Diritto e Fisco | Editoriale

Giustizia telematica e giusto processo: un matrimonio che non decolla

13 Ottobre 2011 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 13 Ottobre 2011



In un recente allarme lanciato all’indirizzo del Governo, il CSM e l’Associazione Nazionale Magistrati hanno lamentato l’opacità delle scelte ministeriali sull’informatizzazione dei tribunali italiani. L’innovazione tecnologica degli uffici giudiziari stenta a decollare e il passaggio all’e-justice genera preoccupazioni e perplessità. L’obsolescenza degli strumenti informatici in uso all’amministrazione della giustizia rischia di pregiudicare un cammino di svecchiamento, del quale si parla ormai da anni. Anche al XXX Congresso nazionale dell’ANM, tenutosi a Roma dal 26 al 28 novembre, si è individuato il cancro dei tribunali nella drammatica lentezza dei processi, la penuria di risorse umane e materiali, la vetusta organizzazione e la mancata informatizzazione.

Del resto, la Corte di Strasburgo non manca di bacchettare periodicamente gli Stati membri: il principio del giusto processo, proclamato sia a livello comunitario che nazionale (art. 111 della nostra carta costituzionale), in quanto garanzia per il godimento dei diritti fondamentali, impone non solo il pieno rispetto del principio di uguaglianza, ma anche l’efficienza del comparto stesso (efficienza peraltro ribadita dall’art. 95 Cost.). Il che richiede processi brevi, in strumenti al passo coi tempi, in servizi efficienti per il cittadino e per gli operatori di giustizia.

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