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Qual è la differenza tra vitalizio e donazione?

8 Ottobre 2021 | Autore:
Qual è la differenza tra vitalizio e donazione?

Contratto fatto con spirito di liberalità: quali sono le sue caratteristiche? Come funziona la rendita vitalizia e per quanto tempo dura?

Non tutti i regali sono disinteressati. A volte, ciò che può sembrare un semplice omaggio possiede in realtà uno scopo egoistico ben preciso. Ciò non significa che la prestazione sia illecita. Ad esempio, se un albergo offre ai propri clienti il servizio di trasporto in aeroporto lo fa perché ha interesse ad attirare la clientela; se un pianista si esibisce gratuitamente in un locale, potrebbe farlo perché interessato al ritorno pubblicitario di cui potrebbe beneficiare. In ambito giuridico, quando viene effettuata una prestazione a favore di un altro senza alcuno scopo ulteriore, cioè in modo assolutamente disinteressato, si parla di donazione. Con questo articolo ci occuperemo di uno specifico aspetto: vedremo cioè qual è la differenza tra vitalizio e donazione.

Sin d’ora possiamo dire che, mentre la donazione pura e semplice comporta un impoverimento del donante a favore di colui che riceve la prestazione, il vitalizio non è sorretto dalla stessa “generosità”. Di regola, infatti, il vitalizio è un contratto oneroso, nel senso che a fronte di una rendita si cede un proprio bene, mobile o immobile che sia.

Bisogna poi ricordare che esistono diversi tipi di vitalizi e che il Codice civile consente espressamente di istituire una rendita nelle forme della donazione. Qual è la differenza tra vitalizio e donazione? Se l’argomento ti interessa e vuoi saperne di più, prosegui nella lettura: troverai le risposte che cerchi.

Cos’è la donazione?

Secondo la legge, la donazione è il contratto col quale, per spirito di liberalità, una parte arricchisce l’altra, disponendo a favore di questa di un suo diritto o assumendo verso la stessa un’obbligazione [1].

La donazione è un contratto a tutti gli effetti, caratterizzato dall’impoverimento di chi lo compie e dall’arricchimento del beneficiario.

L’arricchimento può avvenire in due modi: attraverso il trasferimento di un diritto (ad esempio, della proprietà di un immobile) oppure dell’assunzione di un obbligo (di pagare un debito, di versare una somma di danaro, ecc.).

Donazione: caratteristiche

La donazione deve essere fatta obbligatoriamente per atto pubblico in presenza di due testimoni, sotto pena di nullità. L’accettazione può essere fatta nell’atto stesso o con atto pubblico posteriore. In questo caso, la donazione non è perfetta se non dal momento in cui l’atto di accettazione è notificato al donante. Prima che la donazione sia perfetta, tanto il donante quanto il donatario possono revocare la loro dichiarazione [2].

Esistono delle eccezioni a quanto appena detto: la donazione che ha per oggetto beni mobili di scarso valore è valida anche se manca l’atto pubblico, purché vi sia stata l’effettiva consegna delle cose [3].

In pratica, poiché sarebbe eccessivo recarsi presso un notaio per donare un piccolo oggetto (un telefonino, un orologio, un tablet, ecc.), la legge esonera da tale formalismo i piccoli regali.

Come si valuta la modicità della donazione? Ad esempio, mille euro potrebbero rappresentare tantissimo per un disoccupato e pochissimo per un milionario.

Secondo la legge, l’esiguità del valore del bene donato va valutata non solo prendendo in considerazione il valore intrinseco del bene, ma anche le condizioni economiche del donante: di conseguenza, la donazione avente ad oggetto un orologio costoso, se fatta da chi non ha reddito, potrebbe necessitare della forma dell’atto pubblico.

Obblighi del donatario

Anche in capo al donatario, cioè a colui che ha beneficiato della donazione, sorgono degli obblighi: uno su tutti, quello di prestare gli alimenti al donante [4]. Cosa significa?

Gli alimenti consistono in quella prestazione di natura assistenziale che determinati soggetti (in primis i familiari) devono alla persona che si trovi in difficoltà economiche tali da non poter provvedere al proprio sostentamento.

In caso di donazione, la legge dice che l’obbligo alimentare grava innanzitutto in capo al donatario con precedenza rispetto a tutti gli altri soggetti, perfino ai familiari: è chiaro che l’obbligo deriva dal debito di gratitudine che dovrebbe intercorrere tra donante e donatario.

