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Quanto tempo ho per restituire un prodotto?

5 Luglio 2021
Quanto tempo ho per restituire un prodotto?

Diritto di recesso o di ripensamento del consumatore e la possibilità di ottenere la restituzione del prezzo pagato: condizioni, termini, modalità.

Potresti scoprire, solo dopo aver effettuato un acquisto ed aver pagato il relativo prezzo, di non essere del tutto soddisfatto di ciò che hai comprato. Le motivazioni potrebbero risiedere in semplici valutazioni di opportunità o nella scarsa qualità dei materiali di cui si compone l’oggetto, senza necessariamente fondarsi su un vero e proprio difetto di produzione. In un’ipotesi del genere, ti porrai – come già molti prima di te – la seguente domanda: quanto tempo ho per restituire un prodotto? Esiste un diritto di ripensamento da esercitare nei confronti del venditore ed entro quanto tempo va esercitato? Si ha diritto alla restituzione dei soldi se l’oggetto è già stato aperto e utilizzato?  

La risposta varia a seconda che tu abbia comprato al negozio, su Internet o per il tramite di una televendita o magari presso lo stand di una fiera. Cerchiamo di fare il punto della situazione.

Prima però di stabilire quanto tempo c’è per restituire un prodotto, dobbiamo fare una precisazione importante. La legge attribuisce al «consumatore» una serie di diritti tra cui appunto – come vedremo a breve – il cosiddetto diritto di recesso. Tale diritto però spetta solo a patto che l’acquisto (non importa se di un bene o di un servizio) venga fatto nei confronti di un «professionista» ossia – secondo il significato dato dalla normativa a tale termine – di un’impresa o altro soggetto che svolge professionalmente tale attività. Detto in parole povere, il diritto di recesso non può essere esercitato se si compra da un privato. Ma procediamo con ordine.

Posso restituire un prodotto già acquistato?

La legge riconosce la possibilità di restituire un prodotto già comprato, anche dopo aver pagato il prezzo, a patto che l’acquisto sia avvenuto (secondo la dizione letterale della norma) «fuori dai locali commerciali». Questa espressione può essere così tradotta: fuori dal negozio tradizionale.

Quindi, chi compra su Internet, per telefono o tramite ordini fatti per corrispondenza ha diritto a restituire il prodotto ricevuto a casa tramite corriere: è il cosiddetto diritto di recesso o diritto di ripensamento. Tale tutela si giustifica per via del fatto che, non avendo visionato l’oggetto – come invece succede nei locali commerciali – il consumatore è esposto a un rischio maggiore di insoddisfazione rispetto a chi compra in negozio.

Chi invece compra in negozio, non ha questo diritto e, pertanto, se si pente in un momento successivo, non può restituire quanto già acquistato (si pensi a un jeans che non calzi a pennello o che non sia di buona qualità). Tutt’al più, potrà far valere la garanzia nel caso di difetti di produzione che non potevano essere facilmente visibili all’atto dell’acquisto. Tale garanzia spetta entro i due anni successivi dalla vendita, ma l’acquirente è tenuto obbligatoriamente ad informare il venditore del difetto entro 60 giorni dalla sua scoperta (informazione che sarà meglio effettuare tramite raccomandata); in caso contrario, il consumatore decade dal diritto di garanzia.

La vendita fatta in stand fieristici è equiparata a quella in negozio e, pertanto, non consente di esercitare il diritto di recesso.

Quando non si può restituire un prodotto già acquistato?

Il diritto di recesso non spetta a chi compra un oggetto per il proprio lavoro e, dunque, si fa rilasciare la fattura e non lo scontrino. Difatti, la possibilità di restituire quanto acquistato è confinata solo ai «consumatori».

Inoltre, come anticipato, non è possibile restituire un oggetto comprato in negozio. 

La legge poi elenca una lunga serie di ipotesi in cui il diritto di recesso non è esercitabile. Ciò succede ad esempio quando si tratta di servizi che sono già stati completamente eseguiti; quando si tratta di prodotti il cui prezzo è esposto a fluttuazioni del mercato finanziario; quando la vendita ha ad oggetto prodotti personalizzati o realizzati su misura o che possono scadere rapidamente; o quando il diritto di recesso si scontra con motivi igienici o connessi alla salute delle persone. Trovi l’elenco completo all’articolo “Si può escludere il diritto di recesso?“.

Quanto tempo ho per restituire un prodotto?

Il diritto di recesso deve essere esercitato entro 14 giorni dalla consegna della merce, non dall’acquisto. Quindi, l’acquirente ha 14 giorni per comunicare al venditore l’intenzione di restituire il prodotto dopo che il corriere gli ha consegnato l’oggetto. 

La comunicazione di recesso va data a mezzo di raccomandata a.r. Tuttavia, il diritto di recesso può essere comunicato anche mediante telegramma, telex, posta elettronica e fax, a condizione che sia confermato, mediante lettera raccomandata con avviso di ricevimento entro le quarantotto ore successive.

Comunicata la volontà di recedere, il consumatore dovrà restituire il prodotto ricevuto, entro 14 giorni (fa fede la prova di avvenuta consegna all’ufficio postale o al corriere nei termini fissati). Le spese postali per la restituzione del prodotto sono a carico dell’acquirente.

Il venditore, nel proprio sito, deve comunicare all’acquirente l’esistenza del diritto di recesso e le modalità con cui esercitarlo. In caso di omissione di tale informazione, il periodo di recesso termina quattordici giorni dopo il giorno in cui il consumatore riceve le informazioni.

Quali motivazioni per il diritto di recesso?

L’acquirente che voglia esercitare il diritto di recesso non deve fornire necessariamente delle motivazioni. Può infatti limitarsi a manifestare solo l’intenzione di recedere dalla vendita, senza che il venditore possa sottoporla a condizioni.

In teoria, è possibile esercitare il diritto di recesso anche evitando di ritirare il pacco dal corriere al momento della consegna, ma in tal caso sarà sempre necessario far seguire, a tale comportamento tacito, la raccomandata indirizzata al venditore con cui gli si comunica appunto l’intenzione di esercitare il diritto di ripensamento. 

Si può restituire un prodotto se il pacco è stato aperto e il prodotto usato?

Il diritto di recesso spetta anche se il prodotto acquistato viene tolto dall’imballaggio, aperto e utilizzato. Scopo infatti di questo diritto è proprio quello di consentire all’acquirente una “prova” e di verificare l’eventuale soddisfazione. 

Entro quanto tempo il venditore deve restituire i soldi all’acquirente? 

Il venditore deve rimborsare il prezzo della vendita entro 14 giorni dalla ricezione della comunicazione di recesso e senza ritardo. Non è quindi possibile opporre diverse pratiche commerciali, neanche se accettate dall’acquirente all’atto della conclusione del contratto (si pensi ai rimborsi garantiti entro 60 giorni). Entro tale termine, il venditore dovrà riaccreditare l’importo ricevuto come prezzo di vendita, con le stesse modalità usate dal consumatore per il pagamento del prodotto. Non è quindi possibile convertire il prezzo di acquisto con un buono o un coupon da spendere sempre presso lo stesso venditore.  


Fac-simile lettera di recesso

Spettabile <…>

Via <…>

Città <…>

OGGETTO: Esercizio diritto di ecesso dal contratto di vendita n. <…> del <…>

Il/la sottoscritto/a <…>, residente in <…>, e-mail <…>, telefono <…>, con l’invio della presente lettera, comunico il recesso dal contratto di vendita in oggetto concluso in data <…> con la Vostra azienda. 

Il prodotto acquistato è stato ricevuto in data <…> e sarà restituito a mie spese, entro e non oltre 14 giorni dal ricevimento della presente. Chiedo, altresì, che mi venga rimborsato entro il medesimo termine, l’importo da me versato, pari ad Euro <…> mediante la seguente modalità <…> (bonifico bancario; bonifico nazionale o transfrontaliero, riaccredito su carta di credito ecc..)

Restando in attesa di un Vs positivo riscontro, porgo

distinti saluti

Data <…>

Firma <…>

Si allega: fotocopia del documento d’identità


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