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Perché le assemblee si fanno in seconda convocazione?

7 Luglio 2021
Perché le assemblee si fanno in seconda convocazione?

Non è obbligatorio partecipare in prima o in seconda convocazione, ma nella seconda data è più facile raggiungere le maggioranze (quorum costitutivo e deliberativo).

Un nostro lettore ci chiede perché le assemblee di condominio si fanno in seconda convocazione. 

È ormai consolidata abitudine degli amministratori di condominio comunicare, nell’avviso di convocazione dell’assemblea, tanto la prima quanto la seconda convocazione, evidenziando quest’ultima con elementi grafici di maggior rilievo (il carattere in grassetto e/o la sottolineatura), in modo da porre all’immediata percezione del destinatario quest’ultima data e non la prima. Come mai? Perché poi, di fatto, nessun condomino si presenta alla prima riunione e, per convenzione, tutti danno già per scontato che l’assemblea si terrà solo alla data indicata per la seconda convocazione? La ragione del perché le assemblee si fanno in seconda convocazione è molto semplice e può essere spiegata nei seguenti termini.

Cosa significa assemblea in prima e in seconda convocazione?

Partiamo da una precisazione importante. Se l’assemblea in prima convocazione non raggiunge la maggioranza prevista dalla legge, o va deserta (nel senso che nessuno dei condomini è presente), è necessario procedere ad una seconda convocazione. Le date per la prima e per la seconda convocazione possono essere indicate con il medesimo avviso, ossia con la stessa lettera raccomandata. 

La legge fissa dei quorum, ossia delle maggioranze sia per ritenere valida la costituzione dell’assemblea (cosiddetto «quorum costitutivo»), sia per ritenere valida la successiva votazione dell’assemblea (cosiddetto «quorum deliberativo»).

Il quorum costitutivo serve per poter dire che si è formata un’assemblea; il quorum deliberativo serve per poter ritenere approvata una singola mozione o votazione. Così, se l’assemblea raggiunge il quorum costitutivo, ben è possibile che alcune decisioni vengano approvate (perché per esse si raggiunge il relativo quorum) ed altre no.

I quorum costitutivi e deliberativi previsti per la seconda convocazione sono meno rigorosi rispetto alla prima: ciò al fine di agevolare le decisioni assembleari e non ingessare l’attività del condomino. 

Differenza tra prima e seconda convocazione

In prima convocazione, l’assemblea è validamente costituita (quorum costitutivo) se partecipano 667 millesimi e la maggioranza dei partecipanti al condominio. L’eventuale deliberazione assunta dall’assemblea in prima convocazione in assenza della maggioranza costitutiva è annullabile.

Invece, in seconda convocazione, l’assemblea è regolarmente costituita con l’intervento di tanti condomini che rappresentino almeno un terzo del valore dell’edificio (334/1.000) e un terzo dei partecipanti al condominio.

Stesso discorso vale per quanto riguarda i quorum deliberativi. Se in prima convocazione, in generale, sono richiesti 500 millesimi (cioè metà del valore dell’edificio, oltre alla maggioranza degli intervenuti in assemblea, in seconda convocazione invece bastano 334 millesimi (cioè un terzo) oltre alla maggioranza degli intervenuti. 

In determinate materie particolari e più delicate, il quorum deliberativo è uguale sia in prima che in seconda convocazione e corrisponde a 500 millesimi o a 667 millesimi (tre quarti), oltre ovviamente alla maggioranza dei presenti.

Perché le assemblee si fanno in seconda convocazione?

Dunque, anche con un numero di partecipanti basso, la seconda convocazione può essere valida mentre non lo sarebbe la prima. Sicché, attese le ricorrenti defezioni e il disinteresse che si registra in sede di partecipazione all’assemblea condominiale, proprio per non perdere tempo, si è soliti partecipare direttamente alla seconda convocazione, lasciando andare deserta la prima. 

Si tratta di una pratica ormai entrata nella consuetudine, non prevista dalla legge ma neanche da ritenersi illegale. Se anche un condomino si presentasse in prima convocazione e non trovasse presenti gli altri condomini non potrebbe agire contro di loro o contro l’amministratore, non essendo coercibile l’onere di partecipare alle riunioni di condominio.

La prima convocazione è necessaria?

Secondo diversi giudici, l’invito ai condòmini a partecipare all’assemblea di seconda convocazione fa sì che essa si trasformi automaticamente in prima necessitando, per la sua validità, il raggiungimento del relativo quorum costitutivo. In altri termini, l’assemblea svolta in seconda convocazione dovrà considerarsi di prima. Tuttavia, potrà considerarsi valida solo se avrà raggiunto il corrispondente quorum costitutivo (due terzi del valore dell’edifico e la maggioranza dei partecipanti al condominio) per la regolare costituzione della seduta. In mancanza, le delibere dovranno considerarsi annullabili.

La giurisprudenza ha ribadito che «l’invito inserito dall’amministratore nella convocazione a presentarsi solo all’assemblea di seconda convocazione trasforma quest’ultima in assemblea di prima convocazione e, per la sua validità, occorre che sia raggiunto il quorum del comma 1° dell’articolo 1136 Codice civile» (Corte di appello Milano 13 ottobre 1978, Tribunale Bologna 8 gennaio 1992). Si è anche sostenuto che «l’invito dell’amministratore ai condomini a presentarsi solamente all’assemblea di seconda convocazione trasforma quest’ultima in una assemblea di prima convocazione con tutte le conseguenze inerenti» (Tribunale Milano 21 aprile 1977).

La prima convocazione è una tappa obbligata e ineludibile. L’articolo 1136 Codice civile stabilisce che la seconda convocazione ha ragione di esistere a condizione che venga tenuta la prima. Tale norma è inderogabile. Dunque, «se l’assemblea in prima convocazione non può deliberare per mancanza di numero legale, l’assemblea delibera in un giorno successivo a quello della prima». Il raccordo della dicitura «se… non può deliberare» con «delibera in un giorno successivo» induce a ritenere che la prima convocazione non possa essere fittizia, né tantomeno liberamente omessa: essa, al contrario, deve essere regolarmente tentata, pena l’annullamento della seduta di seconda convocazione (sempreché non sia stato raggiunto il quorum previsto per la prima).



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