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La vendita di oggetti usati

7 Luglio 2021
La vendita di oggetti usati

Autorizzazioni, contratto, garanzia, vizi, diritto di recesso e partita Iva: tutto ciò che deve sapere chi vende beni di seconda mano.

La vendita di oggetti usati non è soggetta alle norme previste per chi compra in negozio o su Internet. Questo non toglie che chi compra da un privato abbia diritto a una serie di tutele. Ecco gli aspetti più salienti di tale disciplina.

Chi vende beni usati deve fornire la garanzia?

Se il venditore è un professionista – ossia un’azienda o comunque un soggetto che svolge tale attività in via continuativa e organizzata – all’acquirente spetta la garanzia di due anni proprio come avviene per la vendita di oggetti nuovi. 

Si pensi a chi compra un’auto di seconda mano da un rivenditore: l’acquirente avrà diritto alla riparazione o alla sostituzione del veicolo se questo non dovesse funzionare a dovere. Nel caso in cui ciò dovesse risultare impossibile o antieconomico, l’acquirente potrà chiedere il rimborso integrale dei soldi (dietro restituzione dell’auto) o uno sconto sul prezzo di vendita.

Diverso è il caso del privato che compra da un altro privato (si pensi a un mercatino dell’usato o a uno scambio su Internet). In questa ipotesi, non è dovuta la garanzia per prodotti difettosi. Ciò però non toglie che il venditore debba garantire all’acquirente che l’oggetto venduto possegga le qualità promesse. Se chi vende assicura che il prodotto è funzionante quando invece non è così, l’acquirente ha diritto alla restituzione dei soldi. Se non li riceve, non può certo denunciare il venditore, non trattandosi di un reato, ma potrà intentargli una causa civile per inadempimento contrattuale.

Certo, chi compra un oggetto usato deve mettere in conto che questo potrebbe presentare dei difetti sopravvenuti proprio per via del precedente impiego. La responsabilità del venditore quindi è tutt’altro che scontata e va fatta caso per caso, tenendo conto dell’età del prodotto e del tempo di utilizzo dello stesso (si pensi ai chilometri già percorsi da un’auto).

Dunque, la garanzia per prodotti usati copre sicuramente tutti i difetti già esistenti al momento della vendita che non fossero visibili dall’acquirente con l’ordinaria diligenza oppure che siano stati taciuti dolosamente dal venditore; non così per quelli sopravvenuti derivanti dall’usura, per i quali non opera la garanzia. Secondo la Cassazione, la consapevolezza di acquistare un prodotto usato comporta anche l’accettazione di qualità dell’oggetto necessariamente ridotta in ragione dell’usura e dell’utilizzo nel periodo precedente la vendita.

Come funziona la clausola «visto e piaciuto»?

Proprio per evitare eventuali contestazioni sulla presenza di vizi al momento della vendita, di solito, il venditore presenta all’acquirente una scrittura privata con cui questi accetta il prodotto per come appare in quel momento, con tutti gli eventuali difetti. È la cosiddetta clausola «visto e piaciuto». Essa vale come limitazione (od esclusione) della garanzia per vizi, salvo quelli occultati dal venditore.

Spetta il diritto di recesso nelle vendite tra privati? 

Se il venditore è un soggetto che svolge l’attività di vendita in modo professionale e la vendita è avvenuta tramite Internet o per telefono (o comunque fuori dal negozio), l’acquirente ha il diritto di recesso entro 14 giorni dalla consegna del bene. 

Se il venditore è un privato, invece, il diritto di recesso non sussiste. 

È legale vendere oggetti su Internet o in un mercatino?

La vendita o lo scambio (il baratto) di oggetti usati è pienamente lecito e non richiede alcuna autorizzazione, neanche quella del produttore dell’oggetto. Secondo la giurisprudenza, è lecita anche la vendita di libri, di videogiochi o di software usati con tutta la licenza d’uso, senza che la casa produttrice possa porre limitazioni.

Per vendere oggetti usati ci vuole la partita Iva?

L’occasionale vendita di oggetti tra privati non implica l’esercizio di un’attività commerciale. Pertanto, non è necessario aprire una partita Iva, né chiedere autorizzazioni, né emettere documenti fiscali.

Devo dichiarare i soldi ricevuti da una vendita tra privati?

Chi vende tra privati senza fare un utile (ossia ad un prezzo inferiore rispetto a quello di acquisto) non è tenuto a riportare il corrispettivo ricevuto nella propria dichiarazione dei redditi. 

Qualora invece la vendita dovesse avvenire a un prezzo superiore a quello dell’originario acquisto (si pensi a un quadro che, col tempo, ha acquistato valore) sarà necessario denunciare il guadagno ricavato all’Agenzia delle Entrate nella propria dichiarazione dei redditi.

Per vendere oggetti usati è necessario un contratto scritto?

La vendita di beni mobili può avvenire informalmente. Non è quindi necessario un contratto scritto. Ben potrebbe avvenire con una semplice dichiarazione o con la consegna dell’oggetto.



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1 Commento

  1. Il mio compagno ha acquistato un’auto di seconda mano. All’apparenza sembrava ben tenuta. Tutto felice, ritornò a casa contento dell’affare. Peccato che dopo un annetto ha iniziato ad avere problemi di ogni tipo. In pratica, ci ha dovuto spendere quasi quanto l’aveva pagata. Alla fine, l’ho convinto a prendersene una nuova in concessionaria e investire delle quote mensili nell’acquisto di un mezzo nuovo e sicuro

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