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Come ripartire le somme del condomino moroso?

7 Luglio 2021
Come ripartire le somme del condomino moroso?

Non è consentito, con approvazione a maggioranza, accollare sugli altri condomini il debito di chi non paga le quote condominiali.

Come ripartire le somme del condomino moroso? Se uno dei condomini non paga le quote da lui dovute, l’amministratore deve obbligatoriamente avviare, nei suoi confronti, le azioni giudiziarie entro massimo sei mesi dall’approvazione del bilancio consuntivo con lo stato di riparto. Può anche, persistendo la morosità per oltre sei mesi, impedirgli l’utilizzo dei servizi condominiali, almeno quelli suscettibili di godimento separato (come, ad esempio, l’uso del cortile, dei campi da tennis, del riscaldamento, ecc.). 

Tali rimedi non eliminano però il problema che, nel breve periodo, si pone per le casse condominiali: quello della liquidità per far fronte alle spese di gestione. Sicché, si porrà l’esigenza di recuperare tali somme dagli altri condomini. Di qui la domanda: come ripartire le somme del condomino moroso? Cerchiamo di fare il punto della situazione.

L’amministratore può ripartire tra i condomini le quote di chi non ha pagato?

Di sicuro, si possono ripartire i debiti del condomino moroso tra gli altri condomini. Ma tale scelta deve passare attraverso un’apposita delibera condominiale. Non può quindi l’amministratore, di sua iniziativa, spalmare il buco in bilancio tra i condomini che hanno già pagato le proprie quote. 

Quale maggioranza per ripartire le somme del condomino moroso?

Una volta stabilito che solo l’assemblea può decidere se ripartire le somme dei morosi tra i condomini non morosi, vediamo quale deve essere la maggioranza affinché tale decisione possa essere approvata.

Secondo l’interpretazione ormai condivisa da tutta la giurisprudenza [1], serve l’unanimità. E ciò perché addossare su chi ha già pagato le quote condominiali i debiti dei condomini morosi significa far “saltare” la regola base del condominio secondo cui le spese condominiali si dividono per millesimi. Solo l’unanimità può derogare a tale principio e solo l’unanimità può far pagare di più alcuni condomini rispetto ad altri, ferma restando la possibilità di prevedere che tale sorta di anticipazione andrà restituita una volta recuperate le quote dagli insolventi.

L’assemblea, pertanto, non può a maggioranza dividere tra i non morosi il debito dei morosi. 

Anche se sussiste un’effettiva e improrogabile urgenza di recuperare le somme necessarie (ad esempio, per fronteggiare i pignoramenti dei creditori del condominio o per evitare la sospensione dei servizi da parte dei fornitori), la costituzione di un fondo cassa – al pari di un mutuo – richiede comunque l’unanimità. 

Come si ripartiscono le somme del condomino moroso?

Una volta che l’unanimità ha deciso di addossare sui condomini in regola coi pagamenti i debiti dei morosi, vediamo come l’amministratore deve dividere tra i primi tale importo. Anche in questo caso, vige la regola secondo i millesimi. Quindi, l’amministratore dovrà ripartire il debito secondo i millesimi dei condomini non morosi.

Qui, si potrebbe porre l’ulteriore problema che uno di questi ultimi diventi a sua volta moroso, ritenendo non giusto dover pagare una seconda volta. Se così fosse, però, questi dovrebbe impugnare la delibera condominiale entro 30 giorni dalla sua approvazione, sostenendo ad esempio che non è stata rispettata la regola dell’unanimità. In caso di inerzia, la delibera diventa definitiva e anche chi ha già pagato dovrà versare di nuovo un’ulteriore quota per coprire l’ammanco di cassa. 

Va anche detto, che i creditori non possono agire verso gli obbligati in regola se non dopo l’escussione dei debitori. A titolo esemplificativo, nel caso di morosità nel pagamento di utenze, l’azienda erogatrice dovrà rivolgersi al moroso e, solo in via sussidiaria, all’intero condominio. 

Dopodiché – come anticipato in apertura – l’amministratore avrà un semestre dalla chiusura annuale d’esercizio, per rivalersi con il moroso ed ottenere, senza l’ok assembleare, un decreto ingiuntivo immediatamente esecutivo o, per i debiti protrattisi per un semestre, sospenderlo dal fruire dei servizi comuni suscettibili di godimento separato.


note

[1] Cass. sent. n. 13631/2001; C. App. Ancona sent. n. 601/21 del 19.05.2021.

Autore immagine: depositphotos.com


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3 Commenti

  1. Unanimità significa che anche il condomino moroso deve approvare il riparto delle spese?

  2. La capa vostra nn è buona. Manco morta darei i miei soldi per un altro. Facesse il pignoramento sulla casa.

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