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Incidente stradale: a chi chiedere i danni? 

2 Luglio 2021 | Autore:
Incidente stradale: a chi chiedere i danni? 

In caso di sinistro, il danneggiato per ottenere il risarcimento a quali assicurazioni e altri responsabili può rivolgersi? 

Quando si verifica un sinistro stradale sorgono spesso dubbi e incertezze sul soggetto a cui rivolgersi per ottenere il risarcimento dei danni a persone o cose. Gli incidenti possono coinvolgere più di due veicoli, come nei tamponamenti a catena, oppure veicoli a motore che investono pedoni; nelle autovetture coinvolte possono esserci passeggeri trasportati che riportano lesioni. Così ci si domanda: in caso di incidente stradale a chi chiedere i danni? 

In prima battuta, l’assicurazione del proprio veicolo, o di quello su cui si viaggia come passeggeri trasportati, è tenuta a risarcire in virtù del principio di legge che consente l’azione diretta del danneggiato nei confronti del proprio assicuratore. Ma questo utile rimedio, purtroppo, non si applica a tutti i tipi di incidente. Allora, c’è sempre la possibilità di esercitare l’azione giudiziaria diretta contro l’assicurazione del proprietario del veicolo responsabile dello scontro, ma occorrerà chiamare in causa anche costui, in qualità di responsabile civile. 

Per capire bene a chi chiedere i danni derivati da un incidente stradale bisogna sapere che esistono queste procedure alternative, e talvolta anche cumulative, che ora ti descriveremo nei dettagli. L’importante è sempre attivarsi al più presto per evitare di incorrere in decadenze dall’esercizio del diritto: anche se cambia il soggetto al quale rivolgersi, i termini per esercitare l’azione rimangono sempre gli stessi. 

La copertura assicurativa Rc auto 

Tutti i veicoli a motore che circolano su strada sono obbligati per legge [1] ad avere una copertura assicurativa, attraverso una polizza di responsabilità civile (la cosiddetta “Rc auto“) che deve essere stipulata dal proprietario. 

Questa assicurazione copre i danni derivanti dalla circolazione di questi veicoli, fino al massimale stabilito nella polizza, che indica l’importo massimo risarcibile da parte della compagnia. La legge [2] prevede limiti minimi particolarmente elevati (ad oggi, 7 milioni di euro complessivi, di cui 6.070.000 euro per i danni alle persone e 1.220.000 euro per i danni alle cose). Questo importo è in grado di coprire adeguatamente quasi tutti i sinistri, tranne quelli con elevato numero di vittime o danni a cose ingentissimi. 

Grazie alla polizza assicurativa Rc auto in corso di validità, il danneggiante non pagherà direttamente i danni dell’incidente alla controparte, ma sarà la sua assicurazione a farlo. 

Incidente stradale: a chi chiedere il risarcimento? 

Ci sono tre modi per chiedere ed ottenere il risarcimento dei danni derivati da un incidente stradale: 

  • il risarcimento diretto: con questa procedura il danneggiato si rivolge direttamente alla propria assicurazione, che gli pagherà i danni e poi si rivarrà, per il rimborso, su quella del danneggiante [3]; 
  • l’azione diretta nei confronti dell’assicurazione del veicolo responsabile del sinistro; è il metodo tradizionale per essere risarciti e un tempo era l’unico, fino a quando non è entrato in vigore il risarcimento diretto[4]; 
  • l’azione ordinaria, che consiste nella chiamata in causa del responsabile civile, da individuarsi nel proprietario del veicolo che ha causato l’incidente [5].

Queste azioni non sono proponibili cumulativamente, perché c’è il divieto di agire nei confronti di entrambe le compagnie (la propria e quella di controparte): bisogna individuarne una sola, da scegliere in base alle condizioni che tra poco ti indicheremo. Ma l’azione contro l’assicurazione è compatibile con l’azione ordinaria verso il responsabile civile, come ha affermato una recente sentenza del tribunale di Potenza [6]

Risarcimento diretto: quando si applica? 

Il risarcimento diretto è il modo più veloce ed efficace a disposizione del danneggiato, che potrà rivolgersi esclusivamente alla propria assicurazione per ottenere il ristoro dei danni provocati dall’incidente, semplificando la pratica risarcitoria ed evitando di coinvolgere le controparti in più lunghi e complessi passaggi.  

Questa procedura, però, è possibile solo per il risarcimento: 

  • dei danni al veicolo e alle cose trasportate su di esso al momento dell’incidente; 
  • dei danni alla persona in caso di lesioni micropermanenti, ossia quelle che non superano il 9% di invalidità. 

Inoltre, il risarcimento diretto non è applicabile se l’incidente non coinvolge due veicoli entrambi a motore (ad esempio, quando avviene tra un’autovettura ed una bicicletta o un pedone), o se coinvolge più di due veicoli, oppure comprende veicoli immatricolati all’estero (non si considerano stranieri quelli della Repubblica di San Marino e dello Stato della Città del Vaticano). 

Azione diretta del danneggiato: condizioni 

In tutti i casi in cui non è possibile applicare la procedura di risarcimento diretto, si deve ricorrere all’azione diretta del danneggiato contro l’assicurazione del danneggiante.  È anche possibile l’azione diretta del terzo trasportato verso l’assicurazione per consentire al passeggero di essere risarcito dalla compagnia assicuratrice dell’auto a bordo della quale si trovava al momento del sinistro.

Quando si propone l’azione diretta nei confronti dell’assicurazione del danneggiante, occorre chiamare anch’egli in causa direttamente, in qualità di responsabile civile, insieme alla sua compagnia assicuratrice. Se non vi fosse questa chiamata in giudizio del responsabile del danno, la sentenza sarebbe nulla, come ha affermato la Corte di Cassazione [7], per violazione del principio del contraddittorio necessario. 

Quindi, in tutti i casi in cui si esercita l’azione contro l’assicurazione del veicolo che ha provocato il sinistro occorre sempre citare personalmente anche il proprietario di quel veicolo. Per approfondire leggi anche: “Sinistro stradale: a chi chiedere il risarcimento?“.


note

[1] Art. 122 D.Lgs n. 209/2005 (Codice delle assicurazioni private). 

[2] Art. 128 D.Lgs n. 209/2005.

[3] Art. 149 D.Lgs. n. 209/2005.

[4] Artt. 144 e 145 D.Lgs. n. 209/2005.

[5] Art. 2054 Cod. civ.

[6] Trib. Potenza, sent. n. 617 del 03.06.2021.

[7] Cass., sent. n. 53 del 07.01.2021.


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