioni inerenti al posto. Consegue che l’art. 96, comma 2, d.P.R. n. 3 del 1957, che sancisce il diritto del dipendente alla ricostruzione della carriera anche ai fini economici quando la sospensione cautelare è superiore a quella disciplinare, non può che riferirsi ai soli rapporti d’impiego già perfezionati col verificarsi della condizione risolutiva del positivo superamento del periodo di prova.

Cassazione civile sez. lav., 19/07/2017, n.17771

Procedimento disciplinare a carico dei dipendenti pubblici

In tema di procedimento disciplinare a carico dei dipendenti pubblici, l’art. 9 della legge n. 19 del 1990, nell’eliminare la destituzione automatica per i pubblici dipendenti, ridetermina secondo un modello unico lo “status” del dipendente pubblico e prevede un principio di portata generale rispondente ai principi costituzionali (cfr. Corte cost., sent. n. 134 del 1992), applicabile anche riguardo ad un provvedimento di destituzione fatto oggetto d’impugnazione ed il cui giudizio sia pendente al tempo dell’entrata in vigore della suddetta legge.

In tal caso, ove il dipendente chieda di essere riammesso in servizio, ai sensi del successivo art. 10, comma secondo, previa apertura di un nuovo procedimento disciplinare, allo stesso non spetta la integrale ricostruzione “ex tunc” della carriera, ma la reintegrazione nel ruolo “con la qualifica, il livello e l’anzianità posseduti alla data di cessazione del servizio”, conformemente alla lettera della norma, la quale è espressione di una rilevante esigenza di pubblico interesse alla concreta e rapida definizione delle situazioni pendenti, e, come tale, regola la materia prevalendo su ogni altra precedente, fissando limiti e termini, specifici al giudizio (cfr. Corte cost., sent. n. 415 del 1991).

Corte di Cassazione, sezione L civile, sentenza 9 marzo 2010, n. 5711

Progressione giuridica ed economica di carriera

Con riguardo ai benefici previdenziali attribuiti dalla l. 15 febbraio 1974 n. 36 in favore dei lavoratori dipendenti il cui rapporto di lavoro sia stato risolto per motivi politici e sindacali (tra l’1 gennaio 1948 ed il 7 agosto 1966) la retribuzione pensionabile – prevista dall’art. 1 della legge cit. – deve tener conto della qualifica rivestita e delle mansioni svolte dal lavoratore, delle variazioni intervenute per effetto di accordi o di contratti collettivi di categoria e della progressione giuridica ed economica di carriera ove prevista da tali contratti; consegue che, trattandosi di ricostruzione della carriera del lavoratore ai fini previdenziali, il compenso per diarie e pernottamento (nella specie per un dipendente di un’azienda di trasporto pubblico in concessione) non è computabile nella suddetta retribuzione pensionabile, stante anche l’esclusione di tale emolumento prevista in generale dal combinato disposto degli art. 5 e 17 della legge n. 889 del 1971.

Cassazione civile sez. lav., 08/01/1988, n.7

Giurisdizione ordinaria e amministrativa

Qualora il pubblico dipendente, dopo aver conseguito dal giudice amministrativo l’annullamento di atti illegittimi che gli abbiano negato la promozione in esito a scrutinio per merito comparativo, nonché un provvedimento di ricostruzione della carriera da parte del datore di lavoro, agisca contro quest’ultimo per ottenere interessi legali corrispettivi e rivalutazione automatica, con riguardo alle proprie spettanze retributive tardivamente erogate, ed inoltre per farne valere la responsabilità risarcitoria per l’adozione degli indicati atti illegittimi, deve essere affermata, in ordine alla prima pretesa, la giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo, vertendosi in tema di crediti trovanti titolo immediato e diretto nel rapporto di pubblico impiego, mentre, in ordine alla seconda pretesa, deve essere dichiarata l’improponibilità della domanda, per difetto assoluto di giurisdizione, considerato che la suddetta procedura di scrutinio per merito è regolata da norma di azione, essenzialmente rivolte a tutelare esigenze pubblicistiche, e che, pertanto, a fronte della inosservanza da parte dell’amministrazione di tali norme, non è configurabile un’azione risarcitoria, difettando la lesione di una posizione di diritto soggettivo.

