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Pensione di vecchiaia: cumulo

7 Ottobre 2021 | Autore:
Pensione di vecchiaia: cumulo

Possibilità di ottenere il trattamento pensionistico di vecchiaia per chi ha contributi accreditati in più gestioni.

Sei vicino all’età pensionabile, ma possiedi contributi accreditati presso gestioni previdenziali diverse ed hai paura di non riuscire ad ottenere la pensione? Non vuoi utilizzare la totalizzazione dei contributi, perché questa possibilità di sommare i versamenti di casse diverse comporta il calcolo interamente contributivo, ma non vuoi nemmeno utilizzare la ricongiunzione, perché è un’operazione con un costo elevato?

Forse non sai che puoi ottenere la pensione di vecchiaia in cumulo. Il regime di cumulo [1] consente, proprio come la totalizzazione, di ottenere la pensione sommando gratuitamente gli accrediti presenti presso gestioni previdenziali diverse. A differenza della totalizzazione, però, presso le gestioni Inps il cumulo non comporta il ricalcolo contributivo del trattamento pensionistico (la totalizzazione non comporta il ricalcolo contributivo, presso le casse amministrate dall’Inps, soltanto qualora l’interessato ottenga il diritto ad un’autonoma pensione).

Il cumulo, a differenza della ricongiunzione, non comporta oneri. Va in ogni caso sottolineato che la ricongiunzione, per quanto riguarda l’importo del trattamento pensionistico, può risultare più vantaggiosa del cumulo, in quanto i contributi confluiscono presso un’unica gestione e sono valutati come se fossero stati da sempre accreditati presso la cassa di destinazione.

Attraverso il cumulo è possibile ottenere la pensione di vecchiaia, la pensione anticipata, la pensione di inabilità ed ai superstiti.

Ma con quali requisiti si ottiene la pensione di vecchiaia in cumulo? Ci si domanda, in particolare, se siano sufficienti i requisiti previsti per la pensione di vecchiaia ordinaria [2] presso la generalità delle gestioni previdenziali Inps, cioè 67 anni di età e 20 anni di contributi (15 in rare eccezioni), oppure se sia necessario soddisfare condizioni differenti, considerando che, dal 2017 [3], è possibile cumulare anche i versamenti accreditati presso le casse professionali.

Osserviamo quali sono i requisiti richiesti per il trattamento pensionistico di vecchiaia in regime di cumulo e facciamo il punto della situazione.

Condizioni per richiedere il cumulo

Il cumulo deve riguardare tutti e per intero i contributi presenti nelle gestioni previdenziali alle quali il lavoratore è o è stato iscritto: non è consentito cumulare solo parte dei contributi, quindi non è possibile escludere una o più casse di previdenza dall’operazione, comprese le gestioni dei liberi professionisti.

In ogni caso, per verificare i periodi utili al diritto alla pensione, si sommano i periodi non coincidenti: in altre parole, lo stesso periodo non può essere contato due volte, se sono presenti due o più rapporti di lavoro o più attività lavorative.

Per beneficiare del cumulo, poi, l’interessato non deve essere già titolare di una pensione autonoma erogata da una delle gestioni coinvolte nel cumulo stesso. Non precludono l’operazione, invece:

  • il solo diritto ad autonoma pensione, qualora la prestazione economica non sia ancora stata liquidata;
  • la titolarità di una pensione ai superstiti;
  • la titolarità di una pensione erogata da un fondo diverso dalle gestioni potenzialmente coinvolte nel cumulo;
  • la titolarità di una pensione erogata da un ente previdenziale estero.

Il cumulo non è inoltre consentito se:

  • l’interessato ha richiesto e accettato la ricongiunzione dei contributi, cioè se ha già effettuato il pagamento della prima rata oppure l’intero pagamento dell’onere di ricongiunzione;
  • l’interessato è titolare di un assegno ordinario di invalidità, in quanto questo trattamento è assimilato a una pensione autonoma [3].

