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Si può installare un’antenna privata sul tetto del condominio?

8 Ottobre 2021 | Autore:
Si può installare un’antenna privata sul tetto del condominio?

Cosa succede se l’impianto di ricezione radiotelevisiva comporta la modifica delle parti comuni? Serve il permesso dell’assemblea?

Quando si vive in condominio si è sempre in bilico tra ciò che si può fare e ciò che, invece, è proibito. Questo accade perché nell’edificio ci sono parti comuni (come l’androne, il cortile, le scale, l’ascensore, ecc.) e parti che sono di proprietà privata. Il condomino particolarmente coscienzioso potrebbe dunque farsi scrupolo di utilizzare un’area comune per i propri interessi. È proprio qui che si inserisce il quesito a cui andremo a rispondere: si può installare un’antenna privata sul tetto del condominio?

L’antenna serve per la ricezione del segnale della televisione terrestre, analogica o digitale che sia, emesso dalle stazioni emittenti di telediffusione. Si tratta pertanto di un impianto fondamentale per chi intende vedere la televisione non avvalendosi dello streaming di Internet. Il problema è che, per legge, il tetto rientra tra le parti comuni del condominio. Come comportarsi, dunque? Si può installare un’antenna privata sul tetto del condominio? Se l’argomento ti interessa e cerchi risposta a questo quesito, prosegui nella lettura: ti basteranno solo cinque minuti per sapere cosa fare.

Parti comuni in condominio: quali sono?

Come anticipato in apertura, il tetto rientra tra le parti comuni del condominio.

Le parti comuni in condominio sono quelle aree che appartengono a tutti i proprietari e che sono utili sia all’esistenza stessa del condominio sia al godimento dei beni individuali.

Per la precisione, secondo il Codice civile [1], salvo che il regolamento contrattuale non stabilisca diversamente, costituiscono parti comuni dell’intero condominio:

  • tutte le parti dell’edificio necessarie all’uso comune, come il suolo su cui sorge l’edificio, le fondazioni, i muri maestri, i pilastri e le travi portanti, i tetti e i lastrici solari, le scale, i portoni di ingresso, i vestiboli, gli anditi, i portici, i cortili e le facciate;
  • le aree destinate a parcheggio nonché i locali per i servizi in comune, come la portineria (incluso l’alloggio del portiere), la lavanderia, gli stenditoi e i sottotetti destinati, per le caratteristiche strutturali e funzionali, all’uso comune;
  • le opere, le installazioni, i manufatti di qualunque genere destinati all’uso comune, come gli ascensori, i pozzi, le cisterne, gli impianti idrici e fognari, i sistemi centralizzati di distribuzione e di trasmissione per il gas, per l’energia elettrica, per il riscaldamento ed il condizionamento dell’aria, per la ricezione radiotelevisiva e per l’accesso a qualunque altro genere di flusso informativo, anche da satellite o via cavo.

Parti comuni in condominio: si possono usare?

La risposta alla domanda se si può installare un’antenna privata sul tetto del condominio implicitamente pone un altro quesito: si possono usare le parti comuni?

Secondo il Codice civile [2], ciascun partecipante può servirsi della cosa comune, purché non ne alteri la destinazione e non impedisca agli altri partecipanti di farne parimenti uso secondo il loro diritto.

Insomma, chi si trova in condominio può senza dubbio servirsi del cortile, dell’ascensore, dell’androne, del lastrico solare e di ogni altra parte comune, purché:

  • non venga modificata la destinazione d’uso del bene (un cortile non può essere adibito a parcheggio, ad esempio);
  • non si impedisca agli altri di goderne allo stesso modo (ad esempio, non è possibile precludere l’accesso al cortile comune apponendo una catena all’ingresso).

Ad esempio, secondo la Corte di Cassazione [3], l’appoggio di una canna fumaria al muro comune perimetrale di un edificio condominiale individua una modifica della cosa comune che, seppur conforme alla destinazione della stessa, ciascun condomino può apportare a proprie spese, sempre che non impedisca l’altrui paritario uso, non rechi pregiudizio alla stabilità e alla sicurezza dell’edificio e non ne alteri il decoro architettonico.

