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Come si contano i 5 giorni della convocazione assemblea condominiale?

7 Luglio 2021
Come si contano i 5 giorni della convocazione assemblea condominiale?

Computo dei giorni di invio dell’avviso di convocazione dell’assemblea di condominio: si calcola il giorno iniziale o quello finale? Sono giorni liberi? 

Come si contano i 5 giorni della convocazione dell’assemblea condominiale? Va conteggiato il giorno iniziale o quello finale? Si tratta di termini liberi? Bisogna far riferimento alla data della prima o della seconda convocazione? Sulla questione, è intervenuta la Cassazione [1]. Ecco alcuni importanti chiarimenti.

Avviso convocazione assemblea: quanti giorni prima?

L’avviso di convocazione dell’assemblea deve pervenire ai condomini 5 giorni prima della riunione di condominio, con l’indicazione non solo del luogo e dell’orario ma con una sintetica esposizione dei punti all’ordine del giorno che saranno trattati.

Si fa riferimento alla prima o alla seconda convocazione?

Molto spesso, si lascia andare volontariamente deserta la prima convocazione per via dei più elevati quorum da rispettare. Sicché, i condomini si riuniscono direttamente in seconda convocazione (tant’è che la data di quest’ultima viene, il più delle volte, evidenziata in “grassetto” o sottolineata all’interno dell’avviso di convocazione redatto dall’amministratore). Ciò nonostante, i 5 giorni entro cui deve essere consegnato l’avviso di convocazione vanno riferiti alla prima convocazione e non alla seconda.

Avviso di convocazione: vale la data di spedizione o la data di ricevimento della raccomandata?

Ai fini della verifica del rispetto dei cinque giorni, non si considera la data in cui l’amministratore ha spedito la raccomandata con l’avviso di convocazione ma quello di ricevimento della stessa da parte del destinatario. Se quest’ultimo non dovesse essere a casa nel momento in cui arriva il postino, si considera comunque quello stesso giorno, data in cui – come noto – il postino immette nella cassetta delle lettere l’avviso di giacenza della raccomandata.

È un «termine libero» quello per il calcolo dei 5 giorni per la convocazione?

Non sono «giorni liberi» quelli ai fini del calcolo del termine di convocazione dell’assemblea di condominio. La Cassazione ricorda che il termine libero – quello cioè in cui il giorno iniziale e il giorno finale non rientrano nel calcolo – è l’eccezione alla regola e, quindi, opera solo laddove previsto espressamente dalla legge.

Come si contano i 5 giorni della convocazione dell’assemblea condominiale?

Per calcolare i 5 giorni della convocazione dell’assemblea di condominio bisogna operare a ritroso, ossia partendo dall’ultimo (quello fissato per la riunione di condominio, vale a dire la prima convocazione) per risalire al primo (quello di ricevimento della raccomandata). In tal caso, il giorno iniziale non entra nel calcolo, mentre vi rientra quello finale. 

Di norma (così dispone l’articolo 155 Codice di procedura civile), il giorno iniziale non si calcola, mentre quello di scadenza (nel nostro caso, il giorno di ricezione della raccomandata) sì. Ecco dunque che il giorno della riunione di prima convocazione non va calcolato, mentre va considerato quello della ricezione dell’avviso di convocazione dell’assemblea condominiale [2].

Che succede se l’avviso di convocazione arriva tardi?

Se l’avviso di convocazione arriva più tardi dei 5 giorni dalla prima convocazione o non arriva proprio, l’assemblea di condominio – e, quindi, anche le relative votazioni – è invalida. Ma, per essere annullata, l’assemblea deve essere impugnata entro massimo 30 giorni (che decorrono, per i partecipanti, dal giorno stesso della riunione mentre, per gli assenti, dal giorno di comunicazione del verbale da parte dell’amministratore). 

A poter impugnare l’assemblea per omessa o tardiva convocazione è solo il condomino che non è stato posto nelle condizioni di partecipare validamente e non gli altri.


note

[1] Cass. ord. n. 18635/2021 del 30.06.2021.

[2] Infatti, ha spiegato il collegio, ogni condomino ha diritto di intervenire all‘assemblea e deve, quindi, essere messo in condizione di poterlo fare, con la conseguente necessità che l’avviso di convocazione, quale atto unilaterale recettizio, sia non solo inviato, ma anche ricevuto nel termine, ivi stabilito, di almeno cinque giorni prima della data fissata per l’adunanza, avendo riguardo alla riunione dell’assemblea in prima convocazione.

Ebbene, il termine di “almeno cinque giorni prima” per la tempestiva comunicazione ai condomini dell’avviso di convocazione dell’assemblea condominiale va calcolato a partire dal primo giorno immediatamente precedente la data fissata per l‘adunanza, e pertanto va considerato di cinque giorni non liberi prima dell’adunanza stessa. Infatti, quando la legge, per la decorrenza del termine, fa riferimento come punto fermo, al dies ad quem anziché al dies a quo, il dies finale – a cominciare dal quale il termine decorre all’indietro – viene ad assumere il valore di capo o punto fermo iniziale che non deve essere computato, mentre va considerato nel termine il dies iniziale, che, funzionando punto fermo finale, va perciò computato in conformità alla stessa regola. La non computabilità del giorno iniziale e di quello finale (cosiddetto termine libero) rappresenta infatti un’ipotesi eccezionale limitata ai casi espressamente previsti dalla legge. Ne consegue, ha concluso la Cassazione, che nel caso in esame, ai fini della tempestività della convocazione, non va conteggiato il termine iniziale che coincide con quello di svolgimento dell’assemblea, mentre va computato quello finale, ossia quello di ricezione dell’avviso.

Autore immagine: depositphotos.com


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