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Appartamento in comproprietà: chi partecipa all’assemblea?

1 Agosto 2014
Appartamento in comproprietà: chi partecipa all’assemblea?

Un appartamento in un condominio è in proprietà indivisa, per il 60% di una persona e per l’altro 40% di un’altra; poiché con la nuova legge sul condominio, all’assemblea può partecipare un solo comproprietario, come si dirime il conflitto tra i due?

La riforma del condominio, confermando la normativa preesistente, dispone che più comproprietari di un’unica unità immobiliare abbiano diritto a un solo rappresentante in assemblea. Tuttavia, mentre in passato, in caso di disaccordo tra i comproprietari, il presidente dell’assemblea procedeva al sorteggio del rappresentante, la riforma prevede che detto rappresentante sia designato dalla maggioranza dei comproprietari computata per quote [1].

Di conseguenza, chi detiene più del 50% delle quote può sostanzialmente designare il rappresentante in assemblea (come, del resto, può nominare un amministratore della comunione).

È appena il caso di aggiungere che, in ogni caso, resta fermo il principio secondo cui “tutti i partecipanti [alla comunione] hanno diritto di concorrere nell’amministrazione della cosa comune” [2].

I comproprietari, dunque, potranno decidere sulle indicazioni di voto, che – ove attengano ad atti eccedenti l’ordinaria amministrazione – saranno approvate con la maggioranza qualificata dei due terzi dei partecipanti alla comunione [3].

Si ritiene, tuttavia, che la violazione di dette indicazioni possa avere un rilievo soltanto interno e non incida sulla validità del voto espresso dal rappresentante (la tesi è oggi rafforzata da quanto espressamente disposto per il rappresentante di ogni singolo condominio all’assemblea del supercondominio [4]).


note

[1] Art. 67, secondo comma, dispt. att. cod. civ. richiama l’art. 1106 cod. civ., che – a sua volta – richiama il precedente art. 1105 cod. civ.

[2] Art. 1105, primo comma, cod. civ.

[3] Art. 1108 cod. civ.

[4] Art. 67 disp. att. cod. civ., comma 4, dispone che ogni limite o condizione al potere di rappresentanza si considera non apposto.

Autore immagine: 123rf.com


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1 Commento

  1. Siamo tre fratelli comproprietari in quote uguali di una unità immobiliare, in condominio. Uno solo dei tre ha saputo della richiesta e concessione dellecobonus, e da solo ha firmato la cessione del credito ad una banca, tenendo al buio gli altri due comproprietari. Dopo ha chiesto ed ottenuto dagli altri due comproprietari l’acquisto dell’appartamento, ricevuto in eredità dalla madre.
    Almeno uno dei fratelli, il sottoscritto, era all’oscuro della richiesta e concessione dell’ecobonus, e della cessione del credito. L’acquisto è avvenuto in mala fede? l’amminiostratore sostiene di avermi informato di tutto con mail non certificate. Io sostengo, com’è vero, di non avere ricevuto nessuna informazione. Ossia né convocazione, né verbale dell’assemblea. Potete fornirmi consigli?

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