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Evasione: la sanzione fiscale può convivere con quella penale

16 maggio 2014


Evasione: la sanzione fiscale può convivere con quella penale

> Diritto e Fisco Pubblicato il 16 maggio 2014



La Cassazione smentisce la CEDU sulla duplicazione delle sanzioni amministrative e penali con quelle di carattere tributario.

La nostra legge non vieta la coesistenza di una sanzione tributaria e una penale per lo stesso fatto. È infatti pacifico che il processo penale per tali reati “viaggi” in parallelo con l’esistenza del debito tributario da adempiersi. È questa l’interpretazione di ieri della Cassazione [1], all’indomani della importante sentenza della Corte Europea dei diritti dell’uomo che, invece, aveva stabilito il contrario: ossia che, una volta applicate nei confronti di un soggetto sanzioni amministrative, al medesimo non possono essere irrogate anche sanzioni penali, altrimenti si violerebbe il principio che vieta il doppio giudizio e la doppia pena per lo stesso reato (leggi l’articolo “Mai più doppia sanzione penale e amministrativa”). Con la precisazione che possono essere considerate “penali” anche le sanzioni ritenute amministrative dall’ordinamento italiano se particolarmente afflittive.

Poiché nella specie il contribuente aveva versato (tardivamente) le ritenute e le relative sanzioni tributarie, invocava tale principio. Secondo i giudici di legittimità, in sintesi, nel processo penale tributario la questione non rileva perché sarebbe pacifico che lo stesso viaggi in parallelo con l’esistenza di un debito tributario da adempiersi.

La Cassazione esclude l’applicazione del principio formulato dalla CEDU perché ritiene dovuta, accanto alle sanzioni penali, anche l’imposta. Dimentica, però, che, oltre all’imposta, ci sono sempre le sanzioni tributarie particolarmente afflittive.

Infine, la Corte esclude la possibilità che si possa avere duplicazione del tributo quando il soggetto “evasore” è una società di capitali (per esempio una S.r.l.), sulla quale ricadono le sanzioni tributarie, mentre invece quelle penali incombono sull’amministratore, persona fisica, che quindi è soggetto diverso dall’azienda.

note

[1] Cass. sent. n. 20266 del 15.05.2014.

Autore immagine: 123rf.com

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