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Comprare medicine senza prescrizione all’estero si può?

9 Luglio 2021
Comprare medicine senza prescrizione all’estero si può?

Ue, medicinali senza prescrizione medica solo nello Stato che li autorizza.

In alcuni Stati dell’Unione Europea, è possibile acquistare farmaci senza prescrizione medica mentre in altri è necessario il foglio bianco del medico. Non manca chi quindi si rivolge all’estero per superare lo scoglio della visita del medico di base. Ma è possibile una cosa del genere? È lecito cioè comprare medicine senza prescrizione all’estero? 

Non poche volte i pacchi contenenti farmaci vengono fermati alla dogana e, da lì, le autorità inviano un questionario al destinatario chiedendogli motivazioni in merito al pacco. Mentire significa commettere reato di falso. 

Cosa rischia materialmente chi compra farmaci all’estero senza prescrizione? Una recente sentenza dalla Corte di Giustizia Ue [1] ha stabilito che l’autorizzazione all’immissione in commercio di medicinali non soggetti a prescrizione, ottenuta in un dato Stato membro, non vale in tutta l’Ue e non esclude perciò il potere autorizzativo degli altri Stati dell’Unione. 

In buona sostanza, ciò che hanno detto i giudici comunitari è che se in uno Stato dell’Ue è consentito comprare una medicina senza prescrizione non significa che i cittadini degli altri Stati, dove la stessa medicina è invece soggetta alla prescrizione medica, possono aggirare tale ostacolo rivolgendosi al mercato estero (o meglio, ordinandola su Internet). Dovrebbero tutt’al più recarsi in tale Stato, acquistarla in quel luogo e consumarla lì, senza poterla portare con sé in Patria. Né si può dire che tale regola sia in contrasto con il principio di «libera circolazione delle merci», uno dei capisaldi su cui si basa la Comunità Europea.

Così la Corte Ue ha affermato che non viola la libera circolazione delle merci il perimetro solo nazionale di un’Aic (autorizzazione all’immissione in commercio). 

In base alla direttiva medicinali, se manca l’Aic del singolo Stato Ue o quella “collettiva” decisa dalla Commissione europea, l’unico modo per superare tale ostacolo è che intervenga la prescrizione ad hoc di un medico che ne richieda l’uso per speciali scopi terapeutici. 

Vediamo allora cosa rischia chi compra medicine online che richiederebbero la prescrizione, facendo ricorso a un mercato dove invece tale obbligo non sussiste. L’art. 55 del D. Lgs. n. 219/2006 vieta di acquistare farmaci per i quali occorrerebbe la prescrizione medica; di conseguenza, è illegale acquistare farmaci in Internet.

La legge (art. 6 e 147, D. Lgs. n. 219/2006) punisce con l’arresto dai sei mesi ad un anno e con l’ammenda da 10mila a 100mila euro chiunque importa nel territorio nazionale medicinali senza essere in possesso della relativa autorizzazione rilasciata dall’Agenzia italiana del farmaco (Aifa).

A ben vedere, però, la normativa italiana punisce solo chi fa commercio di tali farmaci, cioè chi li acquista illegittimamente (in grosse quantità, si suppone) per poi rivenderli “sotto banco”, cioè senza la prescrizione del medico. Per questo motivo, i giudici tendono ad escludere il reato ogni qualvolta l’acquisto sia stato effettuato da privati per uso esclusivamente personale [2]. Leggi sul punto Acquisti di farmaci on line: quali rischi si corrono.

Ciò nonostante, è molto probabile che il medicinale acquistato all’estero, senza autorizzazione tramite Internet, venga fermato alla dogana. Come si diceva in apertura, l’Agenzia delle Dogane invierà una lettera al destinatario confermandogli il fermo del pacco.  

Il fatto di ricevere la lettera dalla Dogana non significa automaticamente un’incriminazione penale, ma bisogna ugualmente rispondere sinceramente alle autorità, senza commettere falso.

Ad ogni modo, per scoprire se si è stati denunciati o se ci sono delle indagini in corso a proprio carico, bisogna fare istanza alla Procura della Repubblica e richiedere un certificato carichi pendenti.


note

[1] C. Giust. UE causa C-178/20.

[2] Trib. Genova, sent. 17/05/2010; Trib. Bari, ord. 30/01/2012

Autore immagine: depositphotos.com


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