Pertanto, nonostante lo spirito di liberalità che ha giustificato la donazione, il donatario potrebbe trovarsi costretto ad aiutare il donante qualora questi sia in condizione di estrema difficoltà economica e non possa provvedere da sé al proprio sostentamento. In questa ipotesi, il donatario dovrebbe corrispondergli quanto necessario almeno per il vitto e l’alloggio.

Vitalizio: cos’è?

Il Codice civile contempla la rendita vitalizia [5]. Si tratta di un contratto che consente a un soggetto (cosiddetto vitaliziato) di assicurarsi vita natural durante un’entrata economica.

Il vitaliziato è colui che beneficia della rendita; a fronte di tale utilità, però, il vitaliziato cede all’altra parte (il vitaliziante) un bene mobile o immobile, oppure una somma di danaro. Facciamo un esempio.

Tizio cede a Caio la sua casa, a fronte dell’obbligo di Caio di versargli mensilmente una somma di danaro per tutta la propria vita.

In pratica, la rendita vitalizia consiste nell’erogazione di una somma di denaro a rate periodiche al fine di soddisfare un bisogno durevole del creditore per tutta la durata della sua vita, a fronte della cessione di un bene o di un capitale.

Vitalizio: come si fa?

Il vitalizio è un contratto a tutti gli effetti; pertanto, sarà necessario l’accordo delle parti, cioè del vitaliziato e del vitaliziante. A seguito dell’accordo, il primo riceverà una rendita per tutta la vita, mentre il secondo otterrà un bene o una somma di danaro una tantum.

Il contratto di vitalizio deve stipularsi obbligatoriamente per iscritto. Un vitalizio pattuito oralmente sarebbe nullo.

Il vitalizio è altresì un contratto aleatorio, cioè rischioso per almeno una delle parti. E infatti, poiché la rendita va pagata per tutta la vita del vitaliziato, la morte improvvisa di questi potrebbe comportare uno squilibrio contrattuale di non poco conto. Facciamo un esempio.

Paolo cede la sua villa a Mario in cambio di una rendita vitalizia. Paolo, però, improvvisamente muore poco tempo dopo. Mario si trova quindi notevolmente arricchito dal contratto, in quanto ha ricevuto un bene di lusso in cambio di una rendita versata per poco tempo.

Secondo la legge, il vitalizio può essere costituito anche mediante donazione o testamento. Se il vitalizio è disposto con donazione, allora il vitaliziato non dovrà cedere nulla: sarà il donante/vitaliziante a impegnarsi, unilateralmente, a versargli una rendita senza ricevere nulla in cambio. Si tratterebbe, in questo caso, di un tipico esempio di donazione rappresentata dall’assunzione di un obbligo (quello di pagare la rendita al donatario).

Vitalizio e donazione: differenze

Quali sono le differenze tra vitalizio e donazione? È presto detto:

  • la donazione è caratterizzata dallo spirito di liberalità del donante, il quale arricchisce il donatario senza ricevere nulla in cambio (salvo l’obbligo alimentare, che però non equivale a una controprestazione vera e propria). Il vitalizio, invece, è un contratto corrispettivo, nel senso che sia il vitaliziato che il vitaliziante ricevono e danno qualcosa;
  • il vitalizio non necessita dell’atto pubblico a pena di nullità, salvo che non sia fatto per spirito di liberalità. In questo caso, si seguono le regole stabilite per la donazione;
  • la rendita vitalizia è un contratto aleatorio, poiché il vitaliziante non sa per quanto tempo dovrà versare la rendita (in quanto non può sapere con certezza quanto vivrà il vitaliziato);
  • la rendita vitalizia può essere costituita anche a favore di più persone. In questo caso, la parte spettante al beneficiario premorto va ad accrescere quanto spettante agli altri beneficiari in vita, a meno che non sia stato disposto diversamente.

Queste differenze vengono meno nel momento in cui la rendita vitalizia sia costituita mediante donazione. In questo caso, infatti, il donante si impegna per tutta la vita del donatario a pagargli periodicamente una determinata somma di danaro (una rendita, appunto). In pratica, il donante si assume un debito che durerà tutta la vita del donatario.


note

[1] Art. 769 cod. civ.

[2] Art. 782 cod. civ.

[3] Art. 437 cod. civ.

[4] Art. 783 cod. civ.

[5] Art. 1872 cod. civ.

Autore immagine: canva.com/


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