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Maggiorenne esce con minorenne: ne è responsabile?

12 Luglio 2021
Maggiorenne esce con minorenne: ne è responsabile?

Chi è responsabile del minore? Amici, fidanzati e parenti sono responsabili se il minore si fa male o se commette atti illeciti?

I giovani escono spesso in comitive; così capita che, all’interno di esse, non tutti abbiano la stessa età. Potrebbe ad esempio succedere che, insieme ai maggiorenni, vi siano dei minori, specie – il più delle volte – di sesso femminile. In un’ipotesi del genere, chi risponde di ciò che accade a chi non ha ancora compiuto 18 anni? Se un maggiorenne esce con un minorenne ne è responsabile? Vediamo cosa dice la normativa a riguardo.

Responsabilità minorenni

Sotto un profilo penale, il minorenne è responsabile a partire da 14 anni. Egli quindi subisce tutte le sanzioni per i reati da lui stesso commessi. Né i suoi compagni, né gli insegnanti, né gli stessi genitori possono essere puniti per un reato commesso da un minore sottoposto alla loro custodia. 

In virtù di ciò, se il minore ha meno di 14 anni, il reato resta totalmente impunito.

Sotto un profilo civile, invece, le conseguenze dell’illecito posto dal minorenne – sia che si tratti di un reato o meno – sono a carico dei genitori o del tutore. Saranno questi a dover risarcire i danni cagionati dal minore a terzi. Tanto è previsto dall’articolo 2048 del Codice civile. 

Se il minore è sotto la custodia di un insegnante, la responsabilità è di quest’ultimo. Così, se un bambino fa male ad un altro bambino nel corso dell’intervallo scolastico, è la scuola – e il ministero dell’Istruzione – a risarcire il danno.

La responsabilità dei docenti si estende anche a «coloro che insegnano un mestiere o un’arte» i quali pertanto sono responsabili del danno cagionato dal fatto illecito dei loro allievi e apprendisti nel tempo in cui sono sotto la loro vigilanza.

I fratelli maggiorenni sono responsabili per il fatto dei minori?

Che succede se un fratello maggiorenne esce con un fratellino che non ha ancora compiuto 18 anni? Degli illeciti commessi da quest’ultimo non risponde il più grande. E ciò perché, come appena detto, l’articolo 2048 del Codice civile prevede la responsabilità solo in capo ai genitori e agli insegnanti, non anche ai fratelli, i quali non vengono minimamente citati dalla disposizione in commento. 

Dunque, per il fatto illecito imputabile a un minorenne – con chiunque questi si trovi – continuano a risponderne il padre e la madre anche se non ne hanno il controllo materiale e diretto. I genitori – afferma la giurisprudenza – devono fornire ai propri figli l’educazione adeguata affinché anche questi rispettino le regole civili. Se il minorenne non fa buon uso di tali insegnamenti e non sa vivere in comunità, i genitori devono risarcire eventuali danni a terzi.   

Gli amici sono responsabili dei minorenni?

Se, in una comitiva, un maggiorenne esce con un minorenne, il primo non è responsabile per le condotte del secondo. E anche se “i genitori glielo hanno affidato”. Ciò perché, come detto nel paragrafo precedente, la responsabilità dei genitori permane per tutto l’arco delle 24 ore, anche quando il figlio non è sotto la loro supervisione e cessa solo dal momento in cui questi entra a scuola a quando ne esce. 

L’amico maggiorenne non è quindi responsabile delle condotte illecite dell’amico minorenne. 

Chi è responsabile se il minorenne si fa male?

Sinora, abbiamo analizzato solo le ipotesi in cui a commettere l’illecito sia il minorenne e abbiamo visto che, di esse, sono responsabili solo i genitori, i tutori, gli insegnanti o i maestri, non già i fratelli, gli altri parenti o gli amici a cui essi sono affidati momentaneamente.

Cosa succede invece se è il minore a farsi male? Immaginiamo un ragazzo che esca con una ragazza minorenne e che quest’ultima, nel corso della serata, si ferisca. Il primo ne risponde nei confronti dei genitori? La risposta dipende dal grado di colpa del maggiorenne. In generale, infatti, le conseguenze del danno ricadono solo su chi ha commesso la condotta illecita. Pertanto, se il danno è procurato da un terzo soggetto (si pensi a un minorenne che viene investito da un’auto), la responsabilità ricade solo su quest’ultimo e non sull’«accompagnatore» del minorenne. 

Poniamo invece il caso di un ragazzo che, uscendo con un amico minorenne, lo inviti a compiere una condotta pericolosa, come salire in moto, dietro di lui, senza casco. In tal caso, l’accompagnatore deve considerarsi responsabile perché il danno dipende direttamente dalla sua condotta.  



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3 Commenti

  1. La responsabilità è personale quindi credo che sia più che giusto che un ragazzino dai 14 anni in su sia punito come previsto dalla legge. Intanto, penso che occorra sempre fare attenzione ai propri figli, verificare cosa fanno sui social, informarsi sulle loro amicizie e accertarsi che siano sempre responsabili e corretti e non si caccino in qualche guaio.

  2. Ho due figli che si passano 5 anni. Il maggiorenne ha sempre vigilato sul più piccolino da sempre. Ovviamente, non gli si può dare la colpa se il piccolo si fa male. Alla fine, sono i genitori ad essere responsabili dei figli. Quindi, per quanto più grande possa essere l’altro figlio, mica si può pretendere una vigilanza che invece spetterebbe al genitore. Giusto responsabilizzare i figli, ma non trovo corretto far pesare su di loro eventuali errori che invece dovrebbero essere riconosciuti in capo ai genitori

  3. Mia figlia usciva con un ragazzo più grande. Ho acconsentito alla loro frequentazione soltanto dopo averlo conosciuto. Da genitore voglio sapere con chi esce mia figlia e conoscere la serietà e la responsabilità del ragazzo. Visto che abbiamo un ottimo rapporto lei non ci ha pensato due volte e pur di tranquillizzarmi, lo ha portato a cena come amico (anche se sapevo già che tra loro stava nascendo l’amore). Ormai, quando passa a prenderla a casa si ferma a casa a prendere con me un caffè mentre lei si prepara ed è diventato uno di famiglia. Così sono sicura che lui può prendersene cura affinché non le accada niente. Sono una madre single e le mie paure, dopo la morte di mio marito, si sono amplificate. Un incidente… E quindi loro hanno capito le mie fobie e mi avvisano quando stanno per tornare a casa e so che lui guida anche bene così non mi fa stare in pensiero quando escono la sera

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