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Ferie quando chiederle

7 Ottobre 2021 | Autore:
Ferie quando chiederle

A quante giornate di vacanza ha diritto ogni anno il dipendente? Quale preavviso per richiederle?

Dopo un anno di intenso lavoro, sei piuttosto stanco: vorresti prenderti un paio di settimane di vacanza, ma appena si tocca l’argomento il tuo capo si adira, c’è sempre troppo da fare e non può permettersi di far riposare nessuno. Ora l’estate è già inoltrata, l’azienda non chiude mai, ma tu sei arrivato al punto di non riuscire più a lavorare: devi “staccare” assolutamente, ma temi che sia troppo tardi per chiedere delle settimane libere. Se il dipendente ha bisogno delle ferie, quando chiederle? Ti domandi, in particolare, se esiste un preavviso minimo da fornire al datore di lavoro per beneficiare delle ferie.

Devi sapere che la legge non prevede un preavviso determinato per richiedere le ferie, ma dispone soltanto che il datore di lavoro debba comunicare preventivamente al dipendente il periodo stabilito per il godimento delle ferie [1]: le giornate di vacanza devono essere concordate tra datore di lavoro e lavoratore, tenendo conto delle esigenze di entrambi.

La contrattazione collettiva, anche di secondo livello, può comunque prevedere un preavviso minimo; anche il contratto individuale può disporre il preavviso per ferie.

Non sono poche, tra l’altro, le aziende che predispongono dei piani ferie: questo accade per evitare favoritismi nella concessione delle giornate libere, nonché per consentire ai lavoratori la fruizione delle ferie nella misura minima prevista dalla legge.

Se è previsto un preavviso per ferie, ciò comporta che la richiesta tardiva di andare in vacanza sia automaticamente respinta? In altri termini, se non hai fornito un minimo di preavviso al datore di lavoro non puoi più chiedere le ferie? Non sempre: innanzitutto, devi considerare che datore e lavoratore possono sempre accordarsi per la fruizione delle ferie (tieni presente, comunque, che il datore di lavoro ha sempre l’ultima parola in capitolo e potrebbe persino richiamarti dalle ferie, in caso di urgenza).

In secondo luogo, il datore di lavoro deve assicurare al dipendente di beneficiare delle ferie nella misura minima prevista dalla legge: in caso contrario, è esposto a pesanti sanzioni.

Chi decide le ferie?

Nella generalità dei casi, le ferie sono decise di comune accordo tra datore di lavoro e lavoratore, anche avvalendosi di un piano ferie messo a disposizione dall’azienda. Il lavoratore, anche se è molto stanco e non ha fruito delle ferie nella misura minima prevista dalla legge e dalla contrattazione collettiva, non può mai mettersi in ferie di testa propria.

Il datore di lavoro, invece, può scegliere l’esatta collocazione del periodo di ferie del dipendente anche senza accordo, purché:

  • tenga conto delle esigenze del lavoratore;
  • assicuri il godimento del periodo minimo di 2 settimane di ferie previsto dalla legge nell’anno di maturazione o del maggiore periodo stabilito dal contratto collettivo;
  • assicuri che il restante periodo di ferie sia goduto entro i successivi 18 mesi dall’anno di maturazione, salvo diversa previsione del contratto collettivo;
  • fornisca un congruo preavviso.

Quante ferie maturano ogni anno?

Ogni anno, per il lavoratore dipendente, maturano quattro settimane di ferie: questo è quanto previsto dal decreto sull’orario di lavoro [2], che si applica alla generalità dei lavoratori subordinati. Il contratto collettivo può prevedere delle giornate aggiuntive rispetto al minimo di quattro settimane.

Le ferie maturano in ratei mensili: un mese si considera totalmente lavorato, quindi completamente utile ai fini delle ferie, se risultano almeno 15 giornate di lavoro o assimilate (giornate nelle quali si sono verificate delle assenze tutelate).

Entro quando vanno fruite le ferie?

Le ferie devono essere fruite, in base alle previsioni del decreto sull’orario di lavoro:

  • durante l’anno di maturazione, nella misura minima di due settimane;
  • entro i 18 mesi successivi all’anno di maturazione, per quanto riguarda le settimane residue; il contratto collettivo può prevedere un termine differente, anche più lungo, purché non sia pregiudicata la finalità fondamentale delle ferie, ossia quella di recupero psicofisico del lavoratore.

Ferie senza preavviso

Abbiamo osservato che il datore di lavoro è obbligato a far fruire le ferie al dipendente entro tempistiche determinate. In merito al preavviso per ferie, dunque, puoi sicuramente richiedere le giornate di vacanza, senza largo anticipo, nell’ipotesi in cui tu non abbia potuto godere delle ferie nella misura minima prevista dalla legge o dal tuo contratto collettivo.

Vero è che il datore di lavoro potrebbe non dar seguito alla tua richiesta, oppure differire il godimento delle ferie per esigenze aziendali: tuttavia, se le disposizioni sul godimento delle ferie risultano non rispettate, sinché la situazione non si mette in regola, il datore è esposto a severe sanzioni. Pertanto, potrebbe avere interesse ad accontentare la tua richiesta di andare in vacanza anche se il preavviso fornito è poco prima.

Ferie urgenti

Sei molto stanco, non benefici delle ferie da tantissimo tempo ma il datore di lavoro non ne vuole sapere di mandarti in vacanza, perché l’azienda è sempre “in emergenza”?

In questo caso, come già esposto, non puoi metterti in ferie senza l’accordo col datore di lavoro. Tuttavia, se le tue condizioni psicofisiche sono tali da non consentirti di lavorare, puoi beneficiare di assenze per malattia. Deve essere il tuo medico curante a deciderlo: se, dopo una visita accurata, il medico dovesse riscontrare che non sei in grado di svolgere la tua attività lavorativa a causa di una patologia, redigerà un certificato di malattia, che invierà telematicamente all’Inps. In pratica, ti assegnerà delle giornate di riposo, sino a che, secondo il suo parere professionale, non sarai in grado di riprendere l’attività.

Attenzione, però: una volta in malattia, dovrei restare, nelle fasce orarie prestabilite, nel tuo domicilio a disposizione per la visita fiscale da parte del medico dell’Inps, che dovrà verificare il tuo stato di salute. Quindi, se sei stato messo in malattia dal medico perché non temporaneamente in grado di svolgere l’attività lavorativa, non puoi andartene in vacanza. Per saperne di più leggi: Guida alla visita fiscale.


note

[1] Art.2109 Cod. Civ.

[2] D.lgs. 66/2003.

Autore immagine: pixabay.com


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