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Risarcimento danni diniego concessione edilizia: Cassazione e giurisprudenza

9 Agosto 2021
Risarcimento danni diniego concessione edilizia: Cassazione e giurisprudenza

Le più recenti pronunce giurisprudenziali della domanda risarcitoria del danno conseguente all’illegittimo diniego di concessione edilizia.

Concessione edilizia: risarcimento del danno in capo al Comune

Nel giudizio instaurato nei confronti della PA per l’accertamento della responsabilità per lesione degli interessi legittimi pretensivi, occorre procedere all’autonoma verifica della ricorrenza di tutti gli elementi costitutivi della fattispecie risarcitoria azionata e, segnatamente, all’accertamento, in concreto ed “ex ante”, della colpa della Pa, non trovando al riguardo applicazione il principio secondo cui la colpa della struttura pubblica dovrebbe considerarsi sussistente “in re ipsa” in caso di esecuzione volontaria di atto amministrativo illegittimo.

Corte di Cassazione, Sezione 1, Civile, Ordinanza, 9 novembre 2018, n. 28798

Concessione edilizia: diniego e risarcimento danni

È jus receptum infatti che la legittimità d’un atto amministrativo va accertata con riguardo allo stato di fatto e di diritto esistente al momento della sua emanazione, secondo il principio del “tempus regit actum”. Sicché non si può validare ex post un’azione amministrativa che al momento in cui fu adottata si appalesava illegittima, se non e solo con le regole e nei limiti della autotutela.

Consiglio di Stato, Sezione 4, Sentenza, 28 giugno 2016, n. 2892

Concessione edilizia: diniego e controversie

In sede di valutazione della domanda risarcitoria del danno conseguente all’illegittimo diniego di concessione edilizia, per verificare la sussistenza dell’elemento soggettivo della colpa dell’amministrazione devono essere considerati il comportamento complessivo degli organi che sono intervenuti nel procedimento, il quadro delle norme rilevanti ai fini dell’adozione della statuizione finale, la presenza di possibili incertezze interpretative in relazione al contenuto prescrittivo delle disposizioni medesime.

Consiglio di Stato sez. IV, 30/01/2009, n.515

Diniego di una concessione edilizia

Per accertare il risarcimento del danno per la lesione di un interesse legittimo derivante dal provvedimento di diniego di una concessione edilizia, è necessario che risulti danneggiato l’interesse al bene della vita al quale è correlato l’interesse legittimo dell’istante e che tale interesse risulti meritevole di tutela per l’ordinamento positivo; pertanto, il giudice dovrà effettuare un giudizio prognostico sulla fondatezza dell’istanza, onde stabilire se l’istante sia o meno titolare di una situazione suscettibile di determinare un oggettivo affidamento circa la conclusione positiva del procedimento.

Cassazione civile sez. I, 16/05/2008, n.12455

Definitiva impossibilità di costruire e misura del risarcimento

Nella fattispecie costituita dal diniego di concessione edilizia per un fabbricato da destinare a civile abitazione, cui consegue, per avvenuto mutamento della normativa urbanistica, la definitiva perdita della possibilità di edificazione, il danno da risarcire è dato dal valore del fabbricato alla data in cui è divenuto definitivo l’impedimento a costruire, al netto dei costi per la sua realizzazione.

T.A.R. Catania, (Sicilia) sez. I, 29/10/2008, n.1887

Illegittimo diniego di concessione edilizia

Ove venga annullato un diniego di concessione edilizia perché privo di idonea motivazione ed ove l’intervento costruttivo progettato non sia più realizzabile in ragione della mutata disciplina urbanistica, va accolta la richiesta di risarcimento dei danni quando sia stata esclusa, in relazione a quanto disposto dall’art. 21 octies, l. 7 agosto 1990 n. 241, la presenza di specifici elementi ostativi all’accoglimento della richiesta della parte ricorrente; l’annullamento del diniego per difetto di motivazione, in ragione di quanto oggi previsto da tale art. 21 octies, comporta infatti anche un giudizio in ordine alla spettanza o meno del bene della vita da conseguire (nella specie il Tribunale, prima di pervenire all’annullamento del diniego impugnato, ha in effetti svolto in concreto un’attenta analisi della disciplina urbanistica della zona, per verificare – trattandosi di un atto vincolato – che non fosse “palese” che il contenuto dispositivo dell’atto impugnato non sarebbe stato diverso).

