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Chiave elettronica auto: è protetta da privacy?

8 Luglio 2021
Chiave elettronica auto: è protetta da privacy?

Le informazioni contenute nella chiave elettronica di un’automobile sono considerate “dati personali”.

Le più avanzate chiavi elettroniche delle auto possono essere collegate a un computer per rivelare una serie di dati circa l’uso della vettura: la targa della vettura, il numero di telaio, i chilometri percorsi, la data dell’ultima revisione, lo stato del veicolo, gli stessi estremi del proprietario e così via. 

Cosa potrebbe succedere se la chiave dovesse essere presa e “letta” da terzi non autorizzati? La chiave elettronica dell’auto è protetta da privacy? La risposta è affermativa e a darla è stata una recente sentenza della Cassazione [1]. 

La vicenda è quella di un automobilista che aveva fatto causa ad una società automobilistica per aver consegnato una copia della propria chiave a un soggetto rivelatosi successivamente un truffatore. 

Secondo la Corte, il trattamento dei dati contenuti nella chiave elettronica di un’automobile deve essere fatto con le cautele imposte dalla legge sulla privacy e, dunque, nel rispetto del suo titolare. Non è possibile cedere la chiave a terzi senza l’autorizzazione del titolare, così come non sarebbe possibile rivelare il suo numero di telefono, l’e-mail o gli altri dati personali. 

Proprio per queste ragioni, i giudici hanno accolto il ricorso dell’automobilista contro la nota casa produttrice bavarese la quale è stata condannata al risarcimento dei danni patrimoniali e non patrimoniali. Danni, beninteso, che vanno sempre dimostrati: come più volte ha chiarito la stessa Cassazione, la commissione di un illecito – come appunto la violazione della privacy – non presuppone in sé anche un danno. Non c’è cioè alcun automatismo tra lesione della riservatezza e risarcimento. La prova del danno viene rimessa alla presunta vittima che dovrà dimostrare quali conseguenze negative ha subito a seguito della comunicazione illegittima dei propri dati personali. 

Nel caso di specie, la macchina era stata poi rubata proprio per via del trafugamento dei dati contenuti nella chiave elettronica. 

Con la pronuncia in commento la Cassazione ha così affermato che: «Rientrano nel novero dei dati personali non solo il numero di targa del veicolo, benché esso sia visibile a tutti quando il veicolo circola per strada, ma anche i dati costituenti la chiave di accesso al sistema elettronico di apertura e chiusura dell’autoveicolo, in quanto ciò che rileva non è il numero in sé ma il suo collegamento a una persona». 

Del resto, l’articolo 4 della legge sulla privacy (D.lgs. n. 196/2003), già ancor prima delle ultime modifiche attuate con il Gdpr, stabilisce che è dato personale «qualunque informazione relativa a una persona identificata o identificabile, anche indirettamente, mediante riferimento a qualsiasi altra informazione, ivi compreso un numero di identificazione personale».

Particolarmente importanti, argomenta la Corte, «sono i dati che permettono l’identificazione diretta come i dati anagrafici (ad esempio: nome e cognome), le immagini, ecc.; e i dati che permettono l’identificazione indiretta, come un numero di identificazione (ad esempio, il codice fiscale, l’indirizzo IP, il numero di targa)». 

Inoltre, con l’evoluzione delle nuove tecnologie, «altri dati personali hanno assunto un ruolo significativo, come quelli relativi alle comunicazioni elettroniche (via internet o telefono) e quelli che consentono la geolocalizzazione, fornendo informazioni sui luoghi frequentati e sugli spostamenti». 

«Ciò che assume rilievo decisivo, in materia di privacy – stabilisce sempre la Cassazione -, è, dunque, il collegamento funzionale, ai fini identificativi, tra i dati personali e la persona fisica, in presenza di condotte astrattamente riconducibili nell’alveo del trattamento».

Bisogna quindi considerare «tutta la complessa attività posta in essere dalla società automobilistica mediante la predisposizione di una chiave elettronica personalizzata indispensabile per l’utilizzo dell’autoveicolo, consegnata in esecuzione del contratto di acquisto e incorporante dati direttamente e indirettamente identificativi dell’autovettura e del proprietario».  


note

[1] Cass. sent. n. 19270.

Autore immagine: depositphotos.com


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