Diritto e Fisco | Articoli

Agevolazione prima casa comprata nel luogo di lavoro 

6 Luglio 2021 | Autore:
Agevolazione prima casa comprata nel luogo di lavoro 

Il beneficio fiscale spetta se l’immobile è ubicato nel Comune dove si svolge l’attività lavorativa ma non si risiede anagraficamente? Come evitare la decadenza.

Se hai un’infarinatura su come funzionano le agevolazioni fiscali per l’acquisto della prima casa, sai già che l’immobile deve essere ubicato nel Comune dove hai la tua residenza; se al momento dell’acquisto non l’hai ancora fissata in quel Comune, puoi dichiarare, nell’atto di compravendita, la volontà di trasferirla entro i successivi 18 mesi, e avrai comunque diritto al bonus. Se però non farai il cambio di residenza entro quel termine, subirai la decadenza dai benefici concessi e dovrai versare le imposte che fino a quel momento avevi risparmiato. Ma cosa puoi fare se vivi in una località e lavori altrove e hai difficoltà a trasferire la residenza? Ti chiedi se spetta l’agevolazione per la prima casa comprata nel luogo di lavoro, che in molti casi si trova in un Comune diverso da quello dove hai la tua residenza e dimora abituale. 

La risposta, come vedrai proseguendo la lettura dell’articolo, è sì, ma con un’importante riserva: puoi fruire delle agevolazioni se nell’atto di acquisto dichiari che quell’abitazione si trova nel Comune dove svolgi la tua attività lavorativa, ma le perderai nel caso in cui vendi l’immobile prima che siano trascorsi cinque anni dall’acquisto, anche se ne riacquisti un altro entro l’anno successivo. 

Quindi, l’agevolazione per la prima casa comprata nel luogo di lavoro spetta, ma può incorrere più facilmente nella decadenza: una nuova ordinanza della Cassazione [1], applicando questo criterio restrittivo, ha stabilito che perde i benefici chi riacquista l’immobile senza stabilire in quel Comune la sua residenza, anche se svolge lì la sua attività lavorativa. 

Agevolazioni prima casa: requisiti e condizioni 

Il cosiddetto bonus prima casa offre una grossa agevolazione fiscale: chi acquista l’immobile da un privato paga l’imposta di registro al 2% anziché al 9%, mentre chi compra dal costruttore o da un’impresa versa l’Iva al 4% invece che al 10%. Anche le imposte ipotecarie e catastali sono molto più basse rispetto agli acquisti in regime ordinario: 50 euro ciascuna se si compra da un privato, 200 euro in caso di acquisto da un’impresa. 

Per beneficiare delle agevolazioni, l’immobile non deve essere di lusso (sono tali quelli inseriti nelle categorie catastali A/1, A/8 o A/9) e deve trovarsi nel territorio del Comune in cui l’acquirente ha già la residenza o si impegna a stabilirla entro 18 mesi dall’acquisto, con un’espressa dichiarazione contenuta nel rogito.  

Inoltre, non si deve essere titolari di diritti di proprietà o di usufrutto su un’altra abitazione situata nel Comune dove si trova l’immobile acquistato con le agevolazioni e neppure proprietari di altri immobili ad uso abitativo, ubicati in qualsiasi parte d’Italia, già acquistati fruendo delle agevolazioni per la prima casa. 

Posso comprare la prima casa nel Comune dove lavoro ma non risiedo? 

Come abbiamo appena visto, la possibilità di fruire delle agevolazioni per la prima casa è legata alla fissazione della residenza nel Comune ove è ubicato l’immobile, ma c’è un’alternativa: la norma di legge [2] consente di beneficiare del bonus fiscale anche a chi acquista la sua prima casa nel Comune dove svolge la propria attività lavorativa (la medesima possibilità è offerta anche a chi è trasferito all’estero per ragioni di lavoro e vuole acquistare la prima casa nel territorio italiano). 

