Diritto e Fisco | Articoli

Le multe stradali

4 Luglio 2021
Le multe stradali

Rimedi, suggerimenti ed eccezioni che possono servire per fare ricorso e annullare le multe stradali.

Se le multe stradali sono la più comune violazione commessa dagli italiani, un po’ è colpa degli automobilisti irrispettosi delle regole, un po’ dei Comuni eccessivamente ligi alle regole quando si tratta di fare cassa. 

Per i collezionisti seriali di multe, c’è però una buona notizia: debiti di questo tipo si prescrivono in breve tempo (5 anni) e, soprattutto, non vanno mai in successione. Questo significa che gli eredi non devono pagare le multe e le cartelle esattoriali per multe non pagate dal defunto.

Difendersi dalle multe stradali, per quanto possibile, è spesso antieconomico: gli importi, infatti, non sempre giustificano il ricorso al giudice (che è a pagamento).

È vero, esiste anche la possibilità di fare ricorso al Prefetto che è gratuito ed è immediato ma, trattandosi di un organo della Pubblica Amministrazione, non è dotato della stessa imparzialità di un magistrato.

Nonostante ciò, esiste una giurisprudenza copiosa in materia di multe stradali che, nell’accogliere o respingere le tesi degli automobilisti, non fa altro che suggerire indirettamente quali sono i più ricorrenti motivi da sollevare contro un verbale della polizia. Ecco le istruzioni più importanti da tenere in considerazione.

Pagare subito una multa stradale conviene?

Non appena si riceve una multa stradale sorge sempre il dubbio se pagare subito – e, seppur a malincuore, dimenticarsi del debito – o rinviare il problema. Chi paga nei primi 5 giorni ottiene uno sconto del 30%. Chi invece paga entro i primi 60 giorni deve versare tutto l’importo indicato nel verbale. Chi invece lascia trascorrere anche i 60 giorni, paga un importo pari quasi al doppio. Difatti, quella riportata sul verbale è solo la multa in misura ridotta. Invece, dal sessantunesimo giorno in poi bisogna pagare l’importo in misura piena. E non solo: ogni sei mesi, scattano gli interessi pari al 10% della sanzione. 

I guai non finiscono qui. Se non riceve neanche questo pagamento, il Comune incarica l’Esattore affinché riscuota tali somme. E la riscossione avviene quasi sempre, previa notifica della cartella di pagamento, tramite un fermo al veicolo e/o il pignoramento dei beni del debitore (ad esempio, il conto corrente, il quinto dello stipendio o della pensione).

Mi è arrivata una seconda multa anche se avevo già pagato: perché?

Non succede di rado che, dopo aver pagato la multa, si riceva un secondo e più salato verbale. Come mai? Tutte le volte in cui la multa comporta la decurtazione dei punti della patente e viene elevata senza contestazione immediata all’automobilista (quindi con spedizione del verbale a casa), è obbligo del proprietario del veicolo, nei 60 giorni successivi, fornire alla polizia i dati dell’effettivo conducente (nome, cognome, residenza, numero di patente). Ciò al fine di sottrarre solo a quest’ultimo i punti per la violazione.

Tuttavia, tale adempimento viene spesso dimenticato; oppure, si è portati a ritenere che, pagando subito o facendo ricorso, non si sia tenuti a inviare la comunicazione. Invece, non è così. La comunicazione deve essere inoltrata anche quando il trasgressore è lo stesso titolare del mezzo. In caso contrario, arriva un’ulteriore sanzione amministrativa da 282 a 1.142 euro.

È possibile non farsi togliere i punti dalla patente?

Come abbiamo appena detto, quando la multa viene elevata in modalità differita (senza cioè contestazione immediata al momento della violazione), è obbligo del titolare del mezzo comunicare all’organo accertatore i dati dell’effettivo conducente al fine della decurtazione dei punti dalla sua patente.

