Diritto e Fisco | Editoriale

Energia: Mercato libero o tutelato? Il grande bluff dello spot

18 maggio 2014


Energia: Mercato libero o tutelato? Il grande bluff dello spot

> Diritto e Fisco Pubblicato il 18 maggio 2014



Dai contratti mai richiesti o estorti con artifici e firme false alle società di recupero credito: ecco perché i consumatori non scelgono più il mercato libero.

Uno spot pubblicitario al mercato libero dell’energia quello appena pubblicato da Acquirente Unico, la società pubblica interamente partecipata dal GSE [1]. Ma, soprattutto, uno spot talmente tendenzioso e falso da far gridare allo scandalo.

Secondo lo “studio” (la definizione, però, va presa con le pinze) diffuso da Acquirente Unico, l’identikit del consumatore che preferisce il mercato protetto (Enel Servizio Elettrico, tanto per capirci) è di un utente caratterizzato da scarso interesse per i temi dell’energia, poco attento al risparmio, con poca informazione, che tende a consumare molta energia e con un atteggiamento passivo nei confronti delle scelte di consumo. Insomma: uno sfigato.

Al contrario, chi sceglie di passare al mercato libero (le varie società private, tra cui, peraltro, Enel Energia) è un soggetto attivo, con un alto interesse per il problema energetico, rivolto al risparmio e consapevole delle proprie scelte di consumo. Insomma: un buon padre di famiglia, attento al portafoglio.

 

Un’immagine, questa, che si scontra coi dati di fatto e, in primo luogo, con la circostanza che – secondo i dati diffusi dalla stessa Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas (AEEG) – il mercato libero è molto più caro: costa cioè, in media, il 12,8% in più di quello protetto (dati diffusi lo scorso mese di agosto. Leggi l’articolo “Luce e gas: meglio il mercato tutelato”).

Ma soprattutto la pseudo-indagine di Acquirente Unico fa finta di dimenticare l’infinita lista di denunce presentate dai consumatori nei confronti delle aziende del mercato libero. Sono all’ordine del giorno le innumerevoli contestazioni di contratti estorti con la truffa e l’inganno, ad utenti la cui unica colpa è stata quella di aver aperto la porta a rappresentanti spacciatosi per inviati dai gestori del mercato protetto. Questi ultimi, con la scusa di voler vedere le ultime bollette, sono riusciti a far firmare, ai più sprovveduti, contratti mai richiesti. Per non parlare, poi, delle proposte di adesione con firme false, apposte dagli stessi agenti; o di quei casi in cui il contratto è stato concluso per telefono, con scarsa informazione al cliente. Il tutto millantando dei vantaggi che poi, puntualmente, non si sono rivelati effettivi.

Lo specchietto per le allodole è sempre quello di un prezzo più competitivo rispetto a quello che l’utente già paga.

Ma se a passare con il nuovo operatore non ci si mette nulla, i problemi vengono per disdire il contratto. Infatti, per chiedere l’intervento dell’Autorità dell’Energia, in caso di reclamo ufficiale senza riscontro (come avviene nella gran parte dei casi), è necessario attendere quaranta giorni. E se le bollette non vengono onorate, scatta l’invio della pratica alla società di recupero crediti e, soprattutto, la sospensione della corrente.

Ecco perché, nonostante queste notizie siano ormai ben note al GSE, stupisce – o meglio, indigna – che proprio dal Gestore arrivi uno “studio” come quello appena circolato.

La verità per cui gli utenti non scelgono più il mercato “libero” (meglio sarebbe chiamarlo “libero-di-fregare”) è perché sono stufi di essere truffati e, ormai, sono diventati diffidenti. Checché ne dica lo “spot” del Gestore.

note

 

[1] In particolare, Acquirente Unico è la Società per azioni del gruppo Gestore dei Servizi Energetici GSE S.p.A., cui è affidato per legge il ruolo di garante della fornitura di energia elettrica alle famiglie e alle piccole imprese.

Autore immagine: 123rf.com

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1 Commento

  1. “Secondo lo “studio” (la definizione, però, va presa con le pinze) diffuso da Acquirente Unico, l’identikit del consumatore che preferisce il mercato protetto (Enel Servizio Elettrico, tanto per capirci) è di un utente caratterizzato da scarso interesse per i temi dell’energia, poco attento al risparmio, con poca informazione, che tende a consumare molta energia e con un atteggiamento passivo nei confronti delle scelte di consumo. Insomma: uno sfigato.”

    In realtà, per certi versi, è l’esatto opposto. Chi effettivamente si interessa a certi temi prima di decidere si informa da chi ha già effettuato il passaggio, per poi riemanare dov’è appena scopre che in realtà la convenienza non c’è.

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