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Come non pagare penali

6 Luglio 2021
Come non pagare penali

Diritto di recesso da un contratto: quando è possibile sciogliersi dall’accordo senza conseguenze risarcitorie? 

Avete firmato un contratto ma ci avete subito ripensato. Ora vorreste disdirlo, senza però rimetterci. Lo potete fare? Si può “disdire” un contratto senza pagare penali? 

Gli antichi romani dicevano «pacta sunt servanda» i patti vanno rispettati. Quindi, chi si impegna, anche senza aver necessariamente firmato un documento (visto che un contratto si può concludere anche solo con la parola) non può tirarsi indietro. 

Esistono però delle eccezioni. Anzi, il diritto è costellato di eccezioni. Ed ecco allora come non pagare penali.

La penale è sempre obbligatoria?

Partiamo dalla terminologia. Il termine giusto per definire lo scioglimento del contratto è “recesso”. E iniziamo col dire che non sempre, quando si recede da un contratto, bisogna a pagare la penale. La penale va pagata solo se lo prevede il contratto stesso.

Il fatto che il contratto non preveda penali non significa che ci si possa svincolare dall’impegno preso quando e come si vuole. Il contratto – dicevamo in partenza – va rispettato. E chi recede senza motivo deve pagare il risarcimento all’altra parte. Del resto, è proprio questa la funzione della penale: serve a forfettizzare in anticipo la misura del risarcimento. Invece, se non è stata prevista una penale, per ottenere il risarcimento bisogna dimostrare di aver subito un danno. In assenza di una prova del danno, non ci può essere neanche risarcimento.  

Il recesso con l’accordo

Il modo più comodo e pratico per recedere da un contratto è trovare un accordo con l’altro contraente per “stoppare” gli effetti del contratto stesso. Tale accordo dove essere messo per iscritto se il contratto iniziale era anch’esso scritto; potrà essere verbale se, invece, il contratto era verbale.

Naturalmente, è sempre meglio lasciare una traccia scritta in modo da non subire eventuali ripensamenti e successive contestazioni a cui, in assenza di prova documentale, non si avrebbe modo di replicare.

Recesso per inadempimento

Si può recedere dal contratto, senza pagare penali, se l’altra parte non rispetta gli obblighi presi o non garantisce più che potrà rispettarli. Pensate a una banca che vi ha concesso un prestito: se iniziate a saltare le rate o se la vostra azienda sta per fallire, la banca può sciogliersi dal contratto e chiedervi la restituzione dell’intero debito in un’unica soluzione. Non sono dovute penali quando il recesso avviene proprio per colpa dell’altra parte. 

La legge però stabilisce che il recesso si può esercitare solo se l’inadempimento è grave, deve cioè riguardare una prestazione essenziale del contratto. Non si può recedere per un ritardo di qualche giorno o per una questione di carattere marginale.

A dichiarare lo scioglimento del contratto per inadempimento grave è comunque solo il giudice: bisogna cioè avviare una causa, salvo ovviamente che le parti si mettano d’accordo.  

Oggettiva impossibilità sopravvenuta

Quando una prestazione diventa impossibile e la colpa di ciò non è di nessuna delle due parti, si può recedere dal contratto e ottenere la restituzione del prezzo già pagato. Il tutto, anche in questo caso, senza pagare penali. Pensate all’ipotesi di una persona che, dopo aver subito un grave incidente in moto, non può più frequentare i corsi di nuoto che aveva appena prenotato e pagato. 

In tale ipotesi però, per sciogliersi dall’accordo, è necessario che nessuna delle prestazioni del contratto sia stata eseguita. Quindi, intanto, l’abbonato alla piscina potrà ottenere la restituzione dei soldi dell’abbonamento in quanto non abbia ancora frequentato una sola lezione.

Mancanza della firma apposita sulla clausola vessatoria

La clausola che impone il pagamento di una penale è una clausola vessatoria e, come tutte le clausole vessatorie, deve essere stata appositamente firmata: ci vuole cioè una seconda firma oltre a quella che si mette alla fine di ogni contratto. In mancanza di ciò, la penale non può essere richiesta.

Diritto di recesso

Solo chi compra fuori dal negozio – ad esempio, su Internet o con una televendita – può recedere dalla vendita entro 14 giorni dalla consegna del prodotto. Si chiama diritto di recesso e non vale quindi per qualsiasi acquisto. In questo caso, il recesso è libero e non c’è bisogno né di dare motivazioni del recesso, né di pagare penali.



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