Quando però il conducente è anche il proprietario del mezzo, per questi si pone una scelta: o comunica i dati della propria patente e così subisce il taglio dei punti, oppure non invia la comunicazione, in tal caso subendo l’ulteriore multa. In pratica, è possibile “barattare” i propri punti con la seconda sanzione. Certo, però, sarebbe più economico a volte frequentare dei corsi di recupero dei punti.

C’è un’ultima soluzione offerta dalla giurisprudenza. Secondo la Cassazione, non è tenuto a fornire i dati del conducente chi, per una valida ragione, non è in grado di ricordare a chi abbia prestato l’auto. E ciò può succedere quando, ad esempio, una famiglia numerosa possiede un solo veicolo o quando il mezzo, intestato a una persona anziana, viene da questa prestata ai vari figli affinché la trasportino. O quando si tratta di un mezzo aziendale, condiviso da più collaboratori e dipendenti. 

A tal fine, però, è sempre necessario comunque comunicare alla polizia, nei termini, di non essere in grado di risalire all’effettivo conducente e dare dimostrazione documentale delle proprie ragioni.

Come si fa ricorso contro una multa?

Chi vuol impugnare la multa e sperare nel suo annullamento ha due strade.

La prima è quella del giudice di pace. Bisogna presentare un ricorso (anche spedendolo via posta) entro 30 giorni dal ricevimento della multa. Non è necessaria l’assistenza di un avvocato ma bisogna conoscere bene le regole di procedura. È necessario pagare il contributo unificato, la tassa di accesso alla giustizia, che varia in base all’entità della multa e che parte da un minimo di 43 euro.

Bisognerà poi partecipare alle udienze e fornire la prova delle proprie ragioni.

Il giudice di pace può accogliere il ricorso, e annullare la multa, oppure rigettarlo e, in tal caso, confermare lo stesso importo del verbale.

La seconda strada è quella del ricorso al Prefetto che invece è gratuito. Anche in questo caso, bisogna presentare un ricorso scritto, ma i termini sono più ampi: ci sono 60 giorni dalla notifica della multa. Il ricorso può essere spedito direttamente al Prefetto oppure all’organo che ha elevato la contravvenzione (ad esempio, la polizia). 

Se il Prefetto rigetta il ricorso, condanna l’automobilista a pagare la multa in misura piena (quindi, per un importo pari quasi al doppio di quanto riportato sul verbale). Nei successivi 30 giorni è però possibile fare ricorso al Giudice di Pace.

Si tenga conto tuttavia che, in caso di silenzio del Prefetto, il ricorso si considera accolto e la multa annullata. È tuttavia necessario che decorrano almeno 210 giorni se il ricorso è stato spedito direttamente alla Prefettura oppure 180 giorni se il ricorso è stato spedito all’organo accertatore. 

Attenzione: i termini per fare ricorso, nel caso della multa per divieto di sosta, iniziano a decorrere non da quando si trova il verbale sul parabrezza ma da quando lo stesso viene spedito successivamente a casa (adempimento obbligatorio se l’automobilista non paga subito). La presenza del verbale sul tergicristallo consente di pagare subito la sanzione senza l’aggravio delle spese di notifica.

Chi ha già pagato la multa può fare ricorso?

Non si può fare ricorso contro una multa stradale dopo averla pagata. Per questa ragione prima di procedere al pagamento è bene riflettere attentamente se conviene pagare entro 5 giorni con lo sconto del 30% oppure avanzare il ricorso.

Tuttavia, quando la multa viene inviata sia al proprietario del mezzo che all’effettivo conducente (per la decurtazione dei punti), il fatto che il primo abbia pagato non impedisce al secondo di fare ricorso. 

Ci si può rifiutare di firmare il verbale?

Potrebbe succedere che la polizia fermi il conducente nel momento stesso dell’infrazione. In questi casi, gli consegna il verbale e lo invita a firmare per ricevuta. 

Chi firma però non fa una dichiarazione di responsabilità e può sempre fare ricorso. 

Non firmare resta comunque un diritto del conducente. L’unica conseguenza sarà però che la multa verrà spedita a casa e, alla sanzione amministrativa, si aggiungeranno anche le spese postali. 

