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Articolo 21 Cost.: il lato nascosto della libertà di pensiero

4 Luglio 2021 | Autore:
Articolo 21 Cost.: il lato nascosto della libertà di pensiero

Articolo 21 della Costituzione: cosa dice davvero. 

Quando è nato mio figlio ho iniziato a scrivergli un diario, giorno dopo giorno, in cui descrivevo le mie emozioni, le sue reazioni, la nostra vita insieme. Un po’ perché non si sa mai cosa ti destina la vita e magari non vivi abbastanza per dire a tuo figlio tutto ciò che vorresti dirgli affinché cresca sano e con buoni principi. Ma soprattutto mi interessava che capisse un giorno perché in determinati momenti della sua infanzia ed adolescenza mi sono comportato in un determinato modo. 

Cioè mi interessava che tra me e lui si appiattisse quanto più possibile il salto generazionale, quel gradino che fa sì che puntualmente i figli non capiscano le ragioni dei genitori e i genitori non comprendano il mondo dei figli.

Perché succede a tutti che, quando si giudica il pensiero di un’altra  persona, non si riflette mai su cosa c’è dietro quel pensiero: le esperienze, la storia, le paure, le intenzioni e gli scopi di quella persona. 

Pretendiamo di giudicare il modo di pensare degli altri in modo oggettivo, ma in verità si tratta solo di un diverso modo “soggettivo” di pensare, filtrato cioè dal nostro io: dalle nostre esperienze, dalla nostra storia, dalle nostre paure, dalle nostre intenzioni e dai nostri scopi. 

Eppure, tutto ciò è molto curioso: ci riteniamo persone democratiche, aperte, libere di pensiero e tolleranti. Se chiedi a qualcuno se è a favore della libertà di pensiero cosa vuoi che ti risponda? Certamente di sì.

Ma sappiamo che, nei fatti, non è così. 

Immaginiamo di poter vedere, per miracolo, attraverso la pelle delle persone, tutto ciò che c’è sotto. Cosa vedremmo? Un ammasso di ossa, tendini, muchi, liquami, sangue, escrementi e tante altre cose poco piacevoli. Le persone che prima ci apparivano affascinanti ed irresistibili ci farebbero subito ribrezzo. 

Funziona così anche coi pensieri: diciamo di rispettare la libertà di espressione, ma quando veniamo a conoscenza del pensiero altrui subito ci inorridisce e lo ripudiamo. Assurdo. 

Ora, immaginate che succeda pressappoco quello che descriveva Russell. Un bel giorno, ci viene dato per magia il potere di leggere nel pensiero degli altri. Cosa succederebbe nell’immediato? Suppongo che la prima conseguenza sarebbe la fine di tutte le amicizie. Tutti verrebbero a sapere delle opinioni altrui che, legittime o meno, non accetteremmo mai. Immaginate di scoprire che la vostra migliore amica vi considera un tirchio o che il vostro amico del cuore vi ritiene un egoista. Non vi soffermereste sul fatto che, nonostante quel che pensa di voi, è ancora lì accanto a voi e vi vuole bene. Non accettereste il suo punto di vista. E anzi lo scambiereste per ipocrita. Insomma, gli amici, le coppie, gli sposi, i fratelli, le sorelle.. tutti si lascerebbero e vivrebbero come isole. 

Ma la seconda conseguenza di ciò sarebbe eccellente: poiché un mondo senza amicizie apparirebbe a tutti intollerabile, impareremmo così ad accettare l’altrui pensiero, senza bisogno di celare a noi stessi, sotto il velo dell’illusione, che non ci giudichiamo in maniera reciproca assolutamente perfetti.  

La verità allora è che siano tutti ipocriti. Ci interessano le opinioni degli altri solo nella misura in cui siano uguali alle nostre. 

Volete una prova? Fate questo esperimento. Riunite un gruppo di amici e stabilite un argomento che vi interessa – che ne so… la politica, il calcio, la musica, il lavoro. Dopodiché fateli parlare, fate dire loro cosa pensano e tenetevi stretto un bel bavaglio attorno alla bocca. Impegnatevi a non dire nulla fino alla fine della serata. Due ore ad ascoltare soltanto. Ve lo dico io come vi sentireste? Soffrireste in modo incredibile. E ciò perché, più che ascoltare ciò che pensano gli altri, siamo interessati a dire ciò che pensiamo noi. 