T.A.R. Pescara, (Abruzzo), 13/12/2005, n.855

Poteri e obblighi del giudice ordinario nei confronti della PA

In tema di giudicato amministrativo, allorquando la legittimità di un atto della p.a. sia stata affermata dal g.a. nel contraddittorio della parte e con autorità di giudicato, il g.o. non può disapplicarlo. Infatti, la pronuncia di rigetto della domanda di dichiarativa dell’illegittimità copre il provvedimento impugnato, sia sotto l’aspetto dell’esistenza del potere dell’organo che ha emesso il provvedimento, sia della sostanza dello stesso, precludendo al g.o. ogni indagine al riguardo. (Fattispecie relativa ad azione di risarcimento danni contro un Comune per diniego di concessione edilizia).

Cassazione civile sez. III, 22/06/2005, n.13400

Edilizia e urbanistica: giurisdizione ordinaria e amministrativa

Le domande di risarcimento dei danni nei giudizi iniziati successivamente al 30 giugno 1998 e fino al 9 agosto 2000, aventi ad oggetto atti e provvedimenti delle pubbliche amministrazioni, e dei soggetti alle stesse equiparati, in materia urbanistica ed edilizia, in virtù dell’art. 34 d.lg. 80 del 1998, nel testo anteriore alla modifica introdotta dalla l. 205 del 2000 – che non ha efficacia retroattiva – e quale risultante dalla sentenza della Corte costituzionale n. 281 del 2004, di tipo “manipolativo”, che ne ha dichiarato l’illegittimità costituzionale parziale, nonché della disciplina derivata da detta pronuncia, spettano alla giurisdizione del giudice amministrativo, qualora riguardino controversie attribuite alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo già prima del d.lg. n. 80 del 1998, ovvero riconducibili alla giurisdizione generale di legittimità, poiché la norma ha realizzato una mera estensione della preesistente giurisdizione amministrativa, divenuta “piena”, poiché concerne anche la cognizione dei diritti patrimoniali consequenziali, quindi la tutela risarcitoria, in precedenza riservata alla domanda di annullamento del diniego di concessione edilizia per la realizzazione di una stazione radio base per telefonia cellulare ed alla domanda di annullamento dell’ordinanza sindacale che vieta l’istallazione di antenne sul territorio comunale spetta alla giurisdizione del giudice amministrativo, in quanto la seconda domanda era già attribuita a questo giudice dall’art. 16 l. 10 del 1987, e la terza, ove ritenuta non compresa in quest’ultima norma, rientra, comunque, nella giurisdizione generale di legittimità del giudice amministrativo.

Cassazione civile sez. un., 26/11/2004, n.22274

Risarcimento dei danni: valutazione e liquidazione

Il risarcimento dei danni subiti in conseguenza dell’illegittimo diniego di concessione edilizia deve essere determinato in misura uguale all’aumento dei costi di costruzione verificatosi nel periodo di tempo compreso fra la data del diniego illegittimo e la data della concessione edilizia che verrà rilasciata legittimamente.

Consiglio di Stato sez. IV, 02/06/2000, n.3177

Azione risarcitoria: quando può essere proposta?

La riconosciuta risarcibilità della lesione degli interessi legittimi non sembra aver fatto cedere il principio della inammissibilità dell’azione di accertamento in materia di interessi legittimi, nè ha allargato a tutto campo la giurisdizione del giudice amministrativo.

Pertanto l’azione risarcitoria non può essere proposta in sede di ricorso avverso un diniego di concessione edilizia, ma solo dopo che il ricorrente avrà ottenuto, nelle forme consuete, il rilascio della concessione e non potrà che riguardare il ritardo nell’ottenimento di essa. Infatti ogni ingiustificato ritardo nel rilascio della concessione – se dovuta – comporterà per l’amministrazione intimata (e, di riflesso, per gli amministratori in sede contabile), l’integrale risarcimento dei danni conseguenti a tale ritardo.

T.A.R. Milano, (Lombardia) sez. II, 15/04/1999, n.1190

Obbligo dell’amministrazione al risarcimento dei danni

Il privato non ha, nei confronti della pubblica amministrazione competente, neanche in presenza di strumenti urbanistici che prevedano determinate edificabilità, un diritto soggettivo al rilascio della concessione edilizia, del quale sia ipotizzabile la lesione, con conseguente obbligo dell’amministrazione stessa al risarcimento dei danni, dovendo poi escludersi che conseguenze siffatte siano configurabili rispetto ad una posizione di mero interesse legittimo, pur dopo l’entrata in vigore delle l. 8 giugno 1990 n. 142 e 19 febbraio 1992 n. 142.

Cassazione civile sez. un., 05/03/1993, n.2667



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