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Esenzione imposta di registro prima casa: requisito Isee

10 Luglio 2021
Esenzione imposta di registro prima casa: requisito Isee

In base al nuovo DL sostegni bis, è previsto l’esonero per l’imposta di registro e catastali per l’acquisto prima casa. Mi sto accingendo al rogito ma il nucleo dove vivo con i miei genitori ha un Isee superiore a 40.000 € . Andando a vivere con la mia compagna nella nuova casa avrò un Isee inferiore . Posso ugualmente firmare il rogito, fare il cambio di residenza e il nuovo calcolo Isee oppure per beneficiare dell’esenzione ci deve essere il prerequisito dell’Isee anche nel mio vecchio nucleo familiare?

L’art. 63, c. 6, del D.l. 25 maggio 2021 , n. 73 prevede espressamente che “gli atti traslativi a titolo oneroso della proprietà di “prime case” di abitazione, ad eccezione di quelle di categoria catastale A1, A8 e A9, come definite dalla nota II -bis all’articolo 1, della tariffa, parte prima, allegata al testo unico delle disposizioni concernenti l’imposta di registro, approvato con decreto del Presidente della repubblica 26 aprile 1986, n. 131, e gli atti traslativi o costitutivi della nuda proprietà, dell’usufrutto, dell’uso e dell’abitazione relativi alle stesse sono esenti dall’imposta di registro e dalle imposte ipotecaria e catastale se stipulati a favore di soggetti che non hanno ancora compiuto trentasei anni di età nell’anno in cui l’atto è rogitato e che hanno un valore dell’indicatore della situazione economica equivalente, stabilito ai sensi del regolamento di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 5 dicembre 2013, n. 159, non superiore a 40.000 euro annui”.

La disposizione normativa richiede, tra gli altri presupposti, l’Isee di importo non superiore a 40.000 euro annui; in assenza di deroghe specifiche, ai fini della valutazione dell’Isee occorre fare riferimento alle regole generali previste dal citato Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 5 dicembre 2013, n. 159 “Regolamento concernente la revisione delle modalità di determinazione e i campi di applicazione dell’Indicatore della situazione economica equivalente (Isee).”

Ne consegue che i figli maggiorenni che convivono con i genitori fanno parte del medesimo nucleo familiare ai fini Isee anche se lavorano e non sono più a carico Irpef. La residenza anagrafica presso la medesima abitazione dei genitori attrae automaticamente i figli nel loro nucleo familiare, sicché ai fini dell’indicatore della situazione economica equivalente concorrono i redditi di tutti i componenti del nucleo.

La regola appena indicata non subisce deroghe per l’accesso alla misura agevolativa del fondo mutui prima casa, sicché il requisito dell’Isee deve intendersi riferito, comunque, all’intero nucleo familiare dell’interessato al momento del rogito o comunque nel momento in cui viene richiesta l’agevolazione statale. Difatti, a parere di chi scrive, l’interpretazione più logica porta a ritenere che il legislatore abbia voluto vincolare il requisito Isee al momento temporale dell’accesso all’agevolazione, momento che non può non coincidere con il rogito stesso.

L’esenzione dell’imposta di registro riguarda l’atto pubblico di compravendita immobiliare e la sussistenza dei requisiti dell’esenzione stessa deve emergere ed essere dichiarata già in sede di stipula dell’atto stesso.

Diversamente, quando il legislatore ha ritenuto possibile posticipare l’esistenza del requisito, lo ha espressamente previsto: per esempio, ai fini delle agevolazioni prima casa, è espressamente previsto che l’acquirente possa trasferire la residenza entro 18 mesi dall’acquisto.

D’altronde, se si legge anche la disposizione del D.l. Sostegni – bis che prevede l’esenzione dell’imposta per i mutui prima casa, alle stesse condizioni di cui al precedente comma, emerge chiaramente la necessità che il requisito dell’Isee si riferisca al momento della stipula del contratto di finanziamento: “I finanziamenti erogati per l’acquisto, la costruzione e la ristrutturazione di immobili ad uso abitativo per i quali ricorrono le condizioni e i requisiti di cui al comma 6 e sempreché la sussistenza degli stessi risulti da dichiarazione della parte mutuataria resa nell’atto di finanziamento o allegata al medesimo sono esenti dall’imposta sostitutiva delle imposte di registro, di bollo, ipotecarie e catastali e delle tasse sulle concessioni governative, prevista in ragione dello 0,25 % dall’articolo 18 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 601”.

Alla luce di quanto precede, se il lettore ha modo di trasferire, prima del rogito, la residenza in abitazione diversa da quella dei genitori, può essere in grado di produrre in tempo un Isee conforme all’agevolazione. Diversamente, si troverebbe a dichiarare, in sede di rogito, l’esistenza di un requisito non sussistente, con il rischio di un accertamento fiscale e, dunque, di revoca dell’agevolazione.

Difatti, il D. L. Sostegni – bis prevede espressamente che, in caso di insussistenza delle condizioni e dei requisiti per beneficiare delle agevolazioni, viene effettuato il recupero delle imposte dovute, oltre alle sanzioni e agli interessi secondo le disposizioni previste dalla nota II bis all’articolo 1, della tariffa, parte prima, allegata al testo unico delle disposizioni concernenti l’imposta di registro.

Articolo tratto da una consulenza dell’avv.Maria Monteleone



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