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A che serve l’accettazione eredità con beneficio inventario?

6 Luglio 2021
A che serve l’accettazione eredità con beneficio inventario?

Quali sono i vantaggi dell’accettazione dell’eredità con riserva ed a chi è consigliata? 

Spesso, i lettori ci chiedono a che serve l’accettazione di eredità con beneficio di inventario o, come alcuni la chiamano, l’accettazione dell’eredità “con riserva”.

Circola molta confusione in merito a tale strumento e non manca chi ritiene che, tramite esso, l’erede possa evitare di pagare i debiti del defunto. In verità, non è così. Tuttavia, anche se l’accettazione dell’eredità con beneficio di inventario non evita la responsabilità dell’erede per le obbligazioni lasciate dal cosiddetto de cuius, la riduce notevolmente e pone degli argini ad essa. Vi ricorre infatti sia chi non ha contezza delle passività gravanti sul patrimonio ereditario sia chi, invece, ne è pienamente consapevole e, tuttavia, non vuol rinunciare alla possibilità di divenire erede senza nello stesso tempo rischiare di perdere i propri beni personali.

Una cosa è certa e va detta subito a scanso di equivoci: non è necessario accettare l’eredità per non perdere la pensione di reversibilità. Quest’ultima spetta infatti anche a chi rinuncia all’eredità.

Detto ciò, vediamo a che serve l’accettazione di eredità con beneficio di inventario. 

Cos’è l’accettazione dell’eredità con beneficio d’inventario?

Di regola, l’erede è illimitatamente responsabile per i debiti del defunto. Questo significa che chi accetta l’eredità risponde, con tutti i propri beni, delle obbligazioni del de cuius. Così ben potrebbe essere che un figlio, divenuto erede del padre, possa vedersi pignorare la casa a causa di un debito di poche decine di migliaia di euro da quest’ultimo lasciato. 

Invece, con l’accettazione dell’eredità con beneficio d’inventario, l’erede può evitare di rispondere, con il proprio patrimonio, delle passività ereditate, quando queste risultino superiori all’attivo.

In buona sostanza, con il «beneficio di inventario» l’erede risponde sì dei debiti lasciati dal defunto, ma nei limiti del valore della propria quota ereditaria. Questo significa che i creditori del defunto non potranno pignorare i beni personali dell’erede ma dovranno limitarsi a quelli ricevuti tramite la successione.

In tal modo, chi non sa a quanto ammontano i debiti del defunto, può eliminare il rischio di vedersi pignorare i beni di cui era titolare prima dell’accettazione dell’eredità (come la casa, il conto corrente, lo stipendio, ecc.).

Si pensi a un soggetto che, divenuto erede del proprio zio, non sia a conoscenza degli affari di quest’ultimo, se questi avesse contratto debiti con finanziarie, banche e Fisco. Pertanto, temendo di dover pagare i creditori in misura maggiore rispetto al vantaggio che riceverebbe con l’eredità, tramite l’accettazione “beneficiata” limita la sua responsabilità ai beni ricevuti con la successione. Questo significa che, nella peggiore delle ipotesi, il conto si chiuderà “a zero”, ma mai con una perdita per l’erede.

L’accettazione dell’eredità con beneficio di inventario non limita gli ordinari adempimenti da parte dell’erede, il quale dovrà quindi provvedere (anche) alla presentazione della dichiarazione dei redditi per conto del de cuius.

Quando fare l’accettazione dell’eredità con beneficio d’inventario?

Salvo alcune ipotesi in cui l’accettazione dell’eredità con beneficio d’inventario è obbligatoria, negli altri casi tale scelta è rimessa alla volontà dell’erede. Di solito, vi si ricorre quando non è chiaro inizialmente a quanto ammontino l’attivo e il passivo del patrimonio da ereditare e l’erede tema di vedere i propri beni personali sottoposti all’azione esecutiva dei creditori del defunto.

Come si fa l’accettazione di eredità con beneficio d’inventario?

La dichiarazione di accettazione beneficiata deve essere fatta davanti a un qualsiasi notaio (non necessariamente quello che ha sede nel luogo di apertura della successione) oppure davanti al cancelliere del tribunale nella cui circoscrizione si è aperta la successione (di regola, ufficio successioni, previa fissazione di appuntamento). 

Il termine è lo stesso per l’accettazione dell’eredità: 10 anni dal decesso. Se però il soggetto è nel possesso dei beni ereditari, ha l’obbligo di eseguire l’inventario entro 3 mesi e di dichiarare se accetta o meno l’eredità nei successivi 40 giorni. Se in tale frangente non esprime la volontà di accettare con beneficio d’inventario, egli si considera erede “puro e semplice”, con responsabilità quindi illimitata. 



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