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Concorso riservato alle categorie protette: Cassazione

31 Luglio 2021
Concorso riservato alle categorie protette: Cassazione

Concorso ex articolo 8 l.n. 68/99; tutela del disabile disoccupato; mancata valutazione dei titoli attestanti l’appartenenza alle categorie protette.

Quali soggetti rientrano nelle categorie protette? Gli invalidi civili, gli invalidi del lavoro, i non vedenti, i sordomuti, gli invalidi di guerra, gli invalidi civili di guerra, gli invalidi per servizio.

Il bando di concorso riservato ai disabili che prevede come requisito lo stato di disoccupazione (alla data di scadenza dell’avviso, ma anche al momento dell’effettiva assunzione) è discriminatorio? No. In conformità ai principi sulla tutela dell’occupazione dei disabili, secondo la sentenza n. 14790/2020 della Corte di Cassazione, è ragionevole e legittima la scelta dell’ente di ritenere prevalente la tutela del disabile disoccupato rispetto all’aspirazione di un altro disabile di voler «migliorare» una condizione lavorativa già in corso. Leggi le ultime pronunce della Cassazione sui concorsi riservati alle categorie protette.

Pubblico impiego: bando riservato ai disabili

Non è discriminatorio il bando di concorso riservato ai disabili che preveda quale requisito ulteriore lo stato di disoccupazione non solo alla data di scadenza dell’avviso, ma “anche” al momento dell’effettiva assunzione. Anzi, a ben vedere, si tratta della doverosa finalità dell’ente di tutelare il disabile disoccupato rispetto ad altro soggetto, egualmente disabile, tuttavia già occupato al momento della effettiva presa di servizio.

Corte di Cassazione, Sezione L Civile, Sentenza 10 luglio 2020 n. 14790

Bando pubblico destinato ai lavoratori disabili: è discriminatorio?

Non costituisce comportamento discriminatorio la previsione, in sede di bando di concorso riservato alle categorie ex art. 8 l. n. 68/1999, del requisito della sussistenza dello stato di disoccupazione anche al momento dell’assunzione trattandosi di previsione avente la finalità di tutelare, in conformità con il dettato legislativo e con i principi affermati dalla Corte di giustizia Ue, il disabile disoccupato rispetto ad altro soggetto, egualmente disabile ma nelle more fuoriuscito dalla categoria dei disoccupati.

Cassazione civile sez. lav., 10/07/2020, n.14790

Concorso pubblico: iscrizione dei candidati alle categorie protette

L’art. 16, comma 2, d.p.r. n. 487 del 1994 richiedeva che i candidati a un concorso pubblico appartenenti alle categorie protette risultassero iscritti negli appositi elenchi e risultassero disoccupati ed estendeva tali requisiti anche agli orfani per servizio. La relativa prova doveva essere offerta con l’attestazione dell’iscrizione del riservatario negli elenchi di cui all’art. 19 della stessa legge, esistenti presso gli uffici provinciali del lavoro e della massima occupazione. Dunque, la radiazione da tali elenchi per mancata revisione comporta per il lavoratore la perdita dello status di orfano di servizio ai fini della partecipazione ai concorsi pubblici.

Cassazione civile sez. lav., 12/10/2016, n.20555

Accesso al pubblico impiego: regole

In tema di accesso al pubblico impiego, sono consentite deroghe al principio generale del pubblico concorso solo con forme di reclutamento alternative – quali l’avviamento degli iscritti nelle liste di collocamento, le assunzioni obbligatorie delle persone disabili o la cd. stabilizzazione – previste da leggi la cui “ratio” sia volta a contemperare il meccanismo di selezione dei migliori con l’esigenza di ricoprire posizioni di non rilevante contenuto professionale o con il principio della tutela delle categorie protette o – nel caso di conversione a tempo indeterminato di rapporti a tempo determinato – per l’opportunità di valorizzare l’esperienza lavorativa già maturata.

(Nella specie, la S.C. ha ritenuto illegittima un’assunzione a tempo indeterminato presso il comune di Napoli in quanto effettuata non in virtù di una legge ma a seguito di un’ordinanza del subcommissario delegato per l’emergenza rifiuti in Campania).

Cassazione civile sez. lav., 15/07/2016, n.14592

Riduzione della percentuale dei soggetti da assumere

Il bando di concorso pubblico è “regola” della procedura e, salvo che sia in violazione di legge, non può essere modificato a seguito dell’entrata in vigore di una legge successiva, a meno che questa non preveda espressamente la sua applicabilità anche alle procedure concorsuali in atto.

(Nella specie, il bando di concorso prevedeva che la materia della riserva di posti fosse regolata dalla legge 2 aprile 1968, n. 482 “o da altra normativa in vigore”, sicché è stata esclusa l’applicabilità della sopravvenuta legge 12 marzo 1999, n. 68, che aveva ridotto la percentuale dei soggetti da assumere nell’ambito delle categorie protette).