Eppure, Dio ci ha dato due orecchie e una sola bocca proprio per ascoltare di più e parlare di meno. 

Ora voi direte: ma perché un avvocato sta facendo tutte queste parole, questi esperimenti sociali?

Ragazzi, la legge vive dappertutto intorno a noi, come “la forza” che – insegnava Obi Wan Kenobi – vive attorno a noi, in ogni cosa che diciamo e facciamo. 

Ecco che allora arriviamo alla legge di tutte le leggi. La Costituzione. L’articolo 21 della Costituzione dice che tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

Liberi di pensare, liberi di pensare diversamente da voi. E non solo di pensarlo – perché è qui che vi voglio – ma anche di esprimere questo pensiero.

Eppure, non c’è più una persona che sappia discutere. Sui social è solo odio, dappertutto c’è solo antagonismo.

Prendiamo la questione vaccini. Io mi chiedo: perché i no-vax odiano quelli che si fanno il vaccino? Nei post si legge così tanto astio da non comprenderne la ragione. In fin dei conti, non gliene dovrebbe fregare nulla se quelli – a loro giudizio – dovessero andare incontro a dei rischi.

E invece no: se ne fa una ragione di affermazione del proprio «io», perché quello che dico io è meglio di ciò che dici tu. E per il resto non mi interessa se tu dovresti avere la libertà di esprimerti e di autodeterminarti come uomo libero, così come lo sono io. 

Prendiamo la politica: perché se non la penso come te, sono per forza uno scemo, un venduto, un corrotto o uno che vuole la rovina dell’Italia? 

Ora vi dico una cosa che non tutti sanno. 

L’articolo 21 della Costituzione – il tanto esaltato articolo 21, quello sulla libertà di parola – contiene una parte nascosta. Sì, questa parte nessuno la conosce. Non è scritta, o meglio è stata scritta con la penna magica. Ora ve la svelo.

È vero: c’è innanzitutto il diritto a manifestare il proprio pensiero. Ma dall’altro lato c’è un dovere: il dovere di rispettare il diritto di pensiero degli altri.

Quindi avere il diritto di parlare significa avere il dovere di lasciar parlare e di rispettare la parola altrui. 

C’è questa parte che non si vuole capire. Per ogni diritto c’è un dovere, come per ogni discesa c’è una salita.

Ma come diceva Marchionne, è vero che i diritti sono sacrosanti e vanno tutelati. Ma se continuiamo a vivere di soli diritti, di diritti moriremo. Dobbiamo riscoprire i doveri, perché è da quelli che parte ogni società civile.   

Dostoevskij diceva che la tolleranza arriverà ad un tale livello che alle persone intelligenti sarà vietato fare qualsiasi riflessione per non offendere gli imbecilli. E in questo ci ha fatto capire una cosa saggia: sono proprio gli imbecilli che non amano essere contraddetti. 

Da oggi in poi, quando vi darà fastidio che qualcuno la pensi in modo diverso da voi, e starete per rispondergli, in una chat o su un forum, pensate a Dostoevskij, che forse ne sapeva qualcosa in più di voi. Pensate che il fatto di non accettare un pensiero diverso dal vostro vi rende degli imbecilli.



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2 Commenti

  1. Io non odio quelli che si fanno il vaccino, capisco che sono stati terrorizzati, ma sono loro che vorrebbero mettermi in galera, in isolamento, solo perchè non voglio rendermi complice di questa grande truffa economica. E se Dostojevski diceva che ” la tolleranza arriverà ad un tale livello che alle persone intelligenti sarà vietato fare qualsiasi riflessione per non offendere gli imbecilli.” ammetteva l’esistenza degli imbecilli. Siamo arrivati al punto che bisogna dare ragione agli imbecilli, bisogna proteggere i criminali…ecco quale è la società di oggi.

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