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Ostacolare rapporti del figlio con il padre: cosa si rischia

6 Luglio 2021 | Autore:
Ostacolare rapporti del figlio con il padre: cosa si rischia

Oltre ad un’eventuale condanna civile e penale, negare il diritto di visita comporta il risarcimento all’ex coniuge. Ma non solo.

Che due persone sposate o conviventi non vadano più d’accordo e optino per la separazione non è piacevole, ma è una scelta presa tra due persone adulte che preferiscono non avere più a che fare l’una con l’altra. Quando di mezzo, però, ci sono dei figli, guai a utilizzarli per ripicca e a prendere delle decisioni troppo alla leggera tanto per penalizzare l’ex. Può essere il caso della madre a cui è stato affidato un minore e non si è mai chiesta, per ostacolare i rapporti del figlio con il padre, cosa si rischia. Trovare sempre una scusa per evitare che si vedano e si parlino, per impedire che passino del tempo insieme e che possa esserci tra di loro una relazione di stima, di fiducia, di complicità, di amore tra padre e figlio.

In casi come questi, si tende a pensare che sia il padre (o la madre, se dovesse capitare il contrario) ad avere diritto al risarcimento del danno per essere volutamente impossibilitato a passare del tempo con il proprio figlio. Invece, un’interessante sentenza del tribunale di Mantova ha introdotto un concetto che vale la pena di spiegare per capire cosa si rischia ad ostacolare i rapporti del figlio con il genitore non affidatario e, dunque, a negare a quest’ultimo il diritto di visita. Vediamo.

Diritto di visita: come viene negato?

Il problema del genitore che tenta di ostacolare i rapporti dell’ex con il figlio di entrambi negandogli il diritto di visita o, comunque, rendendolo il più difficile possibile si pone piuttosto spesso. Succede, ad esempio, quando avviene un esplicito rifiuto di far incontrare padre e figlio: il genitore bussa alla porta e l’ex non si fa trovare. Il padre telefona per parlare con il figlio e la madre non glielo passa. Lei acconsente apparentemente ad un appuntamento tra padre e figlio ma poi fa saltare l’incontro.

Lo scopo di questi continui ostacoli è quello di creare un distacco tra il minore ed il genitore non affidatario. Ci penserà la madre a far credere al ragazzo che, in realtà, è il padre che non lo vuole incontrare, che non gliene importa nulla di lui. Una tattica mirata all’odio anziché ad alimentare quello che dovrebbe essere un normale rapporto tra padre e figlio, entro i limiti della normalità consentita da una separazione.

Tutto ciò, nonostante il diritto di visita sia stato acquisito per disposizione di un giudice nell’interesse del figlio a mantenere rapporti con entrambi i genitori anche dopo la fine della convivenza. Significa che il genitore non affidatario (nella maggior parte dei casi, si tratta del padre) ha il diritto non solo di incontrare il proprio figlio ma anche di essere messo al corrente del suo percorso scolastico e psicologico, delle sue condizioni di salute, di tutto ciò che fa parte della sua crescita personale. Viceversa, il genitore non affidatario è tenuto a interessarsi di tutto questo, mentre quello affidatario è obbligato a consentirlo.

Diritto di visita negato: si rischia la causa?

Chi decide di ostacolare i rapporti del figlio con il padre rischia sia un’azione civile sia una condanna penale, poiché commette un doppio illecito. Sempreché – e questo va sottolineato – gli episodi in cui viene negato il diritto di visita siano ripetuti e costanti in un considerevole arco di tempo.

Fare il possibile affinché padre e figlio non si vedano è reato dal momento in cui si viola l’ordine di un giudice, ovvero la disposizione contenuta nel provvedimento di separazione o di divorzio che sancisce questo diritto. Così ha stabilito la Cassazione quando ha affermato il principio secondo cui la condotta ostruzionistica e ripetuta nel tempo, finalizzata a impedire le regolari visite del padre ai figli, lede il diritto del genitore ostacolato ad incontrare i figli e a mantenere il rapporto con loro.

