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Quante piante di marijuana si possono tenere per uso personale?

8 Luglio 2021
Quante piante di marijuana si possono tenere per uso personale?

Coltivazione di cannabis: dopo quante piantine scatta il reato di spaccio? 

Quante piante di marijuana si possono tenere per uso personale? Fino al 2019, la coltivazione domestica di marijuana è sempre stata ritenuta reato, tanto dalla Cassazione, quanto dalla Corte Costituzionale. Senonché, la Suprema Corte a sezioni unite, qualche anno fa, ha mutato orientamento, equiparando la coltivazione di ridotte dimensioni all’uso personale e quindi, di fatto, depenalizzando tale condotta. 

Dunque, per chi coltiva poche piantine di marijuana in casa ci sono solo sanzioni di tipo amministrativo (revoca patente, passaporto, porto d’armi, permesso di soggiorno fino ad un anno). Oltre un certo limite si cade nel reato di spaccio e, di qui, scatta l’incriminazione penale. 

Il punto però è che né la legge, né la giurisprudenza hanno chiarito quale sia questo limite. Ma è proprio dalla lettura delle ultime sentenze che ci si può fare un’idea e comprendere quali sono i confini tra spaccio e uso personale. 

Ecco dunque quante piante di marijuana si possono tenere per uso personale.

Quando la coltivazione di marijuana è per uso personale?

Chi si aspetta di leggere nelle parole della Cassazione quante piantine di marijuana si possono coltivare per rientrare nell’«uso personale» resterà profondamente deluso. Nelle parole dei giudici ci sono solo formule generiche. 

Volendo semplificare il contorto vocabolario della Suprema Corte, si può dire che il principio espresso dai magistrati è il seguente: non c’è reato di spaccio tutte le volte che la coltivazione svolta in forma domestica è di dimensioni ridotte tanto da far ritenere che la sostanza in corso di produzione non sia destinata allo spaccio ma all’uso personale. Tale valutazione va fatta caso per caso, ma comunque tenendo conto di tre elementi che vedremo nel paragrafo successivo.

Sulla base di quali elementi si stabilisce che la coltivazione è per uso personale?

Come dicevano, secondo la Cassazione, sono tre gli indici che devono far comprendere se siamo in presenza di una coltivazione destinata allo spaccio o all’uso personale. Questi indici sono:

  • le tecniche utilizzate per la coltivazione (se rudimentali o sofisticate);
  • il quantitativo di prodotto ricavabile dalle piantine;
  • il numero di piante. 

In particolare, quando il numero di piantine coltivate è modesto, tale cioè da ricavare un minimo quantitativo di prodotto, allora non c’è reato di spaccio ma solo l’illecito amministrativo equiparabile all’uso personale.

Quanto invece alle tecniche utilizzate, sono indicative di una coltivazione destinata allo spaccio la presenza di serre, fertilizzanti e sistemi di ventilazione, strumenti di confezionamento (sacchetti di plastica), ecc. 

Ciò che conta, comunque, non è tanto la quantità di principio attivo presente al momento del controllo dei carabinieri o della polizia, ma quello potenzialmente ricavabile. 

Quante piantine di marijuana si possono tenere per uso personale?

Leggendo l’intero testo delle numerose sentenze sino ad oggi emesse dalla Cassazione, si possono scoprire le condotte portate all’attenzione dei giudici e, sulla scorta di queste, trarre le conclusioni per definire il numero massimo di piantine che si possono coltivare senza commettere reato. 

Di media, il numero di piante di marijuana ritenuto punto di confine tra l’uso personale e lo spaccio è di tre. Ma non mancano eccezioni. Ad esempio:

  • Cassazione n. 20389 del 24 maggio 2021 ha ritenuto che anche 12 piantine di marijuana possano configurare l’uso personale se le tecniche rudimentali utilizzate dall’imputato sono tali da escludere ogni intento di spaccio. Affinché vi sia reato di spaccio è necessario che la coltivazione si avvalga di strumentazioni e pratiche agricole tecnicamente adeguate. Non c’è invece il penale se lo svolgimento di tale coltivazione avviene in forma domestica e non in forma industriale;
  • Cassazione n. 5626 del 21 febbraio 2021 ha ritenuto che si possono tenere due piante di marijuana a casa senza commettere reato anche se da queste è possibile ricavare una produzione di quarantasette dosi droganti. Secondo la Cassazione, si tratta di un quantitativo tutto sommato modesto;
  • Cassazione n. 644 dell’11.01.2021 ha condannato per reato di spaccio un imputato che aveva quattro piantine di marijuana e, soprattutto, una serra a disposizione. In tal caso, è stata evidente l’organizzazione su base industriale ed organizzata. Insomma, in questo caso, a pesare più che il numero di piantine sono state le modalità di coltivazione, tali da non far presumere che si trattasse di coltivazione domestica. Fra l’altro, nel caso di specie, erano ricavabili dalla piantine ben 271 dosi, circostanza questa già di per sé indicativa dell’impossibilità di ricondurre la produzione di droga all’uso personale;
  • Cassazione n. 4666 del 4.02.2020 ha condannato un uomo trovato con poche piantine ma con una serie di strumenti professionali per la coltivazione (serre; fertilizzante; sistema di ventilazione), quantitativo di stupefacente prodotto e già predisposto di 85 grammi da cui si potevano trarre circa 270 dosi.


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