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Cosa rischi se spacchi tutto?

9 Luglio 2021
Cosa rischi se spacchi tutto?

Quando il danneggiamento è reato e quando invece comporta solo l’obbligo di risarcimento: ecco tutte le conseguenze di chi rompe le cose altrui.

Avevo un amico che, ogni volta che gli andava storto qualcosa, diceva: «Ora spacco tutto!». 

Il gesto di “spaccare tutto” con la mazza da baseball è diventato iconico dopo che Michael Douglas, in «Un giorno di ordinaria follia», ha mostrato come la frustrazione e la compressione della vita quotidiana possono portare l’uomo a reazioni imprevedibili. Ma a quali conseguenze si va incontro se dalle parole si passa ai fatti? Cosa rischi se spacchi tutto? Chiaramente sto parlando di chi, con un bastone, un chiodo o qualsiasi altro oggetto distrugge cose di proprietà altrui e non ovviamente di chi ferisce la gente, nel qual caso mi sembra che non vi sia alcun dubbio sul fatto che si dovrà rispondere penalmente delle lesioni provocate.

Chiedersi però cosa si rischia se si spacca tutto è una domanda tutt’altro che scontata. Questo perché il reato di danneggiamento è stato, nel 2018, in parte depenalizzato. Oggi si tratta, il più delle volte, di un semplice illecito amministrativo, da cui tutt’al più possono derivare sanzioni economiche. 

Cerchiamo allora di fare il punto della situazione immaginando quali possono essere i comportamenti da cui potrebbero derivare rischi penali e, dall’altro lato, cosa puoi danneggiare mantenendo la fedina penale immacolata.

Depenalizzazione del danneggiamento

Iniziamo con un paradosso, uno dei tanti della nostra legge. Se dici a una persona «Obbediscimi, altrimenti ti distruggo l’auto» commetti un reato: quello di minaccia. Se invece, senza dirgli nulla, ti rechi nel garage o nel cortile condominiale e, con una catena, gli sfasci la carrozzeria o i vetri non commetti alcun reato. Perché? Perché la minaccia è ancora un reato, mentre il danneggiamento di una cosa che non si trova in un luogo pubblico – come appunto il garage o il cortile condominiale – è stato depenalizzato. Rischierai tutt’al più una sanzione tra 100 e 8mila euro e una richiesta di risarcimento da parte del proprietario del veicolo.  

Ma non è tutto. Nel caso della minaccia, la prova può essere costituita anche dalla dichiarazione della vittima intimorita dalle tue parole (nel processo penale, infatti, la parte lesa può essere sentita come testimone). Sicché, la condanna sarà quasi scontata. 

Invece, nel caso del danneggiamento, la prova del tuo comportamento non può risiedere più nelle semplici parole del proprietario dell’auto che magari ti ha scoperto mentre prendevi a sprangate il suo sportello: nel processo civile, infatti, le parti in causa non possono essere testimoni di sé stesse. E quindi il danneggiato deve dimostrare l’identità di chi gli ha rotto l’auto. Dovrà magari avere una filmato o delle persone che, testimoni oculari, siano disponibili a presentarsi dinanzi al giudice. 

Quando spaccare tutto non è reato?

Il fatto che il danneggiamento sia stato depenalizzato, esclude dall’orbita penale una serie di comportamenti di chi «spacca tutto». 

Mettiamo il caso che tu abbia concesso una casa in affitto. L’inquilino, ormai moroso da diverso tempo, riceve da te un atto di sfratto e, per tutta risposta, pensa bene di prendere un chiodo e graffiare le porte, sporcare le pareti, smuovere i termosifoni dalla muratura, ecc. 

Neanche in questo caso puoi denunciarlo. E questo perché il reato di danneggiamento di immobile vale solo per determinati tipi di immobili: per gli edifici pubblici (commetti reato, quindi, se rompi le pareti del tribunale), per gli edifici destinati al culto (commetti reato se distruggi una chiesa), per gli immobili compresi nei centri storici o in corso di costruzione o di ristrutturazione. 

Quindi, chi rompe la casa altrui non commette reato. Potrebbe commettere tutt’al più il reato di furto o di appropriazione indebita se porta via con sé il termosifone, il condizionatore o una porta. 

Abbiamo già detto che rompere un oggetto altrui che non si trova su una via, su una piazza o in altro luogo aperto al pubblico non è più reato. Quindi, chi riga l’auto altrui parcheggiata nel cortile condominiale chiuso da una sbarra elettrica non commette reato. Così non lo commette chi buca la ruota di un’automobile lasciata in un parcheggio privato chiuso da cancelli.

Quando spaccare tutto è reato

La prima cosa da sapere è che il reato di danneggiamento scatta solo se c’è malafede, ossia la volontà di danneggiare. Il danneggiamento, detto in parole tecniche, non scatta se c’è una semplice colpa. Quindi, chi urta per sbaglio l’auto altrui e poi scappa senza fornire i dati della propria assicurazione, non commette reato ma una semplice violazione del Codice della strada punita con una sanzione amministrativa.

Spaccare volontariamente un oggetto altrui che si trova in un posto pubblico – ad esempio, la bicicletta che una persona ha lasciato appoggiata a un palo della luce – è ancora reato. 

È ancora reato danneggiare la roba altrui con violenza contro una persona o con una minaccia. Quindi, una persona che cerca di entrare in casa tua e, per farlo, ti spinge e ti fa cadere a terra commette reato. 

Commette reato anche chi distrugge cose di interesse storico o artistico: ad esempio, chi distrugge un quadro o un vaso pregiato.

Se non commette danneggiamento chi rompe la propria roba, quando questa è stata pignorata, lo diventa nonostante non sia stato ancora individuato l’offerente. Questo perché, c’è un ordine dell’ufficiale giudiziario di astenersi dall’usare, deteriorare o danneggiare il bene pignorato. Quindi, se ti hanno pignorato la casa o la macchina e tu per ripicca la distruggi, commetti reato.

Commette reato chi distrugge le piantagioni altrui come viti, alberi, boschi, selve o foreste.

Commette reato chi, in occasione di una partita di calcio, rompe le grate per entrare in campo e interrompere o impedire la manifestazione sportiva.

Mettiamo infine il caso in cui ci sia una festa di paese o una manifestazione religiosa o ancora un comizio politico. Se la notte, preso da un raptus, distruggi gli oggetti che servono a tale manifestazione rischi la reclusione da uno a cinque anni.

Conseguenze del danneggiamento

Attenzione però: le conseguenze del danneggiamento non sono necessariamente di carattere penale. Ci può essere anche l’azione civile con la richiesta di risarcimento da parte del proprietario del bene che ti potrà citare in un processo e ottenere da te i danni. E se non paghi neanche dopo la condanna, rischierai il pignoramento dei tuoi beni.

Magari risponderai che sei nullatenente e che quindi non temi nulla. Ma ti dico una cosa molto importante: se hai commesso reato e se anche te la sei cavata con una condanna ridicola, devi affrontare due grossi problemi: il primo è il pagamento della parcella all’avvocato penalista che ti ha assistito e il secondo è la ricerca di un lavoro. Pensa a come potrebbe essere difficile trovare un posto con una fedina penale sporca. Gran parte delle aziende, prima di assumere qualcuno, oltre a tutta la documentazione di rito, chiedono anche il casellario giudiziario e il certificato di carichi pendenti. Questo è un documento che attesta se sei imputato in un reato. Ebbene, a questo punto, pensi davvero di essere preso per quel lavoro?



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