Entro quanto tempo deve arrivare una multa?

Se non è avvenuta la contestazione immediata al momento dell’infrazione, la multa deve essere spedita – presso la residenza del proprietario dell’auto – entro massimo 90 giorni dal giorno dell’infrazione. Questo vale anche per chi è stato “pizzicato” dall’autovelox o dal tutor, indipendentemente quindi dal fatto che la foto sia stata analizzata dalla polizia in un momento successivo. 

Conta la data di spedizione della raccomandata (che deve appunto intervenire entro il novantesimo giorno) e non quello di ricevimento della busta da parte del destinatario.

Chi però riceve la multa dopo i 90 giorni deve comunque presentare ricorso per farla annullare; diversamente, il verbale si sana e diventa definitivo.

Dopo quanto tempo scade una multa?

Il termine di prescrizione delle multe è di 5 anni. Pertanto, se dopo aver ricevuto il verbale non si riceve alcun sollecito o se dopo la notifica della cartella esattoriale non si subisce alcuna azione esecutiva, il debito decade.



Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

2 Commenti

  1. Il Prefetto non è dotato della stessa imparzialità di un magistrato? A me sembra che tra titolari ed onorari (G.dP.) c’è sempre una tendenza corporativista verso la P. A., anche solo come generico Operatore di pubblico servizio.
    I G.dP. danno qualche contentino solo sui cavillami per mantenere attivo il settore ma non concepiscono che Gestori e Tutori debbano anch’essi rispettare le “regole”. Come accettare un ricorso per omissione del fermo rigettando l’illegalità del limite, non mi è parso imparziale neanche quel GIP che pur avendo raccolto la documentazione, non ha accolto un esposto per una mattanza operata con un limite molto restrittivo posto con ordinanza risalente a 12 anni prima per lavori sulla pavimentazione, autorizzata (sulla fiducia) dal Prefetto e con gli Agenti che operavano il servizio (come dite voi “di cassa”) che si appostavano proprio dietro il cartello. Anche in questo caso l’unico effetto fu l’immediatezza di nuova Ordinanza con limite legale o più umano ma dal Vigile al Prefetto, nessuno ha violato qualcosa. Cosa intendete voi per imparzialità?

  2. Salve,
    Complimenti per le informazioni, molto utili che date.
    Io mi sono ritrovata a dover acquistare un’auto nuova,e scopro che ho tanti ” Fermi ammistrativi”, che risalgono a più di 9 anni fa’, oltretutto ho il permesso per DISABILI, essendo invalida al 100%, i vigili urbani hanno sempre avuto la targa della macchina,nel riguardare la documentazione, molte sono state annullate dalla centrale dei vigili urbani,ma hanno continuato a portare avanti il tutto, ho fatto ricorsi al giudice di Pace,ed aveva annullato varie multe,da premettere che sono tutte,SIRIO CHE ERA STATO Modificato a finché il comune, incassasse , soldi…MAI NEX MULTA PER OMISSIONI DEL CODICE DELLA STRADA.
    ADESSO MI RITROVO AD AVERE ANCORA L’AUTO CON I FERMI AMMINISTRATIVI,PAGO L’ASSICURAZIONE,ETC…E NATURALMENTE LA NUOVA.
    HO DATO TUTTO IN MANO ALL’AVVOCATO, MA CI STA’METTENDO TROPPO TROPPO TEMPO PER RISOLVERE IL PROBLEMA, CHE SAREBBE DOVUTO GIÀ ESSER STATO RISOLTO.
    COSA POSSO FARE PER CHIUDERE QUESTA SITUAZIONE, DOVE ONESTAMENTE, SONO TUTTE DA PARTE DI SIRIO, PERMESSO DISABILI,E PIÙ DI NOVE ANNI FA’…
    GRAZIE MILLE.
    IN ATTESA DI UNA SOLLECITA RISPOSTA,
    PORGO I MIEI PIÙ DISTINTI E CORDIALI SALUTI.
    Antonella Messina

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube