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Come si calcola il grado di parentela

15 maggio 2014


Come si calcola il grado di parentela

> Diritto e Fisco Pubblicato il 15 maggio 2014



Parentela: ecco quando scatta il rapporto, linea retta e collaterale, affinità.

 

Le persone che discendono da uno stesso stipite sono parenti fra loro.

Con la recente riforma, il Codice civile si è ampliato, stabilendo che la parentela sorge sia nel caso in cui il figlio sia nato da matrimonio, sia nel caso di coppia di fatto, sia nel caso in cui il figlio sia adottivo. La parentela non sorge soltanto nei casi di adozione di maggiori di età. In precedenza, infatti, il riconoscimento di un figlio cosiddetto naturale creava il rapporto giuridico con il genitore, ma non con i parenti del genitore. Questa grossa novità vale a eliminare le discriminazioni che residuavano, in particolare, con riflessi sulla equiparazione successoria.

Si distinguono

parenti in linea retta, quando uno discende dall’altro (come nonno e nipote);

parenti in linea collaterale, quando hanno un ascendente comune, ma non discendono l’uno dall’altro (come i fratelli e i cugini).

Come si calcola il grado di parentela?

1. Nel caso di parenti in linea retta si contano le generazioni, escluso lo stipite. Per esempio, tra padre e figlio vi è un rapporto di primo grado perché c’è solo un passaggio tra i due. Invece tra nonno e nipote si ha un terzo grado di parentela (dal nonno al padre= 1mo grado; dal padre al nipote= 2ndo grado).

2. Nel caso di parenti in linea collaterale, si contano le generazioni sino allo stipite in salita, poi in discesa sino al parente, sempre escluso lo stipite. Per esempio, tra zia e nipote vi è un rapporto di terzo grado (dal nipote al genitore di questi=1mo grado; dal genitore ai nonni=2ndo grado; dai nonni all’altro figlio, ossia lo zio=3 grado).

Ecco un facile schema (oppure puoi scaricare la guida in pdf a cliccando qui)

PARENTELA AFFINITA’
   
Grado Rapporto di parentela Grado Rapporto di affinità
1 padre e madre
figlio o figlia
1 suocero o suocera del titolare
figlio o figlia del coniuge
2 nonno o nonna
nipote
(figlio del figlio o della figlia)
fratello o sorella
2 nonno o nonna del coniuge
nipote
(figlio del figlio del coniuge)
cognato o cognata
3 bisnonno o bisnonna
pronipote
(figlia o figlio del nipote)
nipote
(figlia o figlio del fratello o della sorella)
zio e zia
(fratello o sorella del padre o della madre)
3 bisnonno o bisnonna del coniuge
pronipote
(figlio del nipote del coniuge)
nipote
(figlio del cognato o della cognata)
zio o zia del coniuge
 

Il grado della parentela è rilevante nelle diverse situazioni: di norma la parentela (se non diversamente specificato dalla legge) si ferma al sesto grado. In particolare, nel caso di successione legittima (in mancanza di testamento) possono diventare eredi i parenti sino al sesto grado e non quelli di grado più elevato. Solo in alcuni casi il codice civile parla di linea retta all’infinito (per il caso di incesto e di rappresentazione), ma è la natura umana a non consentire l’esistenza in vita contemporaneamente di infinite generazioni.

Il rapporto di parentela è dunque estremamente rilevante, oltre che per gli impedimenti al matrimonio, in tema di successioni, ma conta anche in materia di prestazioni di alimenti a chi si trovi in stato di bisogno, in relazione a persone incapaci e meritevoli di protezione (ad esempio per promuovere la domanda di interdizione, inabilitazione e amministratore di sostegno) e con riferimento ai diritti dei minori, compreso il loro affidamento nel caso in cui i genitori non siano in grado di tenerli con sé.

Da sottolineare poi come il rapporto fra marito e moglie viene definito “rapporto di coniugio e non di parentela.

Affinità

Tra un coniuge e i parenti dell’altro si costituisce invece il rapporto giuridico dell’affinità (nello stesso grado della parentela del coniuge). Normalmente l’affinità non cessa con la morte del coniuge da cui deriva, ma cessa con l’annullamento del matrimonio: gli impedimenti matrimoniali permangono, ma il tribunale può autorizzare il nuovo matrimonio fra affini nel caso in cui il precedente matrimonio sia stato dichiarato nullo. Nessun rapporto giuridico lega i parenti di un coniuge ai parenti dell’altro.

Io e mia moglie aiutavamo economicamente sua madre. Ora ci siamo separati: sono obbligato ad aiutare ancora la suocera?

L’obbligo potrebbe sorgere da una formale richiesta di alimenti da parte della suocera, dato che il genero si trova al quarto posto fra gli obbligati dopo coniuge, figli e nipoti, genitori e nonni. Per il Codice civile [1] l’obbligo di alimenti fra affini cessa quando la persona che ha diritto a riceverli passa a nuove nozze e quando il coniuge da cui deriva l’affinità sia morto e non ci siano in vita figli o nipoti nati da quella unione. Il divorzio, invece, non fa venir meno l’affinità e quindi l’obbligo alimentare. Separazione e divorzio potrebbero rilevare ai fini della quantificazione dell’assegno, andando a mutare un precedente assetto economico e comunque per determinare le condizioni economiche dell’obbligato.

note

[1] Art. 434 cod. civ.

Autore immagine: 123rf.com

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1 Commento

  1. la zia di mia moglie , sorella di sua madre ha lasciato in eredità al 50% mia moglie e il 50% a me suo marito – conclusione : mia moglie è nipote buona io suo marito che grado di parentela ho nei confronti della zia . grazie mille.

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