Il reato scatta per l’elusione con qualsiasi mezzo del contenuto del provvedimento del giudice circa le modalità in cui si deve manifestare il diritto di visita, impedendo volutamente l’esercizio di tale diritto. In tal caso, è possibile sporgere querela nei confronti dell’ex moglie o compagna in modo da avviare il procedimento penale. Nel momento in cui il reato verrà accertato, sarà possibile ottenere il risarcimento del danno.

Dal punto di vista civile, invece, occorre ricordare che in caso di separazione o di divorzio, il giudice stabilisce normalmente nel provvedimento di affidamento tempi e modi attraverso cui anche il genitore non affidatario potrà incontrare il figlio minore. Pertanto, a prescindere che si tratti di un affidamento esclusivo o condiviso, la madre deve sempre permettere ai figli di incontrare il loro padre (e viceversa) secondo il calendario stabilito dal tribunale. In caso contrario, si può presentare un ricorso al giudice per chiedere l’emanazione di un decreto che costringa la madre a cambiare atteggiamento.

Diritto di visita: quando c’è il risarcimento per il padre?

Nel caso in cui la madre voglia a tutti i costi ostacolare i rapporti del figlio con il padre non rischia solo una «tirata d’orecchie» dal giudice o una condanna penale (il che, di per sé, è già grave) ma rischia di trovarsi a pagare un risarcimento all’ex per il danno procurato dalla mancata possibilità di incontrare il proprio figlio. Si tratta, come stabilito dalla Cassazione [1], di un danno non patrimoniale, ed in particolare di un danno morale per la sofferenza arrecata al padre impedendogli di vedere il proprio figlio e di passare del tempo per conservare il loro rapporto. L’ammontare dovrà essere deciso dal giudice.

Diritto di visita: quando c’è il risarcimento per il figlio?

Ecco l’asso nella manica messo sul tavolo dal tribunale di Mantova con un recente provvedimento [2]: secondo il giudice della città dei Gonzaga, la madre che si ostina ad ostacolare i rapporti del figlio con il padre può essere condannata a pagare un risarcimento direttamente al minore, oltre a porre fine alle ostilità con l’ex e a non poter più utilizzare fotografie o video ritraenti il ragazzino.

Nel caso valutato dal tribunale mantovano, il padre aveva chiesto il risarcimento all’ex moglie che aveva reso impossibili gli incontri tra lui e il figlio. Secondo il giudice, un atteggiamento di questo tipo da parte della madre è in grado di causare al minore un danno da eccessivo attaccamento materno, evitabile soltanto inserendo nella vita del ragazzo l’altra figura genitoriale, cioè quella paterna.

Da qui la decisione di riconoscere il risarcimento del danno al figlio anziché all’ex marito mediante un versamento su un libretto di risparmio intestato al ragazzo.


note

[1] Cass. sent. 6790/2016 del 07.04.2017.

[2] Trib. Mantova provvedimento del 25.05.2021.


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8 Commenti

  1. Chiaramente, si tratta di Pas: Sindrome da alienazione genitoriale… La madre vipera cerca di creare un alone di odio nei confronti del padre affinché il figlio non voglia vederlo e non voglia avere più niente a che fare con lui…

  2. Ci sono padri che soffrono terribilmente per queste situazioni che si vengono a creare e non è affatto semplice instaurare un legame di fiducia dopo che la madre ha fatto al figlio il lavaggio del cervello. E alla fine soffrono sia il padre che il figlio e lei approfitta di questi episodi per fare innescare certe dinamiche che possono portare il padre alla depressione e far sviluppare al piccolo vari disagi e disturbi mentali