Anche in questi casi occorre una dichiarazione espressa, nel rogito di acquisto, si svolgere effettivamente la propria attività lavorativa nel Comune dove è ubicato l’immobile acquistato; in verità, la norma non richiede questo adempimento, ma la giurisprudenza lo impone [3], perché l’Amministrazione finanziaria deve essere posta in grado di controllare le condizioni per il riconoscimento dell’agevolazione fiscale, verificando che quanto dichiarato dal contribuente sulla sua sede di lavoro corrisponda alla realtà effettiva. 

Decadenza agevolazioni prima casa: quando scatta?

La decadenza dalle agevolazioni prima casa comporta la revoca dei benefici fiscali concessi, e dunque il recupero a tassazione delle imposte non versate, con una sanzione del 30% su tale importo. La decadenza si verifica quando:

  • il contribuente nell’atto di acquisto ha reso dichiarazioni mendaci su uno dei requisiti che ti abbiamo indicato, come l’impossidenza di altre abitazioni;
  • non trasferisce la residenza nel Comune dove è ubicato l’immobile entro i 18 mesi dall’acquisto;
  • vende o dona l’immobile acquistato con le agevolazioni prima che siano trascorsi cinque anni dall’acquisto, a meno che non provveda, entro un anno dalla vendita, ad acquistare un altro immobile da adibire a propria abitazione principale.

Bonus prima casa: si perde in caso di vendita prima dei cinque anni?

Soffermiamoci su quest’ultimo caso: il riacquisto entro un anno dall’avvenuta vendita infraquinquennale impedisce la perdita delle agevolazioni. Come si concilia questo criterio con il caso del contribuente che ha regolarmente acquistato la sua prima casa nel Comune dove lavora ma non risiede?

Qui, c’è un’importante differenza rispetto al regime dell’agevolazione iniziale: la Corte di Cassazione, nella nuova ordinanza che ti abbiamo accennato nell’introduzione [1], ha affermato che la decadenza per l’alienazione infra quinquennale è impedita dal riacquisto entro un anno, ma solo se il contribuente fissa la residenza nel Comune dove è ubicato l’immobile: il fatto che esso si trovi nel Comune dove si svolge attività lavorativa stavolta non ha alcun rilievo e, dunque, non consente di conservare il beneficio fiscale.

La Suprema Corte fa un’interpretazione rigorosa del testo normativo, in base al quale il riacquisto evita la decadenza a condizione che l’immobile venga adibito ad abitazione principale del contribuente. Questo perché vanno tenute distinte le norme che offrono il beneficio iniziale – che come abbiamo visto è ammesso in favore di chi compra un’abitazione nel luogo dove lavora senza risiedervi – da quelle che stabiliscono le condizioni di decadenza, che sono «di stretta interpretazione» e non possono perciò essere estese analogicamente.

Ti riportiamo il principio di diritto espresso dalla Corte in questa decisione: «In tema di agevolazioni fiscali per l’acquisto della prima casa, la decadenza dal beneficio a seguito dell’alienazione infraquinquennale dell’immobile è esclusa solo in caso di successivo acquisto, entro un anno dall’alienazione, di un altro immobile adibito ad abitazione principale, senza che assuma alcun rilievo la circostanza che, nel comune in cui quest’immobile è ubicato, l’acquirente eserciti la propria attività lavorativa, perché tale evenienza è considerata dall’art. 1, nota II bis, della Tariffa, Parte Prima, allegata al D.P.R. n. 131 del 1986 solo per la concessione del beneficio, e non anche per impedirne la decadenza, in base a disposizioni che, riguardando agevolazioni, devono essere di stretta interpretazione». 

Per ulteriori informazioni leggi la nostra guida: “Come non perdere le agevolazioni prima casa“.


note

[1] Cass. ord. n. 18939 del 06.07.2021.

[2] Art. 1, nota II bis, Tariffa Parte 1° all. al D.P.R. 131/1986.

[3] Cass. sent. n. 6501 del 16.03.2018, n. 13850 del 31.05.2017 e n. 2777 del 11.02.2016.


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

1 Commento

  1. Grazie per le utilissime indicazioni, avrei una domanda da porle;
    in caso di acquisto all’asta come ci si comporta?
    (casistica prima casa nel comune dove si lavora ma non vi si trasferisce la residenza, non si hanno immobili intestati sul territorio italiano)

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube