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Condanna alle spese di mediazione

5 Luglio 2021
Condanna alle spese di mediazione

Regola della soccombenza e obbligo di rimborsare alla parte vincitrice le spese del procedimento di mediazione insieme alle spese processuali. 

La regola vuole che chi perde la causa venga condannato dal giudice a rimborsare all’avversario le spese processuali, ossia i costi che questi ha affrontato per sostenere la propria difesa nel corso del processo. Ci si è chiesto, tuttavia, se tale obbligo si estenda anche alle spese relative all’incontro di mediazione quando questo è previsto dalla legge come obbligatorio. 

Sulla condanna alle spese di mediazione si è già espressa la giurisprudenza [1], compresa la Cassazione [2]. Vediamo qual è l’orientamento prevalente in merito a tale delicata tematica.

Costi mediazione

Come a tutti ormai noto, la legge ha imposto, per determinate controversie, l’obbligo di esperire un tentativo di mediazione prima di rivolgersi al giudice. Il magistrato non può accogliere la domanda dell’attore se questi non ha prima invitato la controparte a presentarsi dinanzi a un organismo di mediazione accreditato per trovare un accordo. E ciò anche quando ogni precedente tentativo, esperito dai rispettivi difensori, è già naufragato.

Nel corso di tale incontro, diretto e gestito da un mediatore professionista, le parti contendenti devono per forza essere presenti personalmente insieme ai propri avvocati; la presenza di questi ultimi non è necessaria solo nelle controversie tra consumatori e professionisti inerenti all’applicazione delle norme del Codice del consumo.

L’incontro è rivolto a tentare una soluzione bonaria alla lite che possa scongiurare lo scontro giudiziale e così decongestionare le aule di tribunale.

Se al primo incontro le parti dichiarano di non voler aderire al tentativo di mediazione (perché non hanno alcuna intenzione di trovare un accordo), le stesse sono libere di avviare le azioni giudiziali che preferiscono. Tuttavia, il semplice tentativo, anche se esperito invano, ha un costo: ciascuna parte, infatti, deve versare all’Organismo di Mediazione:

  • 40 euro + Iva per le controversie di valore inferiore ai 250.000 euro; 
  • 80 euro + Iva per le controversie di valore superiore ai 250.000 euro.

L’importo è versato:

  • da chi propone l’istanza di mediazione, al momento del suo deposito;
  • dalla controparte chiamata alla mediazione, al momento della sua adesione al procedimento.

La legge prevede che l’importo delle spese di avvio sia dovuto all’organismo di mediazione anche in caso di mancato accordo.

Oltre a tali importi sono anche dovuti gli onorari agli avvocati, la cui partecipazione all’incontro è – come detto – obbligatoria. 

Dal pagamento delle spese è esonerato chi accede al patrocinio a spese dello Stato.

Altri costi del procedimento di mediazione 

Gli atti, i documenti e i provvedimenti relativi al procedimento di mediazione sono esenti dall’imposta di bollo e da ogni spesa, tassa o diritto di qualsiasi specie e natura.

Il verbale di accordo è esente dall’imposta di registro entro il valore di 50.000 euro, diversamente l’imposta è dovuta per la parte eccedente. 

Mediazione e gratuito patrocinio

Nei casi di mediazione obbligatoria o di delegata, la parte che può chiedere l’ammissione al patrocinio a spese dello Stato non deve pagare alcuna spesa per la mediazione.

A tale fine, la parte deve:

  • depositare presso l’organismo l’apposita dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà, la cui sottoscrizione può essere autenticata dal medesimo mediatore;
  • produrre, a pena di inammissibilità, se l’organismo lo richiede, la documentazione necessaria a comprovare la veridicità di quanto dichiarato.

Anche il compenso dell’avvocato che ha assistito una parte ammessa al gratuito patrocinio nella mediazione obbligatoria può essere posto a carico dello Stato, a prescindere dal fatto che la mediazione si sia conclusa con esito positivo o negativo. 

Lo stesso principio è stato poi esteso alla mediazione facoltativa.

Rimborso spese mediazione con la condanna alle spese processuali

Ci si è posto il problema se tali spese di mediazione, nell’ipotesi in cui il primo incontro abbia dato esito negativo e la lite sia quindi sfociata in un processo, possano essere recuperate dalla parte vincitrice attraverso la sentenza finale di condanna al rimborso delle cosiddette «spese processuali». 

La questione non si pone ovviamente se le parti trovano un accordo, nel qual caso infatti ciascuna di esse sarà tenuta a versare una provvigione al mediatore secondo i tariffari stabiliti dall’organismo stesso.

Vediamo dunque se la condanna alle spese processuali, che il giudice dichiara con la sentenza che chiude il processo, può contenere anche un’apposita voce riguardante le spese di mediazione sostenute prima del processo. La risposta fornita dalla giurisprudenza è affermativa.

Secondo i giudici, il rapporto tra mediazione e processo civile non si limita a una relazione “cronologica”, necessaria o facoltativa. Implica invece anche il necessario coordinamento tra l’attività svolta davanti al mediatore e quella dinanzi al giudice, sotto una pluralità di profili. In tal senso, la condotta della parte nel corso della procedura di mediazione ha riflessi nel successivo processo in termini di spese di lite.

Pertanto, ben può la parte soccombente essere condannata a rimborsare al vincitore anche le spese da questo sostenute per l’esperimento del tentativo obbligatorio di mediazione.

Peraltro, poiché la mediazione, anche se obbligatoria, resta pur sempre un’attività stragiudiziale, il relativo compenso dovrebbe essere liquidato in misura pari al valore medio previsto per le prestazioni di assistenza stragiudiziale [3].

Sul tema, si segnala un diverso orientamento, secondo cui le spese di assistenza legale in mediazione vanno rimborsate solo se la parte ne ha fatto esplicita richiesta al giudice nel proprio atto introduttivo del giudizio e le ha dimostrate con documentazione. Ciò perché, come tutte le spese stragiudiziali, a differenza da quelle giudiziali vere e proprie, esse hanno natura di «danno emergente» e la loro liquidazione, pur dovendo avvenire nel rispetto delle tariffe forensi, è soggetta agli oneri di domanda, allegazione e prova secondo le ordinarie scansioni processuali [4].


note

[1] Trib. Trieste sent. dell’11.03.2021. Trib. Modena sent. del 9.03.2012.

[2] Cass. sent. n. 12712/2019.

[3] Trib. Verona sent. del 29.10.2015

[4] Cass. sent. n. 24481/2020.

Autore immagine: depositphotos.com


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