  3. Ma come si fa ad essere tanto calcolatrici? Com’è possibile che certe donne e mamme riescano a creare tanto odio. Le madri dovrebbero essere coloro che principalmente seminano amore e cercano di appianare le divergenze in famiglia. Invece, ci sono tante di quelle femmine (non Donne con la D maiuscola) che cercano solo di prevalere sul padre architettando certi tranelli e inventandosi tante bugie, perché è solo questo è il modo attraverso cui pensano di riuscire a conquistarsi il bene e il rispetto del proprio figlio

  4. Quando io e mia moglie ci sposammo, ho pensato di aver fatto la scelta migliore della mia vita… Poi, dopo il matrimonio, dopo aver avuto tutto ciò che desiderava, si è fatta l’amante e ciò nonostante ha cercato di gettare fango su di me affinché passassi io dalla parte del torto. Non contenta, dopo aver distrutto il nostro matrimonio, ha cercato di ostacolare lo splendido rapporto che ho costruito con mio figlio. Per fortuna non ci è mai riuscita perché lui è sempre stato molto sveglio ed ha capito che la madre era un’arrampicatrice sociale e una persona perfida

  5. Posso raccontarvi come ho vissuto la situazione da figlio…. Non è affatto bello vedere i tuoi genitori che litigano dalla mattina alla sera e poi, un po’ egoisticamente, pensi che la cosa migliore è che si lascino. Poi, accade per davvero, ma la serenità non arriva perché tua madre continua a pensarlo e a provare rabbia e odio nei suoi riguardi e cerca di conquistare il tuo affetto screditando tuo padre. E tu lo capisci. Cerchi però di non farglielo capire e di assecondarla perché se provi a ribatterle contro lei diventa una iena. Intanto, senti e vedi di nascosto tuo padre e lui lavora con l’avvocato affinché possa trascinarti via di questo incubo…Non è affatto facile. Vuoi o non vuoi, tu ne risenti e ti devono portare dallo psicologo e devi cercare il tuo equilibrio tra questi due adulti che un tempo tu apparivano tanto felici e poi sono arrivati a farsi la guerra…

  6. La mia ex ha approfittato della pandemia per caricare la situazione. Prima, c’era il pericolo del contagio, e va bene io da padre ho sempre desiderato proteggere mio figlio, ma adesso che ci sono vaccini e tamponi cos’è successo? come mai trova ancora scuse? Ecco, io ho spiegato questo a mio figlio contattandolo sui social e spiegandogli che io l’ho sempre cercato in tutto questo tempo ed è stata la madre a rifiutarmi sempre. Gli aveva fatto cambiare persino il numero di cellulare così che io non potessi rintracciarlo. Una pazza!

  7. Ne ho parlato con il mio psicoterapeuta della pas… Non sapevo neppure cosa fosse prima che definisse lui stesso quello che stavo vivendo. MI ha consigliato di parlarne con il mio avvocato di fiducia e di agire prontamente per cercare un rimedio, proprio ora che mio figlio è piccolo e il rapporto può essere recuperato e prima che sviluppi nel tempo una certa avversione nei miei riguardi… Non è semplice. Ho trascorso notti insonni, ho peccato di concentrazione durante le mie giornate e una volta ho rischiato anche un incidente perché ero sovrappensiero. Ora, però, è arrivato il tempo di agire per vie legali e non farla più passare liscia a questa ingrata nelle cui mani ho affidato la crescita di nostro figlio. Non è più possibile continuare in questo modo

  8. Che razza di madre è quella che mette sé stessa l primo posto e crea queste situazioni a danno del figlio e dell’uomo che un tempo ha amato? Si può essere tanto crudeli? Non c’è niente che possa giustificare un comportamento del genere. Niente! Ho sentito di donne che si sono inventate storie assurde: finti tradimenti, maltrattamenti, percosse, lesioni, pedinamenti, aggressioni di vario tipo… Da parte di chi è stato al loro fianco per anni nella buona e nella cattiva sorte. E poi si innesca qualcosa di perfido, malato, ossessivo tanto che arrivano a certe cattiverie sapendo bene di fare del male alla crescita e all’equilibrio psicofisico del figlio e distruggendo la vita di un padre

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