Uso della cosa comune: limiti posti dal regolamento

Ai limiti all’uso della cosa comune sopra elencati si aggiungono quelli (eventuali) del regolamento di condominio.

Va subito detto che solamente un regolamento di natura contrattuale, cioè un regolamento approvato all’unanimità oppure inserito nell’atto di acquisto di tutti i proprietari, può derogare a quanto previsto dalla legge e imporre restrizioni particolari.

Ad esempio, secondo il regolamento, alcune parti che la legge considera normalmente comuni possono essere attribuite alla titolarità (o all’uso esclusivo) solamente di un condomino.

È il caso, ad esempio, del lastrico solare, il quale può essere concesso in esclusiva al proprietario dell’ultimo piano dell’edificio.

Da tanto deriva che, oltre ai limiti indicati nel precedente paragrafo, anche il regolamento potrebbe introdurne altri.

Antenna privata su tetto condominiale: si può installare?

Anche se il tetto è parte comune del condominio, il singolo condomino potrà installarvi la propria antenna privata, purché non arrechi danno e non pregiudichi la possibilità di fare altrettanto anche agli altri proprietari.

Proprio a proposito dell’installazione di un’antenna tv il Codice civile prevede un’apposita norma [4] in cui si stabilisce che le installazioni di impianti non centralizzati (cioè, non destinati a servire tutti i condòmini) per la ricezione radiotelevisiva e i relativi collegamenti fino al punto di diramazione per le singole utenze, sono realizzati in modo da recare il minor pregiudizio alle parti comuni e alle unità immobiliari di proprietà individuale, preservando in ogni caso il decoro architettonico dell’edificio.

Insomma, si può installare la propria antenna privata, nel rispetto della proprietà comune e senza arrecare danno al decoro architettonico, cioè all’estetica dell’edificio.

In pratica, chi vuole installare la propria antenna sul tetto condominiale, deve rispettare i seguenti limiti:

  • l’antenna deve recare il minor pregiudizio alle parti comuni e alle proprietà private;
  • non deve pregiudicare il libero uso della proprietà altrui secondo la sua destinazione d’utilizzo;
  • non deve impedire agli altri condomini di utilizzare il bene nello stesso modo;
  • deve preservare il decoro architettonico, la stabilità e la sicurezza dell’edificio;
  • non deve alterare la destinazione d’uso di tale bene.

Installazione antenna privata: serve il permesso dell’assemblea?

Solo nel caso in cui l’installazione dell’antenna tv renda necessarie alcune modifiche alle parti comuni, il condomino deve darne comunicazione all’amministratore indicando il contenuto specifico e le modalità di esecuzione degli interventi. Ad esempio, è possibile allegare una relazione peritale che illustri i lavori che occorre compiere sulle parti comuni del condominio.

A questo punto, l’amministratore convoca l’assemblea la quale, se ritiene che i lavori per l’installazione dell’antenna privata comportino modifiche troppo rilevanti, con il numero di voti che rappresenti la maggioranza degli intervenuti ed almeno i due terzi del valore dell’edificio, può prescrivere modalità alternative di esecuzione o imporre cautele a salvaguardia della stabilità, della sicurezza o del decoro architettonico dell’edificio.

Insomma, se l’installazione dell’antenna privata si presenta particolarmente impegnativa, tanto da comportare una modifica delle parti comuni, allora bisogna informare l’amministratore e sottoporre il progetto all’assemblea.

L’assemblea non può vietare l’installazione (a meno che non si pregiudichi il decoro architettonico o la stabilità dell’edificio), ma può imporre al singolo condomino di eseguire diversamente i lavori.


note

[1] Art. 1117 cod. civ.

[2] Art. 1102 cod. civ.

[3] Cass., sent. n. 25790 del 13 novembre 2020.

[4] Art. 1122-bis cod. civ.

Autore immagine: canva.com/


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