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Istigazione alla corruzione: Cassazione

24 Luglio 2021
Istigazione alla corruzione: Cassazione

Le pronunce della Suprema Corte sulla configurabilità del reato e sulla prova dell’offerta corruttiva.

Riqualificazione dell’imputazione di istigazione alla corruzione

L’imputato non ha interesse ad impugnare una sentenza di improcedibilità per mancanza di querela anche se tale decisione consegua ad una diversa qualificazione giuridica del fatto contestato, trattandosi di causa originaria ostativa all’esercizio di tale potere, benché successivamente dichiarata, dal che consegue che non è consentito dedurre avverso una tale pronuncia la mancata valutazione di cause di proscioglimento ai sensi dell’art. 129 c.p.p.

(Fattispecie relativa a sentenza di improcedibilità per mancanza di querela pronunciata a seguito di riqualificazione dell’imputazione di istigazione alla corruzione in tentata truffa aggravata).

Cassazione penale sez. VI, 20/10/2020, n.5455

Richiesta di denaro da parte del pubblico ufficiale rifiutata dalla vittima

In tema di reati contro la pubblica amministrazione, la indebita richiesta di denaro da parte del pubblico ufficiale, che venga comunque rifiutata dalla vittima, non integra il delitto di tentata concussione, ma quello di istigazione alla corruzione previsto dall’art. 322, comma 3, c.p., qualora difettino gli elementi della costrizione o induzione nei confronti del privato, prodotta dal pubblico ufficiale con l’abuso della sua qualità o dei suoi poteri.

(Fattispecie in cui il pubblico ufficiale, nel formulare le sue richieste di denaro, prospettava alle vittime la convenienza del suo intervento “per rimettere in moto” le pratiche alla cui definizione i privati erano interessati, senza prospettare in alcun modo che, in caso di mancato accoglimento della sua proposta, avrebbe ostacolato la prosecuzione dell’iter amministrativo).

Cassazione penale sez. VI, 23/01/2020, n.14782

Istigazione alla corruzione: configurabilità del reato

Ai fini della configurabilità del delitto di istigazione alla corruzione per un atto contrario ai doveri di ufficio, l’idoneità dell’offerta deve essere valutata con giudizio “ex ante”, sicché la condotta può ritenersi inoffensiva solo se manchi l’idoneità potenziale dell’offerta stessa a conseguire lo scopo perseguito dall’autore, non rilevando la tenuità di essa, purché non sia del tutto irrisoria.

(Fattispecie in cui è stata confermata la decisione del tribunale del riesame che ha escluso la gravità indiziaria del reato a fronte dell’offerta di un’utilità di modico valore, pur se non specificamente quantificata, quale contropartita per l’interessamento ottenuto dal ricorrente presso il direttore generale di un’ azienda sanitaria al fine di favorire il proprio genero in un concorso per l’assunzione, sul rilievo che il predetto pubblico ufficiale aveva già assicurato la propria disponibilità a tenere la condotta favoritrice).

Cassazione penale sez. VI, 23/10/2019, n.46494

Istigazione alla corruzione, concussione e induzione indebita a dare o promettere utilità: differenze

La condotta di sollecitazione, punita dall’articolo 322 del C.p., si distingue sia da quella di costrizione (cui fa riferimento l’articolo 317 del C.p.) che da quella di induzione (che caratterizza la nuova ipotesi delittuosa dell’articolo 319-quater del C.p.) in quanto si qualifica come una richiesta formulata dal pubblico agente senza esercitare pressioni o suggestioni che tendano a piegare ovvero a persuadere, sia pure allusivamente, il soggetto privato, alla cui libertà di scelta viene prospettato, su basi paritarie, un semplice scambio di favori, connotato dall’assenza sia di ogni tipo di minaccia diretta o indiretta sia, soprattutto, di ogni ulteriore abuso della qualità o dei poteri.

Cassazione penale sez. VI, 22/10/2019, n.18125

Istigazione alla corruzione: la condotta del pubblico agente

In tema di reati contro la pubblica amministrazione, integra il delitto di istigazione alla corruzione la condotta del pubblico agente che si attivi per instaurare un rapporto paritetico con il privato volto al mercimonio dei propri poteri, a condizione che la stessa, con valutazione “ex ante” effettuata tenendo conto delle circostanze concrete, risulti potenzialmente idonea a indurre il privato ad accedere all’accordo corruttivo.