Requisiti per la pensione di calcolo in regime di cumulo

Per ottenere la pensione di vecchiaia in regime di cumulo, oltre alle condizioni esposte, il lavoratore deve soddisfare i seguenti requisiti:

  • aver compiuto i 67 anni di età (il requisito sarà valido, presso la generalità delle gestioni amministrate dall’Inps, almeno sino al 31 dicembre 2022);
  • qualora l’interessato sia iscritto presso una cassa professionale, aver compiuto l’età pensionabile, se più elevata, richiesta presso la gestione previdenziale d’iscrizione: presso la cassa dei medici (Enpam), ad esempio, sono richiesti 68 anni, presso la cassa degli psicologi (Enpap) sono richiesti 65 anni; qualora il requisito anagrafico sia inferiore, si deve attendere l’età pensionabile prevista presso le gestioni Inps;
  • possedere, tra tutte le gestioni previdenziali d’iscrizione, almeno 20 anni di contributi non coincidenti, o il requisito più severo previsto dalla cassa professionale; le casse dei medici e degli psicologi, ad esempio, richiedono un minimo di 5 anni di contribuzione, mentre la cassa degli ingegneri (Inarcassa) ne richiede 34;
  • possedere gli ulteriori requisiti, diversi da quelli di età ed anzianità contributiva, previsti dai rispettivi ordinamenti per l’accesso alla pensione di vecchiaia.

Che cosa succede se l’età pensionabile presso la cassa professionale è più elevata?

Qualora il lavoratore, libero professionista, abbia richiesto la pensione di vecchiaia in regime di cumulo, ma la gestione previdenziale di categoria preveda un’età pensionabile superiore a 67 anni (attuale età pensionabile prevista presso le gestioni Inps):

  • deve essere dapprima liquidata la quota di pensione a carico dell’Inps;
  • successivamente, al perfezionamento del requisito di età previsto dalla cassa di categoria, è liquidata l’ulteriore quota di trattamento.

Per questo motivo si parla, in relazione alla pensione di vecchiaia in regime di cumulo, di “fattispecie a formazione progressiva”: il trattamento è infatti liquidato in due tempi.

Che cosa succede se l’età pensionabile presso la cassa professionale è più bassa?

Nell’ipotesi in cui l’età pensionabile prevista dalla cassa di categoria sia inferiore rispetto all’età prevista presso le gestioni amministrate dall’Inps, è necessario attendere il perfezionamento dell’età pensionabile presso le gestioni pubbliche per ottenere la liquidazione del trattamento

Non è dunque prevista, in questo caso, la liquidazione della pensione in due tempi

Che cosa succede se la cassa professionale richiede oltre 20 anni di contributi?

Il requisito contributivo richiesto per la pensione di vecchiaia in regime di cumulo è normalmente pari a 20 anni (da raggiungere computando la contribuzione di tutte le casse), a meno che l’ente previdenziale privato o privatizzato non preveda un requisito superiore.

In base alle indicazioni del ministero del Lavoro [4], qualora l’interessato raggiunga 20 anni di contribuzione, ma non raggiunga il requisito contributivo più elevato previsto dalla cassa professionale, sono dapprima liquidate le quote di pensione maturate presso le gestioni Inps. Successivamente, una volta raggiunto il requisito contributivo richiesto, può essere liquidata la quota maturata presso la gestione previdenziale di categoria.

Bisogna però considerare che alcune casse professionali interpretano in modo diverso la legge sul cumulo [1] e bloccano l’intera pratica di pensione, comprese le quote Inps, sino a che non si raggiunge il requisito contributivo minimo disposto dal regolamento della gestione previdenziale di categoria.

Per approfondire: Guida al cumulo della pensione.


note

[1] Art.1, Co. 239 e ss., L. 228/2012.

[2] Art. 24 Co. 10 DL 201/2011.

[3] Messaggio Inps 24536/2006.

[4] Ministero del Lavoro, nota 13919/2017.

Autore immagine: pixabay.com


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