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Coniuge e figlio minore cacciati via: a chi spetta l’affido?

2 Luglio 2021
Coniuge e figlio minore cacciati via: a chi spetta l’affido?

L’affidamento condiviso è escluso solo se ritenuto pregiudizievole per il bambino.

Hai litigato furiosamente con tua moglie al punto che ha chiesto la separazione. In un momento di nervosismo, non ci hai visto più e l’hai mandata via di casa insieme al bambino di 7 anni. Certo, non era tua intenzione compiere un gesto così estremo, ma ora sei pronto a pagarne le conseguenze.

In questo articolo faremo il punto della situazione su coniuge e figlio minore cacciati via: a chi spetta l’affido? Cosa prevede la legge? Ebbene, secondo una recente ordinanza della Corte di Cassazione [1] anche in casi del genere il bambino può essere affidato alla mamma e al papà. La regola generale dell’affidamento condiviso, infatti, può essere derogata solamente se si dimostra l’incapacità educativa di un genitore e il pregiudizio arrecato al figlio. Ma procediamo con ordine e affrontiamo il tema più nel dettaglio.

Cosa vuol dire «affido»?

Quando una coppia di genitori si lascia, il giudice deve decidere a chi dei due affidare i figli minori (eventualmente presenti). L’affidamento, quindi, riguarda l’esercizio della responsabilità genitoriale, ossia l’insieme dei diritti e dei doveri che spettano e gravano sia sulla mamma che sul papà (pensa, ad esempio, all’educazione e all’istruzione della prole).

Attenzione a non confondere l’affidamento con il collocamento, termine utilizzato per indicare la residenza del bambino dopo la separazione dei genitori. Nella prassi, si opta quasi sempre per il collocamento prevalente, nel senso che il figlio convive, ad esempio, solo con la madre e può frequentare il padre secondo le modalità previste dal tribunale.

In altri casi, invece, il collocamento può essere alternato (cioè il minore si sposta da un’abitazione all’altra, quindi per un periodo di tempo vive con la mamma e per un altro periodo di tempo si trasferisce dal papà) o invariato (vuol dire che i genitori si alternano a vivere nella casa coniugale con il figlio).

Quali sono le tipologie di affido?

La regola generale è l’affido condiviso, una modalità che consente ad entrambi i genitori di trascorrere del tempo con il proprio figlio in modo paritetico. Ti faccio un esempio.

Tizio e Caia sono due genitori separati. Il giudice ha disposto l’affido condiviso di Caietto, il loro figlio di 5 anni, con collocamento prevalente presso la mamma. Tizio, invece, può vedere il bambino 2 volte a settimana e tenerlo presso di sé un weekend al mese.

Con l’affido condiviso, la mamma e il papà, anche se separati o divorziati, devono collaborare per adottare insieme le decisioni più importanti nei confronti del figlio minore (dal mantenimento alla salute, dall’istruzione all’educazione). Qualsiasi altra questione quotidiana, invece, potrà essere affrontata autonomamente, quindi senza sentire il parere dell’altro. Ovviamente, in caso di disaccordo, è necessario rivolgersi al giudice.

Qualora emerga l’inidoneità educativa di un genitore a prendersi cura del proprio figlio (pensa, ad esempio, al padre che voglia imporre a tutti i costi la propria religione oppure non corrisponda il mantenimento), allora non resta che optare per l’affido esclusivo. Questo vuol dire, in poche parole, che il minore viene affidato solamente ad uno dei due genitori. Tuttavia, il genitore non affidatario potrà dire la sua sulle questioni più rilevanti, continuare a vedere il bambino (a meno che il tribunale non decida diversamente) e ricorrere al giudice qualora ritenga che l’altro genitore abbia preso delle decisioni pregiudizievoli per il minore. Quindi, l’affidamento esclusivo comprime la responsabilità genitoriale e nulla di più.

In casi più gravi, invece, può essere disposto il cosiddetto affido esclusivo rafforzato (anche noto come affido super esclusivo). Si tratta di una terza modalità che permette al genitore affidatario di estromettere l’altro da tutte le decisioni che riguardano il minore.

Tipico caso in cui è possibile richiedere l’affido super esclusivo è quando un genitore è totalmente inaffidabile oppure si dimostra disinteressato alla vita del figlio, tanto da non avere con lui alcun tipo di rapporto.

Coniuge e figlio minore cacciati via: a chi spetta l’affido?

A questo punto, esaminiamo una questione interessante partendo da un esempio.

Tizio litiga furiosamente con la moglie Caia tanto da cacciarla via di casa insieme al loro bambino di 9 anni. Dopo qualche tempo, la donna scopre che l’ex marito ha cambiato la serratura della porta e ha messo in vendita l’appartamento.

Ebbene, in un caso simile all’esempio che ti ho riportato, la Corte di Cassazione ha comunque optato per l’affido condiviso. Detta modalità, secondo gli Ermellini, può essere esclusa solamente nell’ipotesi in cui risulti pregiudizievole perché arreca un danno al benessere psicofisico del bambino.

Di conseguenza, la circostanza che un genitore metta alla porta l’altro insieme al minore non giustifica un provvedimento di affido esclusivo se non si dimostra:

  • la carenza educativa del genitore;
  • l’idoneità del genitore affidatario;
  • la non rispondenza dell’affido condiviso all’interesse del minore.

note

[1] Cass. ord. n. 18603/21 del 30.06.2021

Autore immagine: pixabay.com


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