Cassazione civile sez. un., 05/12/1986, n.7213

Pensionato statale: il beneficio della ricostruzione della carriera

Il pensionato statale quale ex guardia di pubblica sicurezza, che abbia ottenuto il beneficio della ricostruzione della carriera ai sensi dell’art.. 2, comma secondo, della legge 27 febbraio 1963 n.. 225 ed il riscatto del servizio – accreditato ai fini contributivi in virtù dell’art.. 29 della legge 22 dicembre 1960 n.. 1600 – nel corpo di polizia istituito dall’amministrazione anglo-americana nella venezia giulia, non conserva i diritti relativi alla posizione assicurativa costituita presso l’I.N.P.S. con i contributi versati per quel pregresso periodo, che hanno perduto la loro originaria validità. Infatti, a norma dell’art.. 9 del D.L. 7 aprile 1948 n.. 262, qualora il dipendente statale riscatti il servizio non di ruolo, l’I.N.P.S. deve rimborsare allo stato e all’interessato i contributi a suo tempo versati per il periodo riscattato e tale riscatto, per l’impossibilità di coesistenza – secondo il disposto dell’art.. 38 n.. 2, R.D.L. 4 ottobre 1935 n.. 1827 – di due forme di assicurazione obbligatoria relativamente ad uno stesso periodo contributivo, determina (salvo che nel caso di cui all’art.. 20 della legge 5 giugno 1961 n.. 376) la caducazione con effetto ex tunc della posizione assicurativa originariamente legittima e la conseguente perdita del diritto alla pensione I.N.P.S..

Corte di Cassazione, sezione L civile, sentenza, 19 gennaio 1985, n. 174

Ricostruzione della carriera e regolarizzazione della posizione assicurativa

La domanda proposta dal dipendente di un ente pubblico non economico (nella specie ente autonomo Teatro San Carlo di Napoli) per far valere la riconducibilità, nell’ambito del rapporto di pubblico impiego, di prestazioni lavorative subordinate effettuate prima della data di formale assunzione, con la conseguente ricostruzione della carriera e regolarizzazione della posizione assicurativa, trova titolo nel suddetto rapporto di pubblico impiego, indipendentemente dalla natura privatistica o pubblicistica di quelle pregresse prestazioni, e, pertanto, spetta alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo.

Cassazione civile sez. un., 29/06/1984, n.3839

Domanda rivolta alla ricostruzione della carriera

La giurisdizione del giudice ordinario sulle controversie inerenti al rapporto di lavoro con un ente pubblico economico, quale il Banco di Napoli, in considerazione della natura privatistica del rapporto stesso, trova deroga, in favore della giurisdizione di legittimità del giudice amministrativo, quando la pretesa del dipendente investa direttamente atti discrezionali, resi dal datore di lavoro, in via generale, nell’esercizio dei propri poteri di autorganizzazione e non anche, pertanto, quando coinvolga solo atti di gestione incidenti sul singolo rapporto di lavoro e sulle relative posizioni di diritto soggettivo, come nel caso di domanda di lavoro e sulle relative posizioni di diritto soggettivo, come nel caso di domanda rivolta alla ricostruzione della carriera, in base a specifiche norme di legge o della contrattazione collettiva, ovvero al conseguimento di una qualifica superiore, alla stregua delle mansioni effettivamente esercitate.

Cassazione civile sez. un., 14/04/1980, n.2388

Rapporto di pubblico impiego

La domanda con la quale un pubblico dipendente, in relazione a prestazioni lavorative effettuate prima della data di formale assunzione, chieda la retrodatazione del rapporto in atto, con conseguente ricostruzione di carriera e regolarizzazione assicurativa, resta devoluta alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo, non investe detto rapporto di pubblico impiego, a prescindere da ogni indagine sulla natura privatistica o pubblicistica di quelle pregresse prestazioni, che va condotta incidentalmente dall’indicato giudice e rileva al diverso fine del fondamento della dedotta pretesa.

Cassazione civile sez. un., 01/10/1979, n.5025



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