Cassazione civile sez. lav., 26/08/2014, n.18285

Procedimento di concorso: i posti riservati alle categorie protette

In ogni tipo di graduatoria di concorso il datore di lavoro pubblico è inderogabilmente vincolato ad individuare gli aventi diritto all’assegnazione dei posti riservati agli appartenenti alle categorie protette e ad utilizzare l’apposita graduatoria per la copertura dei posti riservati, che altrimenti rimarrebbero illegittimamente scoperti (nella fattispecie, la Corte suprema ha confermato la sentenza di merito che aveva riconosciuto il diritto di un disabile ad ottenere l’iscrizione nella graduatoria dei riservisti, con conseguente assunzione in ruolo e risarcimento dei danni per l’inerzia mantenuta dall’amministrazione scolastica).

Cassazione civile sez. un., 22/02/2007, n.4110

L’omessa attribuzione di un posto riservato

Appartiene alla giurisdizione del giudice ordinario la controversia con la quale il candidato ad un concorso pubblico, sul presupposto della conseguita idoneità nelle prove concorsuali, lamenti l’omessa attribuzione di un posto riservato derivante dalla mancata valutazione dei titoli attestanti l’appartenenza ad una delle categorie protette di cui alla l. n. 482 del 1968, atteso che la domanda giudiziale sostanzialmente concerne il diritto a stipulare il contratto di lavoro, senza che rilevi la circostanza che questa formalmente sia introdotta attraverso l’impugnazione della graduatoria dei vincitori.

Cassazione civile sez. un., 15/05/2003, n.7507

L’assunzione dei lavoratori appartenenti alle categorie protette

La l. 2 aprile 1968 n. 482 (sulla disciplina generale delle assunzioni obbligatorie presso le pubbliche amministrazioni e le aziende private) regola diversamente la procedura per l’assunzione dei lavoratori appartenenti alle c.d. categorie protette a seconda che si tratti di datori di lavoro privati o pubblici, prescrivendo per i primi che l’obbligo di assunzione sia adempiuto mediante richiesta numerica o nominativa e prevedendo invece che i secondi – fra i quali (alla stregua del rinvio all’art. 1 operato dall’art. 12) rientrano anche le aziende municipalizzate – assumano il personale delle categorie riservatarie attraverso un pubblico concorso (per il personale di concetto o delle carriere direttive) o un sistema privilegiato di scelta nominativa (per il personale operaio, della carriera esecutiva ed ausiliaria).

Il carattere cogente della particolare procedura prevista (in considerazione della natura, delle esigenze e dei relativi controlli) per gli enti pubblici comporta l’illegittimità di un’eventuale rinuncia, da parte dei datori di lavoro pubblici, al sistema di assunzione diretta dei riservatari, con l’ulteriore conseguenza dell’illegittimità dell’avviamento obbligatorio disposto dall’ufficio provinciale del lavoro e della massima occupazione nei confronti di detti enti (a carico dei quali tale assegnazione non comporta quindi un obbligo di assunzione), anche se detto avviamento faccia seguito ad una richiesta (nella specie, trasmessa per errore) degli enti stessi.

Cassazione civile sez. lav., 10/08/1987, n.6869

Collocamento obbligatorio

In tema di collocamento obbligatorio la speciale disciplina dettata dall’art. 12 della legge n. 482 del 1968 per gli enti pubblici prescinde dalla circostanza che il rapporto di lavoro sia assoggettato alla normativa pubblicista ovvero a quella privatistica e pertanto si riferisce anche agli enti pubblici economici (nella specie, l’ENEL), i quali quindi – salva l’ipotesi di personale delle carriere direttive o di concetto – sono tenuti ad assumere senza concorso i lavoratori appartenenti alle categorie protette nei limiti dell’aliquota di legge; pertanto, ove l’ente pubblico economico ricorra alla procedura concorsuale per l’assunzione di nuovo personale, tale procedura non equivale ad una forma di scelta del personale da assumere anche tra le categorie protette, nè di conseguenza un invalido, che abbia partecipato al concorso, può invocare il diritto all’assunzione per effetto della normativa sul collocamento obbligatorio.

Cassazione civile sez. lav., 30/01/1987, n.919

Invalidi, mutilati e categorie assimilate

Il rapporto tra il collocamento obbligatorio e le procedure di ammissione per concorso negli enti pubblici va desunto dall’art. 12 della legge n. 482 del 1968, norma che distingue nel generale ambito dei soggetti appartenenti alle categorie protette tra personale operaio (nonché delle carriere ausiliarie ed esecutive), che deve essere assunto (nelle percentuali di legge) senza concorso subordinatamente al verificarsi delle vacanze, e personale delle carriere direttive e di concetto, che invece ha diritto, dopo aver conseguito l’idoneità in una procedura concorsuale, ad essere incluso nell’ordine di graduatoria tra i vincitori nei limiti della percentuale ad esso riservata.

Consegue che, bandito da parte di un ente pubblico (nella specie, economico) un concorso per operai di squadra, un soggetto invalido civile, escluso dalla graduatoria perché sprovvisto dell’idoneità fisica richiesta nel bando, non può rivendicare il diritto ad essere collocato utilmente nella graduatoria stessa in ragione dei benefici derivanti dal sistema del collocamento obbligatorio.

Cassazione civile sez. lav., 07/01/1986, n.43



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