(In motivazione, la Corte ha precisato che l’idoneità della condotta va valutata in considerazione dell’entità del corrispettivo richiesto dal pubblico ufficiale, delle qualità personali del destinatario della proposta e del suo interesse al rilascio dell’atto oggetto della compravendita).

Cassazione penale sez. VI, 23/01/2019, n.8300

Dolosa omissione della denuncia del reato di istigazione alla corruzione

Le dichiarazioni rese, in violazione dell’art. 63 c.p.p., dal soggetto che, avendo ricevuto una proposta corruttiva, non abbia provveduto all’immediata denuncia, sono inutilizzabili solo a condizione che all’epoca dell’escussione emergessero inequivoci indizi a carico del dichiarante in ordine alla configurabilità di una dolosa omissione della denuncia del reato di istigazione alla corruzione.

(Fattispecie in cui la Corte ha ritenuto utilizzabili le dichiarazioni del destinatario della proposta corruttiva il quale inizialmente non aveva compreso la serietà dell’offerta e, pertanto, non aveva provveduto alla denuncia, che aveva sporto solo a seguito della reiterazione della proposta illecita).

Cassazione penale sez. VI, 25/09/2018, n.54640

Offerta di denaro per sottrarsi all’alcoltest

L’evidente condizione di incapacità temporanea del conducente che guida in stato di ebbrezza è irrilevante per escludere il reato di istigazione alla corruzione ex art. 322 c.p. a fronte di un’offerta di denaro ai pubblici ufficiali in servizio diretta a impedire la quantificazione del grado alcolico del conducente stesso.

Cassazione penale sez. VI, 19/09/2018, n.46015

Reato di istigazione alla corruzione: l’arresto in flagranza

In tema di arresto in flagranza per il reato di istigazione alla corruzione, sussiste una violazione delle regole che presiedono al controllo sulla legittimità dell’arresto facoltativo in flagranza di reato allorché il giudice non si limiti ad un esame di ragionevolezza di contesto circa l’operato della polizia giudiziaria, ma si spinga a valutazioni di merito circa la materiale, effettiva sussistenza di una istigazione alla corruzione che non sono consentite se non nella successiva, eventuale sede della emissione di misura cautelare personale.

Cassazione penale sez. VI, 13/09/2018, n.45746

La condanna per istigazione alla corruzione

Viola il principio di correlazione tra accusa e sentenza la decisione con cui l’imputato, rinviato a giudizio per millantato credito, è condannato per il diverso reato di istigazione alla corruzione, necessitando quest’ultimo del diverso elemento costitutivo rappresentato da un’offerta seria e concreta, rifiutata dal pubblico ufficiale, per commettere un atto contrario ai doveri di ufficio.

Cassazione penale sez. VI, 14/12/2016, n.4113

Controllo fiscale e istigazione alla corruzione

Integra il delitto di istigazione alla corruzione, di cui all’art. 322, comma secondo, cod. pen., l’offerta di beni immediatamente utilizzabili, e di significativo valore economico (nella specie: buoni benzina di valore pari a 4.000 euro), fatta in assenza di serie giustificazioni a militari della Guardia di finanza durante lo svolgimento di una verifica fiscale.

Cassazione penale sez. VI, 09/02/2016, n.6849

Denaro offerto o promesso al pubblico ufficiale

In caso di istigazione alla corruzione, il denaro offerto o promesso al pubblico ufficiale, non costituendo il prezzo o il profitto del reato, ma il mezzo di esecuzione di esso, può essere oggetto di confisca facoltativa ai sensi dell’art. 240, comma primo, cod. pen., in ragione dello stresso nesso strumentale esistente tra proposta corruttiva e danaro offerto.

(Nella specie, la Corte ha ritenuto corretta la decisione di merito che, per l’entità della somma rinvenuta in possesso dell’imputato e le modalità dell’azione delittuosa, aveva affermato vi fosse pericolo che essa potesse costituire l’occasione per la commissione di ulteriori condotte illecite).

Cassazione penale sez. V, 26/01/2016, n.14029

Istigazione alla corruzione: la prova dell’offerta corruttiva

Per la consumazione del reato d’istigazione alla corruzione è richiesta solamente la prova dell’offerta corruttiva, risultando del tutto irrilevanti i motivi che hanno spinto l’imputato a formularla.

Cassazione penale sez. V, 26/01/2016, n.14029



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